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Rose per mia madre

Cara Lilli,

questa è la prima festa della mamma che trascorro da madre ma non più da figlia…è strano…

Come cambiano le cose, Lilli… un anno fa questo giorno fu meraviglioso, lo trascorsi a casa della mia mamma e come regalo le portai la notizia che sarebbe stata di nuovo nonna….avevo da pochissimi giorni scoperto di essere in attesa di Antonio, infatti. Lei era ancora ben lucida, nonostante desse i primi segni di peggioramento: fu talmente felice che non so descrivertelo!

Oggi sono qui a ricordarla…e a fare gli auguri a tutte le mamme del mondo!!

Generosa,
solo tu,
viva e presente.
Donne così non ne ho incontrato più.
Con che passione,
con quale umiltà
hai sfidato in silenzio
ogni dolore o avversità.
[…]

Rose, rose io coglierò per te
per tutti i giorni che
non furono mai rose dischiuse.
Rose, cos’è quel buon profumo che
non è più gioventù, è di più.
Sei tu.
Madre dolce madre
china sulle mie ferite
Madre sempre madre
per chi non vede e chi non crede
Madre dei consigli
che non tradisci e non ti sbagli
tu dalla mia parte
per questo tu, tu solamente.
Né tempo né distanze
potranno scoraggiarti mai.

[…]

(dalla canzone “ROSE” di Renato Zero) 

Mag 5, 2011 - musica, ricordi    5 Comments

Una canzone, un ricordo…LEMON TREE

Cara Lilli,

nel 1975, nel 1977, nel 1982 e poi dal 1988 al 2003, con solo 2 “intermezzi” mancanti (1995 e 2002), ho trascorso le vacanze  estive con la mia famiglia, la famiglia di una mia zia sorella di mamma, con degli amici e dopo il 1999 anche con il mio ragazzo (oggi mio marito!) a Porto D’Ascoli, vicino San Benedetto del Tronto, nelle Marche, sempre nello stesso residence.

Capirai che era diventato per me un pò una sorta di “seconda casa” 🙂

Avrei non uno, ma cento, anzi mille ricordi da scrivere in proposito, davvero… e non è detto che un pò alla volta io  non lo  faccia 😉 intanto oggi ho ripensato all’agosto 1996, in cui per la prima parte della vacanza i miei genitori non c’erano ed io, con mio fratello, la sua fidanzata (oggi sua moglie) e 3 amiche abbiamo alloggiato insieme in un appartamento del residence, mentre non lontano da lì anche il ragazzo di una delle tre amiche più altri suoi amici avevano preso alloggio.

Ebbene, comprendendo anche tre amici “di sempre”, cioè che erano sempre venuti lì anche le estati precedenti, quell’anno si formò una comitiva davvero eterogenea ma allo stesso tempo unita e bellissima: vivemmo 11 giorni d’estate stupendi, tra canzoni, balli, pizze, risate, bagni, partite di pallavolo in spiaggia, “simpatie” che nascevano sotto il sole…

Senza nulla togliere alle altre estati e agli altri amici che ne sono stati protagonisti prima e dopo di quell’anno, posso dirti, Lilli, che fu un momento particolarmente prezioso e importante per me e lo ricordo ancora con un velo di malinconia… Naturalmente ciò non significa che ho dei rimpianti o cose simili, assolutamente. Ma tu sai bene che quando passano gli anni i ricordi, specie quelli legati all’adolescenza ed alla giovinezza, hanno la caratteristica di lasciare sempre inevitabilmente un timbro nel nostro cuore con annessa un pò di malinconia “intrinseca”, che prescinde da quanto poi si sia felici nel presente e da chi c’è o non c’è nelle nostre vite attuali tra tutte le persone che fanno parte di quei ricordi e di quegli anni più o meno spensierati…

Nell’estate del 1996 da ogni radio e da ogni juke-box si sentiva suonare a ripetizione una canzone originale e dal motivetto molto orecchiabile…LEMON TREE dei Fool’s Garden…..ed ogni volta che la riascolto (da un pò di anni è anche colonna sonora di uno spot televisivo di un noto liquore al limone) io ripenso immancabilmente a quella meravigliosa vacanza…

 

Apr 19, 2011 - musica, ricordi    13 Comments

Una canzone, un ricordo…La vie en rose

Cara Lilli,

dopo i primi giorni trascorsi senza la mia mamma, riprendo a scriverti e prometto di farlo di nuovo con regolarità e con post anche allegri, perchè la vita va vissuta in ogni sua sfaccettatura ed è comunque una cosa meravigliosa.

Però oggi voglio ricordare ancora mia madre ma in una “veste” diversa, quella di donna e moglie.

Lei e mio padre sono stati una coppia straordinariamente unita e sono stati di esempio per tanti giovani amici che hanno voluto averli come testimoni alle loro nozze o che sono ricorsi a loro per dei consigli sulla vita matrimoniale e anche sull’educazione dei figli.

Mamma e papà si sono amati moltissimo e la loro storia d’amore è stata originale, perchè si sono conosciuti a scuola, alle superiori (16 anni lei e 18 lui) e sono rimasti grandi amici “di penna” per 10 anni, scrivendosi lunghe lettere (abitavano in due luoghi diversi) e confrontandosi sui problemi con i rispettivi fidanzata e fidanzato. Poi si sono ritrovati vicini, cresciuti, single e hanno iniziato a frequentarsi finalmente di persona.

Da amici hanno avuto un periodo bellissimo: passeggiate, cene, serate al teatro o a concerti di musica classica… Ma poi il mio papà, che si era oramai innamorato (o forse lo era già da sempre…) decise di dichiararsi e lo fece in un modo bellissimo, secondo me.

Per descriverti quel momemto ti riporto fedelmente un brano di uno scritto di mio padre che racconta in prima persona proprio come andò quel fatidico giorno…era il 16 febbraio 1959…erano a Napoli…

<<  Proposi una passeggiata a via Caracciolo; era inondata di sole, sembrava che cantasse. Ai bordi della villa una delle panchine aspettava noi. Ci sedemmo.

    Di cosa avessimo parlato fino ad allora non lo so. Non mi ero fatto nessun piano particolare, anzi ero disteso e tranquillo perché sapevo che glielo avrei detto e basta, anche se avessimo conversato di astronautica.  Non era quello il problema. Semmai, bisognava dirlo in modo che non turbasse l’incanto, questo si, ma senza sdolcinature, nella maniera più naturale. Quale? Non lo sapevo e non mi interessava saperlo. Arrivato il momento le parole mi sarebbero venute acconcie e semplici, ne ero convinto.

Neanche ricordo, infatti, come fu che prendemmo a parlare del futuro, se fu lei o fui io ad iniziare. Evidentemente fummo tutti e due, perché era arrivato il tempo (per lei inconscio e per me atteso) di comprenderci l’un l’altro.

Cercava di intravedere nel suo avvenire, analizzava le esperienze passate facendo previsioni per il futuro, guardandosi dentro e confrontandosi col mondo e la sua realtà. Diceva:

“Mi sento di dover vivere intensamente, ma non solo per me. Il passato mi mostra, però, che non troverò facilmente la giusta collocazione. Forse potrei realizzarmi come moglie ma forse potrei farlo mettendomi al servizio degli altri. Sai, esistono forme di vocazione laica che ti permettono di dedicarti al prossimo nel tuo stato, nella tua professione, restando nel mondo, soffrendo nel mondo, ma vivendo per il prossimo. A volte mi chiedo se per caso non sia questa la mia strada. Non lo so. Ho grande incertezza in me e non vedo chiaro nel mio futuro. Tante energie da profondere ma non so ancora in quale direzione potrò e dovrò esplicarle. Ho davanti due vie: il matrimonio e l’altra. Ma sono ancora ambedue buie. Bisognerà vedere quale di esse si illuminerà. Perciò adesso non so se mai mi sposerò.”

Fu allora che mi si concretizzò l’attimo atteso da tanto tempo, senza che l’avessi programmato; perciò mi affiorò con tono naturale e quasi distaccato (come una certezza ovvia) la frase che mi era partita dal cuore tumultuante:

“Io invece ho deciso di sposarmi e di sposare te.”

Un attimo dopo mi sentii placato anche dentro, mentre vedevo sul viso di lei passare prima una rapida contrazione di sorpresa poi il rossore che accompagnò un’espressione di affetto e di dolore, come chi ha ricevuto un colpo senza preavviso, senza alcuna possibilità di attutirlo. Non seppe e non potè parlare. Mi guardava scossa ma non ferita, lusingata ma addolorata, come cercando aiuto per reagire in qualche modo alla situazione.

Bellissimo era il sole che risplendeva sul mare e bellissimo era il volto di lei, sconvolto dall’emozione…>>

 

Meraviglioso, vero? Mio padre era uno scrittore bravissimo, Lilli.

E la loro storia ha avuto una canzone “simbolo” come accade ad ogni coppia….si tratta della stupenda “LA VIE EN ROSE” (mia madre adorava il francese, tra l’altro)…ed io li voglio ricordare insieme i miei genitori, pensandoli di nuovo uniti adesso Lassù….con la loro canzone che suona…

 

 

Apr 6, 2011 - musica, ricordi    5 Comments

Una canzone, un ricordo…”Ma la notte no”

Cara Lilli,

stamattina all’alba, mentre ero sul divano ad allattare il mio pupetto, ho acceso a volume bassissimo la TV e su Rai 1 trasmettevano la replica di una puntata di uno dei programmi più originali e divertenti che io ricordi, ossia “Quelli della notte” di Renzo Arbore.

Correva l’anno 1985, il cast fisso era impareggiabile: oltre Arbore, in veste di padrone di casa, c’erano Marisa Laurito (la cugina), Simona Marchini (la segretaria-telefonista), Nino Frassica (Frate Antonino da Scasazza)…e poi Riccardo Pazzaglia, Andy Luotto, Maurizio Ferrini, l’orchestra di Gianni Mazza con Stefano Palatresi, Antonio e Marcello, Gegè Telesforo, Silvia Annichiarico….Che meraviglia!

E la sigla iniziale chi non la ricorda? “MA LA NOTTE NO” è stata un tormentone!

E l’estate di quell’anno, in vacanza al mare a Diamante (CS) con la mia famiglia, ricordo le serate stupende trascorse in spiaggia o nel parco in cui mia zia aveva una villetta, con mio fratello che aveva appena ricevuto in dono dai nostri genitori per il diploma di scuola superiore una chitarra e che riuniva attorno a sè grandi e piccini, famiglie al completo che si divertivano a cantare tutti insieme….e si finiva la serata quasi sempre intonando proprio “Ma la notte no”, ridendo come matti!

Ricordo con particolare tenerezza e nostalgia mio padre, che amava tanto questo pezzo e che lo interpretava “con tutto il sentimento”, come si suol dire 🙂

Ecco qui un video dell’epoca:

 

Ed ecco il testo, con le sue improbabili e comicissime rime:

MA LA NOTTE NO:

Ogni giorno la vita
è una grande corrita
(ma la notte no!)
Ogni giorno è una lotta
chi sta sopra e chi sotta
(ma la notte no!)
Il mattino è un po’ grigio
se non c’è il dentifrigio
(ma la notte no!)
tu ti guardi allo specchio
e ti sputi in un ecchio
(ma la notte no!)
Poi comincia il lavoro
e dimentichi il cuoro
(ma la notte no!)
parli sempre e soltanto
delle cose importanto
(ma la notte no!)
e ti perdi la stima
se non trovi la rima
(ma la notte no!)
ti distrugge lo stress
e dimentichi il sess
(ma la notte no!)
che stress
che stress
che stress di giorno
(ma la notte no!)
che stress
che stress
che stress di giorno
(ma la notte no!)
che stress
che stress
che stress di giorno
(ma la notte no!)
che stress
che stress
che stress di giorno
(ma la notte no!)
Giorno mi tormenti così
Giorno mi fai dir sempre si…
ma la notte
ma la notte
ma la notte
ma la notte
ma la notte
ma la notte
no !!!
ma la notte
ma la notte
ma la notte
ma la notte
ma la notte
ma la notte
no !!!
Lo diceva Neruda
che di giorno si suda
(ma la notte no!)
rispondeva Picasso
io di giorno mi scasso
(ma la notte no!)
e per questa rottura
non si trova la cura
(ma la notte no!)
il morale s’affloscia
la pressione s’ammoscia
(ma la notte no!)
S’ammoscia
s’ammoscia
s’ammoscia di giorno
(ma la notte no!)
S’ammoscia
s’ammoscia
s’ammoscia di giorno
(ma la notte no!)
S’ammoscia
s’ammoscia
s’ammoscia di giorno
(ma la notte no!)
S’ammoscia
s’ammoscia
s’ammoscia di giorno
(ma la notte no!)
Giorno mi tormenti così
Giorno mi fai dir sempre si…
ma la notte
ma la notte
ma la notte
ma la notte
ma la notte
ma la notte
no !!!

Si….le canzoni sono sempre veicolo di ricordi ed emozioni, Lilli…

Gen 20, 2011 - musica, ricordi    6 Comments

Una canzone, un ricordo…”Run to me”

Cara Lilli,

poco fa, sistemando in soggiorno mentre il pupo dormiva (e dorme anche ora, invece di farlo di notte…!!!), stavo ascoltando la radio e hanno trasmesso una vecchia canzone dance anni ’80 che mi è sempre piaciuta tantissimo e che risentivo più da tempo….ed ecco che ho fatto all’istante un “tuffo” nel passato…

Le vacanze estive che ricordo di solito con maggior nostalgia e piacere sono quelle che vanno dal 1988 ai primi anni 2000, trascorse quasi tutte a Porto d’Ascoli di San Benedetto del Tronto, ma in questo caso non è lì che il pensiero è volato: infatti, ho rivissuto per un momento l’atmosfera delle tre estati precedenti, quelle dell’85-86-87 passate a Diamante, in Calabria, con la mia famiglia e la famiglia di una mia zia, sorella di mamma (che tra l’altro ora non c’è più, per cui il ricordo mi è ancora più caro…).

Ero solo una ragazzina (tra i 12 e i 14 anni) e in quel posto con un mare da favola avevo stretto amicizia con molti ragazzi e ragazze nel parco in cui mia zia aveva una villetta. Poi c’erano i miei 3 cugini, oltre a mio fratello, e quindi formavamo un bel gruppo.

Ricordo il mio primo amore, nato su quella spiaggia fatta di sassi e tra le onde cristalline…. G. un ragazzino della mia età, biondino, simpaticissimo, sempre allegro, tanto carino e che con me aveva un bel rapporto ma da parte sua era solo amicizia, ahimè 🙁 non sono mai riuscita neppure a confessargli i miei sentimenti, quelli che si provano alla prima cotta da adolescente, quando si pensa che quello sia il VERO amore, quello con la A maiusciola, quello che è per sempre, per cui struggersi in silenzio se non è ricambiato, giurando fedeltà eterna nonostante tutto… Se ci ripenso ora, Lilli, mi viene da sorridere e mi commuovo anche un pò: come ero ingenua e dolce!!!

Ricordo le passeggiate in bicicletta, qundo ci mettevamo in fila indiana sul lungomare per arrivare in paese a mangiare un gelato ed eravamo almeno una quindicina!

Ricordo un locale, un simpatico pub in cui qualche sera si andava a mangiare: si chiamava “Poker” e la specialità erano quattro panini farciti in modo differente tra loro che predevano il nome ognuno da un seme delle carte francesi, quindi “Cuori”, “Picche”, “Quadri” e “Fiori”….quest’ultimo rammento bene che era quello che sceglievo sempre io, ma purtroppo ho dimenticato con che cosa era imbottito.

E ricordo le serate danzanti….si, nel Parco Del Sole (così si chiamava) c’era anche un supermarket e nell’area antistante a questo il sabato sera si allestiva una sorta di discoteca all’aperto, con il dj di turno che ci faceva ballare all’impazzata….io e le mie amiche amavamo in particolare una canzone dance dell’estate del 1987, che poi è quella che ho risentito poco fa e mi ha scatenato questi ricordi…RUN TO ME di Tracy Spencer…quando arrivava noi ci esaltavamo come matte!!! Che sceme eravamo….ma quante risate ci facevamo e quanto eravamo spensierate 🙂


Ora quelle estati sono molto lontane: in quel posto non sono mai più tornata dopo quei tre anni consecutivi e poi purtroppo quella villetta nel Parco del Sole mio zio l’ha venduta qualche anno fa, dopo la morte di mia zia, quindi c’è un velo di malinconia un pò triste a “ricoprire” l’immagine che c’è nel mio cuore….ma comunque è stato bello stamattina farmi tornare alla mente tutte queste cose che da un bel pò avevo relegato in un angolino di anima…