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Ott 11, 2011 - cinema e tv, ricordi    8 Comments

Un film, un ricordo: Staying Alive

Cara Lilli,

oggi non è di una canzone che voglio parlarti, ma bensì di un film che suscita in me molti ricordi. Si tratta di “STAYING ALIVE” (1983) con Jonh Travolta ancora nei panni del ballerino in cerca di fama Tony Manero, dopo il mega successo di “La febbre del sabato sera” (1977).

In questo secondo film Tony finalmente entra a far parte di un corpo di ballo per un musical a Brodway e da ballerino di fila riesce pian piano a farsi notare dal regista e a diventare coprotagonista con la prima ballerina, Laura. Quest’ultima, bravissima ma presuntuosa e con la puzza sotto al naso, gli fa perdere per un pò la testa, facendogli rovinare il rapporto con la dolce e innamoratissima Jackie, ballerina di fila anche lei nel musical in questione. Ma tutto si ricompone verso la fine, con Tony e Jackie che tornano insieme e con la rivincita che lui si prende sulla spocchiosa Laura.

Forse qualcuno non lo sa e potrebbe anche stupirsene, ma la regia di questo film è di Silvester Stallone (che appare anche per un momento in una scena per strada, tra la folla).

Non è che sia questo grande capolavoro, lo ammetto Lilli (e per di più il personaggio di Tony Manero mi è pure antipatico per certi versi!) però, come spesso accade, le cose acquistano valore per le sensazioni, le emozioni e le memorie che ci suscitano.

Le mie memorie legate a questa pellicola sono di due tipi: ricordo che la prima volta l’ho visto con mio fratello ed è anche stato uno dei primi film che abbiamo registrato insieme, col nostro primissimo videoregistratore nel lontano 1988, trasmesso da Italia 1 (ricordo anche il canale perchè mio fratello conserva ancora quella cassetta!).

E poi ricordo tutte le volte (e sono taaaaante) che l’ho rivisto con la mia simpaticissima compagna di banco delle superiori, ballerina di danza moderna, quando avevamo finito di studiare (e certe volte anche prima di iniziare…eheheh!).

A dire il vero l’intera colonna sonora del film è straordinaria, a partire dai mitici Beegees, e già da sola vale il film, Lilli, ma comunque ci sono secondo me due scene che vale la pena di vedere perchè corredate da musiche bellissime.

La prima è quella in cui Tony prova con Laura per la parte di coprotagonista sulle note di “Dance so close to the fire” e poi parte l’incalzante “Far From Over” di Frank Stallone (il fratello di Sly) che accompagna i vari momenti delle prove fino alla sera della prima a teatro:

 (mi dispiace ma di questa scena ho trovato solo versioni sottotitolate in spagnolo…!!!)

 

E la seconda è quella del finale del musical (sulle note di The winning end” di Joe Esposito) proprio la sera del debutto a Brodway: la premessa è che Laura dietro le quinte ha proposto a Tony di vedersi dopo lo spettacolo, lui rifiuta e lei (gelosa del ritrovato rapporto tra lui e Jackie) gli ha detto acida più che mai: “Non sei nessuno!”. Ebbene, il buon Tony Manero le fa un bello scherzetto una volta sul palco….non lo svelo per non rovinare la sorpresa a chi non ha visto il film 😉

(anche qui sottotitoli in spagnolo….)

 

Ihihih….forte, eh? L’espressione scioccata e inebetita di Laura  mi ha fatto sempre un gran piacere 🙂

Ah, che cosa sono i ricordi, Lilli…ci fanno vagare con la mente  fino a tempi andati e ci fanno velare l’anima di malinconia…

 

Set 29, 2011 - pensieri sparsi, ricordi    8 Comments

La lente di ingrandimento dei ricordi

Cara Lilli,

stavo riordinando in cucina dopo pranzo e, non so assolutamente perchè, mi è venuto da pensare che i ricordi a volte sono strani assai.

Mi spiego meglio: sicuramente è capitato anche a te di avere dei “luoghi del cuore”, posti in cui si è stati da bambini e di cui si serbano ricordi bellissimi e indelebili. Ebbene, ci hai mai fatto caso che se ci torni dopo anni e anni, ti sembra tutto molto più piccolo di come lo ricordavi?

A me è successo in più di un’occasione e ogni volta mi sono meravigliata di come i ricordi facciano da “lente di ingrandimento”….case, alberghi, giardini, spiagge, strade…tutto è immenso, spazioso nella memoria e nel cuore…molto più di quanto non lo sia nella realtà.

Sarà che sono posti “vissuti” quando si era piccini….chissà, Lilli.

Sorridendo, verrebbe quasi da farsi la domanda sciocca se siamo noi ad essere cresciuti o le cose ad essersi rimpicciolite…

 

Set 24, 2011 - amore, pensieri sparsi, ricordi    10 Comments

Purchè tu sia felice…

Cara Lilli,

oggi mi sento romantica, come mi accade ogni tanto 😉

Ho ripensato per l’ennesima volta  a quando ero una ragazza innamorata di un ragazzo con cui c’era un rapporto speciale di amicizia e complicità, ma che era interessato ad un’altra (che ovviamente non ricambiava).

Sai già che ad un certo punto credevo  che non mi avrebbe mai amato e ne ero straziata, ma poi c’è stata una svolta decisiva per me, per la mia serenità. 

Ricordo che ad un tratto, dopo varie tribolazioni interiori, mi resi conto che pian piano non mi stavo più preoccupando di me, della mia felicità, della realizzazione del mio desidero di stare insieme a lui, ma bensì stavo iniziando a pensare solo alla sua felicità. 

Ti spiego: non è che non volessi più stare con lui, anzi! Lo amavo tanto, lo amavo sempre di più e proprio per questo desideravo che lui fosse felice, qualunque fosse stata la “fonte” della sua felicità, io o un’altra (non necessariamente quella che gli interessava in quel momento).

Quando capitava che uscivamo insieme al gruppo di amici e lo vedevo ridere o comunque capivo che quella sera era sereno, io ero felice. Ero felice per lui. E volevo con tutto il cuore che lui fosse sempre così.

La svolta fu decisiva perchè io smisi di straziarmi l’anima, cominciai semplicemente ad amarlo senza più avere il tormento di aspettarmi che qualcosa cambiasse e che lui mi amasse a sua volta.

Nel mio cuore c’era solo un pensiero:”Purchè tu sia felice, amore mio….”

Non so quale miracolo ha fatto si che dopo un pò di tempo lui comprendesse che la sua felicità ero io. Però so che non immaginava quanto io avessi sofferto e quanto lo avessi desiderato per mesi. E non riusciva a credere che io avessi potuto amarlo in silenzio, standogli vicino sempre, in ogni occasione felice o triste, e soprattutto disinteressatamente.

Io so solo che in quei mesi “cruciali” sentivo assolutamente mie le parole di Albert Camus: <<Non essere amati è una semplice sfortuna, la vera disgrazia è non amare>>. Ed io ho amato tanto quel ragazzo, Lilli.

E lo amo tuttora con la stessa intensità, se non di più.

Set 18, 2011 - Feste e ricorrenze, ricordi    26 Comments

Nozze d’oro….in Cielo

Cara Lilli,

nella corso della mia vita ho visto un uomo e una donna amarsi profondamente; rispettarsi; lasciarsi la giusta libertà; essere d’accordo sui principi fondamentali su cui basare la loro famiglia; essere diversi caratterialmente ma superare questi aspetti venendosi incontro vicendevolmente e smorzando sul nascere le eventuali discussioni per impedire che diventassero ostacoli  per la loro felicità; aprire la loro casa a parenti e amici sempre, con generosità e allegria; essere di esempio per i figli e per tante altre persone.

Ho visto mio padre e mia madre amarsi così, Lilli.

Oggi ricorre una festa specialissima: le loro nozze d’oro.

L’ultimo anniversario che sono riusciti a festeggiare insieme qui tra noi è stato il 48°, nel 2009, due mesi prima che il mio papà se ne andasse.

L’unico anniversario che hanno non hanno potuto festeggiare perchè separati è stato il 49°, l’anno scorso.

Oggi sono sicura che Lassù staranno brindando ai loro 50 anni d’amore, finalmente di nuovo INSIEME, innamorati più che mai…e mi sembra di vederli: mamma, sempre elegante e curata, che tiene per mano papà, che le sorride  teneramente e le accenna il ritornello della loro canzone

 

“Oddio…ma non è un film!”

Cara Lilli,

la frase che dà il titolo al post l’ho pronunciata io, scioccata, 10 anni fa…in un primo pomeriggio come tanti, nel soggiorno di casa dei miei genitori, quando vivevo ancora lì…

 

<< Maristella cerca un pò se c’è qualche bel film in TV…>>

<<Si, ora vedo mamma…Aspetta, magari qui…..forse ho trovato, non so cos’è vediamo…forse è un film d’amore>>

<<Credo di si>>

<<Non so, mamma….guarda un tu un momento, io vado in bagno…torno subito>>

<<Va bene>>

5 minuti dopo…

<<Mamma, scusa, ma hai cambiato canale?>>

<<No!>>

<<Come no? Mica era un film di guerra prima!>>

<<Non so, sono andata un minuto in cucina…>>

<<Ma ti dico che questo non è il film di prima! Non vedi? Quelle sono le Torri Gemelle, quelle di New York…c’è un incendio….ma che film è?>>

<<Aspetta…sembra così reale!>>

<<Oddio….ma non è un film, mamma!!!>>

<<Come non è un film?>>

<<Questo è il telegiornale!! Non senti la voce di Emilio Fede? E’ un’edizione straordinaria!!>>

<<Oh Signore!!!>>

<<E’ un attentato! Capisci? Un attentato!! Dio mio…>>

 

Fuoco e fumo….caos….corpi che volano nel vuoto…sono poveri innocenti che per la disperazione si lanciano dalle finestre di quelle trappole senza via di scampo che sono diventate le due Torri Gemelle…sirene di ambulanze e di camion dei vigili del fuoco….angeli senza ali che corrono in soccorso di quei prigionieri destinati a una fine atroce…lacrime, disperazione, urla di chi dalle starde in prossimità delle Torri non si capacita di ciò che pure si sta realizzando proprio sotto i suoi occhi…giornalisti attoniti…

Ho la sensazione che l’intero Pianeta si sia fermato, che esista un unico occhio gigante puntato sul cuore di New York…

Una delle due Torri all’improvviso crolla…è impressionante, si sbriciola…

Poi crolla anche la seconda….come la Gemella si disfa in cenere….solo cenere, ecco quello che rimane.

E’ agghiacciante. Sono testimone, pur se attraverso la TV, di un evento che cambierà la Storia.

 

Fonte: Wikipedia

Le vittime degli attentati furono 2974, esclusi i diciannove dirottatori: 246 su quattro aeroplani (88 sul volo American Airlines 11, 59 sul volo United Airlines 175, 59 sull’American Airlines 77 e 40 sul volo United 93; non ci fu alcun superstite), 2603 a New York e 125 al Pentagono. Altre 24 persone sono ancora elencate tra i dispersi.Tutte le vittime erano civili a parte 55 militari uccisi al Pentagono. Furono più di 90 i paesi che persero cittadini negli attacchi al World Trade Center.

Il NIST ha stimato che circa 17.400 civili erano presenti nel complesso del World Trade Center al momento degli attacchi, mentre i dati sui turisti elaborati dalla Port Authority of New York and New Jersey (l'”Autorità portuale di New York e del New Jersey”) suggeriscono una presenza media di 14.154 persone sulle Torri Gemelle alle 8:45 del mattino. La gran parte delle persone al di sotto delle zone di impatto evacuarono in sicurezza gli edifici, come pure 18 persone che si trovavano nella zona di impatto della torre meridionale; Al contrario, 1366 delle vittime si trovavano nella zona di impatto o nei piani superiori della torre settentrionale; secondo il Rapporto della Commissione, centinaia furono le vittime causate dall’impatto, mentre le restanti rimasero intrappolate e morirono a seguito del collasso della torre.Quasi 600 persone furono invece uccise dall’impatto o morirono intrappolate ai piani superiori nella torre meridionale.

Almeno 200 persone saltarono dalle torri in fiamme e morirono, come raffigurato nella emblematica foto The Falling Man (“L’uomo che cade”), precipitando su strade e tetti degli edifici vicini a centinaia di metri più in basso. Alcune persone che si trovavano nelle torri al di sopra dei punti di impatto salirono fino ai tetti degli edifici sperando di essere salvati dagli elicotteri, ma le porte di accesso ai tetti erano chiuse; inoltre, non vi era alcun piano di salvataggio con elicotteri e, quella mattina dell’11 settembre, il fumo denso e l’elevato calore degli incendi avrebbe impedito agli elicotteri di effettuare manovre di soccorso.

Le vittime tra i soccorritori furono 411. Il New York City Fire Department (i vigili del fuoco di New York) perse 341 vigili del fuoco e 2 paramedici; il New York City Police Department (la polizia di New York) perse 23 agenti, il Port Authority Police Department (la polizia portuale) 37. I servizi di emergenza medica privata persero altri 8 tecnici e paramedici.

 

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Fonte foto: http://wuzzadem.typepad.com/wuz/2006/09/i-rem.html

 

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