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Gen 25, 2012 - amore, ricordi    20 Comments

Il posto più bello del mondo

Cara Lilli,

ogni tanto sai che vago con la mente e torno indietro negli anni…

Oggi ho ripensato ancora una volta al periodo di “transizione” che c’è stato tra fine agosto e metà dicembre 1999, cioè nei mesi in cui io e il mio tesoro ci siamo avvicinati pian pianino, in un crescendo di sentimenti, confidenza ed emozioni.

Io fino all’ultimo non ero certa di cosa sarebbe successo, se sarebbe stato amore reciproco, non volevo illudermi inutilmente per poi soffrire di nuovo come mi era successo in passato.

Dico “se fosse stato amore reciproco” perchè io già da ottobre in realtà sapevo benissimo di amarlo, ma non riuscivo a credere che lui potesse ricambiarmi (pessimista nel profondo, lo so…che vuoi farci!).

Però…c’erano momenti in cui sentivo che prima o poi sarei riuscita ad arrivare al centro del suo cuore, districandomi tra i suoi dubbi e i tormenti che mi sembravano frenarlo, e in uno di quei pochi momenti scrissi queste parole:

 

IL POSTO PIU’ BELLO DEL MONDO

 

Se vuoi ti prendo per mano

così non ti sentirai solo.

Voglio accompagnarti

per i sentieri tortuosi della tua anima,

dove la luce è fioca 

e il bosco intorno è pieno di insidie.

Il vento fa stormire le foglie,

è un soffio di vita insistente 

che vuole arrivare al centro di te

e tenta di passare tra i rami folti di dubbi e paure. 

Segui il vento, amore mio,

lasciati trasportare fuori dal bosco,

là dove c’è un grande prato

che profuma di tenera speranza

come l’erba appena falciata

e dove i sogni si colorano di fiori variopinti

e volano alti come petali leggeri

nella brezza di un’eterna primavera.

E’ là che voglio arrivare insieme a te, 

mano nella mano,

nel cuore del tuo cuore…

…nel posto più bello del mondo!”

(08/12/1999)

 

(NB: 9 giorni prima che io e il mio lui ci mettessimo insieme)

 

Gen 16, 2012 - musica, ricordi    6 Comments

Una canzone, un ricordo: Smooth (Santana & Rob Thomas)

Cara Lilli,

sul finire dell’estate del 1999 mio fratello registrò per me una compilation di successi internazionali su audiocassetta (si, hai presente quella specie di reperto archeologico? eheheh) e io praticamente consumai il nastro  perchè l’ascoltavo in continuazione.

Ho ricordi bellissimi legati a quella compilation, innanzitutto perchè è risale al periodo in cui cominciai ad avere rapporti più stretti con quel ragazzo riservato ma dal cuore tenero che pian piano stavo conoscendo sempre meglio e che mi stava facendo innamorare di lui (chi mai sarà? forse potresti arrivare a capirlo…!!!) e poi perchè quando me la spedì per posta mio fratello abitava ancora vicino Milano (c’è stato dal luglio del’98 all’inizio del 2001) e quindi mi mancava molto e ascoltarla era come sentirlo più vicino.

Tutte canzoni interessanti, alcune davvero belle e una in particolare stupenda: SMOOTH di Carlos Santana (che fa parte dell’album Supernatural, in cui c’è anche un’altra perla, Corazon Espinado).

Dimmi un pò, Lilli: ma quanto è bravo Santana??? Troooooppo!!! E’ un chitarrista fenomenale, ha scritto dei pilastri della musica moderna e poi la voce di Rob Thomas si sposa benissimo con questa canzone.

Io ancora adesso la riascolto con enorme piacere…è trascinante!!!

SMOOTH (Santana feat. Rob Thomas) (1999)

Man it’s a hot one

like seven inches from the midday sun

I hear you whisper and the words

melt everyone but you stay so cool

my munequita my Spanish Harlem mona lisa

You are my reason for reason

the step in my groove

now and you say

this life ain’t good enough I give my world

to lift you up I could change

my life to better suit your mood

‘cause you’re so smooth

and it’s just like the ocean under the moon

that’s the same emotion that I get from you

you got the kind of lovin’ that can be so smooth

and gimme your heart make it real

or else forget about it

I’ll tell you one thing

If you would leave it’d be crying shame

in every breath and every word

I hear your name calling me out

out from the barrio you hear my rhythm on your radio

you feel the turning of the world

so soft and slow it’s you round and round

and if you say

this life ain’t good enough I give my world to lift you up I could change

my life to better suit your mood

‘cause you’re so smooth

and it’s just like the ocean under the moon

that’s the same emotion that I get from you

you got the kind of lovin’ that can be so smooth

and gimme your heart make it real

or else forget about it

and just like the ocean under the moon

that’s the same emotion that I get from you

you got the kind of lovin’ that can be so smooth

and gimme your heart make it real

or else forget about it

or else forget about it

or else forget about it

or else forget about it

or else forget about it

or else forget about it

or else forget about it

or else forget about it

 

(fonte testo: Airdave.it)

 

TRANQUILLA

Ragazzi, è caldo,

come a sette pollici dal sole di mezzogiorno

Ti sento sussurrare e le parole commuovono tutti, ma tu resti così fredda

Mia Muñequita, mia Monna Lisa di Spanish Harlem

Tu sei il motivo del mio buonsenso, l’intervallo nella mia routine

e se tu dicessi che questa vita non è abbastanza buona

darei il mio mondo per sollevarti

potrei cambiare la mia vita per meglio adattarmi al tuo umore

perché tu sei così tranquilla

ed è proprio come l’oceano, sotto la luna

bene, è come l’emozione che ricevo da te

tu hai quel genere di amore che potrebbe essere così tranquillo

allora dammi il tuo cuore, fa’ che si avveri, oppure dimenticatene

bene, ti dirò una cosa se te ne andassi sarebbe un vero peccato

in ogni respiro e in ogni parola

sento il tuo nome che mi chiama

viene dal barrio, tu sei il mio ritmo alla tua radio

tu senti il mondo che gira, così dolcemente e lentamente

e ti fa girare in tondo

e se tu dicessi che questa vita non è abbastanza buona

darei il mio mondo per sollevarti

potrei cambiare la mia vita per meglio adattarmi al tuo umore

perché tu sei così tranquilla

ed è proprio come l’oceano, sotto la luna

bene, è come l’emozione che ricevo da te

tu hai quel genere di amore che potrebbe essere così tranquillo

allora dammi il tuo cuore, fa’ che si avveri, oppure dimenticatene

e se tu dicessi che questa vita non è abbastanza buona

darei il mio mondo per sollevarti

potrei cambiare la mia vita per meglio adattarmi al tuo umore

perché tu sei così tranquilla

ed è proprio come l’oceano, sotto la luna

bene, è come l’emozione che ricevo da te

tu hai quel genere di amore che potrebbe essere così tranquillo

allora dammi il tuo cuore, fa’ che si avveri, oppure dimenticatene

oppure dimenticatene oppure dimenticatene oh non dimenticartene

(dammi il tuo cuore, fa’ che si avveri) oh non dimenticartene, yea

(oh) non dimenticartene

non dimenticartene

non dimenticartene

non dimenticartene

non dimenticartene

non dimenticartene

non dimenticartene

 

(Fonte traduzione: Angolo testi.it)

 

Dic 30, 2011 - Feste e ricorrenze, ricordi    38 Comments

C’è stato un tempo…(memorie di San Silvestro)

Cara Lilli,

c’è stato un tempo, tanto tempo fa, in cui l’attesa per la notte di San Silvestro era speciale. Non era la stessa attesa che c’è oggi in me, non perchè io ora non sia felice di brindare con mio marito e i miei bimbi all’arrivo di un nuovo anno da vivere insieme, ma perchè un tempo era diverso…non è facile spiegarlo a parole.

C’è stato un tempo, tanto tempo fa, in cui il 31 dicembre a casa mia si pranzava presto. Un pranzo frugale a dire il vero, normalmente senza pasta nè carne, quasi sempre con patate all’insalata e uova sode, in attesa del gran cenone a casa di mia zia, la sorella di papà.

C’è stato un tempo, tanto tempo fa, in cui a partire dal dopo pranzo contavo le ore, i minuti, i secondi che sembravano non trascorrere mai, per giungere alle 20 circa, quando si usciva di casa per andare da zia. Alle 20:30 si ascoltava il messaggio di fine anno del Presidente Pertini in TV e poi tutti a tavola! Eravamo tanti: tre famiglie riunite al completo, con adulti, ragazzini e bambini, più le mie nonne e infine la nonna e la zia nubile dei miei cugini.

C’è stato un tempo, tanto tempo fa, in cui si giocava a tombola, a mercante in fiera e a sette e mezzo, sgranocchiando nocciole e frutta secca varia, in attesa della fatidica mezzanotte, quando con la TV accesa (sempre su RAI 1) si seguiva il conto alla rovescia e noi bambini gridavamo come matti lo “ZERO!!!” saltando qua e là e correndo a baciare tutti! C’era il botto del tappo dello spumante, c’era il panettone, c’era il pandoro.

C’è stato un tempo, tanto tempo fa, in cui finalmente, dopo il brindisi arrivava il momento di sparare i fuochi, che poi erano dei semplici “fischi”, che una volta in aria lasciavano una piccola scia luminosa e facevano un tipico sibilo simile ad un fischio, appunto. Sono i soli “botti” che io abbia mai visto comprare da mio padre. E lui e mio zio, magari con l’aiuto di mio fratello e dei miei cugini più grandicelli, li sparavano da un grande balcone (eravamo al 5° piano) posizionando delle bottiglie di birra vuote alla base della ringhiera, rivolte con il collo verso l’esterno, che facevano da “cannoncini” in cui posizionare il lungo stecco di legno dei “fischi”, facendone uscire fuori la “testa” e la miccia. Io, le mamme, le nonne e i cugini più piccoli eravamo tutti dietro ai vetri ad assistere all’operazione. Ricordo le mani sulle orecchie per non sentire gli spari che riecheggiavano tutto intorno, il fumo, quell’odore intenso di zolfo non piacevole in se per sè ma facente parte di un “quadro” che si rinnovava ogni anno e che perciò mi sembrava buonissimo.

C’è stato un tempo, si…ma non tanto tempo fa a pensarci bene…si perchè cosa vuoi che siano, Lilli, 20, 25, anche 30 anni di fronte all’eternità? Nulla….un briciola, un frammento…

C’è stato un tempo, Lilli, in cui un frammento di eternità si è fermato, cristallizzato in un ricordo, anzi in tanti ricordi, legati ognuno ad un particolare diverso o più ancora ad una persona diversa. Alcune di quelle persone non ci sono più…man mano negli anni a seguire sono mancate ad una ad una ma in quel frammento di eternità ci saranno per sempre, Lilli.

Ciao nonna Bianca, ciao nonna Luisa, ciao “nonna” Carmela, ciao zio Orazio, ciao papà mio e infine ciao mammina mia, che per la prima volta mancherai in questo San Silvestro che oramai è alle porte…CIAO A TUTTI VOI, VI VOGLIO SEMPRE BENE E MI MANCATE TANTO!

E a chi passa di qui un augurio speciale per questo fine anno che spero trascorriate in allegria e in compagnia di chi amamte!

Dic 20, 2011 - ricordi    29 Comments

Storia di un’amicizia speciale

Cara Lilli,

mettiti comoda perchè la storia che sto per raccontarti è lunga, ma vale la pena di leggerla, te lo assicuro.

L’ho conosciuta in inverno, in una fredda giornata del febbraio 2005.

In quel periodo stavo lavorando in un call center (mamma mia che stress, un giorno magari te ne parlerò) per guadagnare un pò di soldini e non stare con le mani in mano in un periodo in cui niente nella mia vita si stava ancora muovendo in nessuna direzione definitiva.

Si trattava di promozioni di prodotti di telefonia e lei fu una delle prime persone che mi capitò di contattare quella mattina. Aveva una voce delicata, dolce, si sentiva che era di una certa età (e i dati che apparivano sul pc della mia postazione me lo confermavano). Le iniziai ad illustrare l’offerta del momento, l’acquisto di un cordless molto speciale ecc.

Lei mi ascoltò e poi mi disse che le sarebbe piaciuto tanto avere questa comodità, ma che non poteva permettersela perchè con la sua pensione riusciva a mala pena ad arrivare a fine mese. Aggiunse: <<Pensate, signorina mia, che oggi per esempio fa tanto freddo ma per risparmiare non ho acceso i termosifoni, mi sono seduta vicino al camino ed ho messo due scialli di lana sulle spalle>>.

Mi si strinse il cuore, Lilli, a sentirle dire quelle cose.

Mi soffermai a parlarle per qualche minuto, anche se di norma non potevo perdere tempo con i clienti, ma in quel caso mi venne spontaneo dirle qualche parola di conforto e ascoltarla ancora un momento.

Alla fine lei mi disse:<<Mi dispiace tanto non poter comprare il telefono senza filo, ma ancora di più mi dispiace che ora questa telefonata finirà e io non potrò mai più parlare con voi, signorina…siete stata così gentile, mi avete fatto un pò di compagnia!>>.

Mi sentii le lacrime agli occhi…non mi aspettavo quelle parole! La salutai affettuosamente e mi venne subito un’idea un pò balzana: prima di archiviare la schermata sul pc mi copiai rapidamente il numero di telefono e il nome della signora, senza farmi notare da nessuno.

Una volta a casa, nel pomeriggio, decisi di richiamarla. Non sapevo bene cosa dire nè come spiegare il fatto che mi ero presa il suo numero….ma seguii il mio istinto. Quando rispose non feci in tempo quasi a dirle: << Salve signora Vincenza, sono Maristella si ricorda di me? L’ho chiamata stamattina per la promozione telefonica…>> che lei esclamò: <<Signorina, che gioia! Mi avete ritelefonato! Grazie, grazie!>>

E da lì, Lilli, non so dirti come nè perchè, nacque un’amicizia speciale. Cominciai a chiamarla con una certa regolarità, almeno una o due volte al mese. Mi sembrava di conoscerla da sempre, come se fosse una di famiglia.

La signora Vincenza era speciale, non era istruita ma aveva intelligenza e sensibilità da vendere e con lei potevo parlare di tutto.

Le raccontavo di me, di ciò che facevo, dei miei genitori, del mio fidanzato…lei mi parlava di sè, del suo paese sul Gargano, di suo figlio che era quasi sempre senza lavoro, di sua figlia che era sposata ma separata e dei suoi due nipoti, un ragazzo e una ragazza. Spesso mi raccontava aneddoti di quando era giovane.

Faceva fatica a chiamarmi per nome e a darmi del tu, nonostante io la pregassi di farlo, ma non so perchè… mi dava del voi, era come se avesse una sorta di pudore e questa cosa mi faceva tanta tenerezza.

Tramite le telefonate la tenevo aggiornata sulla mia vita, che finalmente prese una svolta nell’estate del 2005: seppe quasi “in diretta” di quando il mio amore mi chiese ufficialmente di sposarlo, seguì i preparativi del matrimonio, la scelta dell’abito da sposa, del ristorante, della chiesa, del viaggio di nozze.

Era felicissima per me e mi chiese se potevo mandarle una cartolina da Trieste, dove avrei visitato il Castello di Miramare, perchè lo conosceva di nome e avrebbe voluto vederlo in foto. Così le inviai quella cartolina e una volta rientrata dalla luna di miele le spedii anche delle foto del mio matrimonio e lei ne fu entusiasta!

Ricordo la sua gioia quando le diedi la notizia che ero incinta, superata forse solo dalla gioia di quando, una volta nata, le mandai una foto di mia figlia: era commossa fino alle lacrime quando mi disse che secondo lei era la bambina più bella che avesse mai visto.

La signora Vincenza non stava molto bene in salute. Era capitato un paio di volte in quegli anni che l’avessi chiamata ma non l’avessi trovata per più giorni di seguito. Poi lei mi aveva detto che era stata in ospedale per accertamenti vari (cuore, circolazione) e anche in un centro per fare della fisioterapia per i dolori che aveva agli arti. Anche nell’estate del 2008 era capitato. Poi ci eravamo sentite ancora in autunnno e per gli auguri di Natale e buon anno.

E poi…Sai come succede a volte, Lilli, ci sono periodi in cui si è presi da mille cose e si rimanda in continuazione di giorno in giorno, di settimana in settimana qualcosa che invece andrebbe fatta subito. Così, dall’inizio del 2009 non avevo più notizie della mia amica.

Fino all’estate. Ad Agosto 2009 mi arrivò una lettera. Il mittente era semplicemente: “Dalla signora Vincenza Z.”. Fui felicemente sorpresa, era la prima volta che mi scriveva e così si era interrotto il silenzio dei mesi passati.

Ma la mia gioia durò pochissimo, giusto il tempo di aprire la busta e leggere le prime righe: a scrivermi non era lei, ma sua figlia…la signora Vincenza non c’era più. Era morta alla fine di febbraio, dopo un ultimo, inutile ricovero in seguito ad un peggioramento delle sue condizioni.

Di quel momento, ti sembrerà strano Lilli, non ricordo nitidamente tutto…è come se le mie emozioni di allora fossero appannate, fossero avvolte da una sorta di nebbia….ricordo però un particolare che non riguarda direttamente me: mio marito, che era accanto a me mentre aprivo la lettera e leggevo, quando vide sul mio volto scemare l’iniziale sorriso e spuntare un’espessione attonita e mi sentì pronunciare sottovoce: <<E’ morta…>>, ebbe un sussulto ed i suoi occhi si velarono di lacrime…

Ho ancora quella lettera nel cassetto del mio comodino, le parole della figlia della signora Vincenza mi commuovono ancora oggi, Lilli. C’è scritto che la sua mamma le aveva parlato sempre di me e che mentre lei mi scriveva aveva davanti a sè le mie lettere e le foto mie e della mia monella che la signora Vincenza aveva conservato gelosamente. C’è scritto che la sua mamma avrebbe tanto voluto conoscermi di persona e che le diceva spesso, riferendosi a me, “Sai, io ho un’altra figlia, vive in Irpinia!”.

Perchè ti ho raccontato tutta questa storia, Lilli? Non lo so. Certo è che la signora Vincenza mi manca tanto e che il suo dolce ricordo è accompagnato  a volte dal rimorso di non averla cercata in quei mesi fatidici, proprio mentre lei era peggiorta e poi se ne era andata. E anche dal rimpianto di non aver mai organizzato un viaggetto per andarla a trovare…in fondo non era in capo al mondo, anzi, poche ore e l’avrei potuta abbracciare…

Ma oramai è tardi. Nella vita certe cose se non si fanno al momento opportuno non si possono più fare. Il destino a volte sa essere duro e implacabile. E rimorsi e rimpianti si fondono e convivono nel mio cuore, tanto che a volte non so darmi pace perchè so che ho sbagliato, avrei potuto e dovuto esserle più vicina nell’ultimo periodo della sua vita…

Ad ogni modo qualcosa resta. Qualcosa di importante, di bello. Il ricordo delle tante telefonate, delle lunghe chiacchierate, delle risate fresche e genuine della signora Vincenza e del suo carattere mite ma anche pieno di speranza e di ottimismo pur nei momenti difficili…beh, quel ricordo non mi lascerà mai, Lilli.

 

Dic 14, 2011 - amore, ricordi    24 Comments

Una casa fatta di cielo

Cara Lilli,

ogni tanto riprendo in mano vecchi diari cartacei o vecchi quaderni di pensieri e ritrovo cose che quasi avevo dimenticato…

Oggi ho riletto un pensiero scritto quando io e il mio amore eravamo insieme ormai da tempo (più di tre anni) e desideravamo davvero con tutto il cuore sposarci e formarci una famiglia, ma non c’erano ancora i presupposto economici per farlo.

Ricordo quanto fosse difficile separami da lui quando finivano i momenti trascorsi insieme, in particolare quando finivano le serate insieme: ognuno a casa sua, ognuno nella sua camera, ognuno nel suo letto…senza l’altro.

Era il 24/02/2003 ed io soffrivo e sognavo ad occhi ad aperti una casa nostra, di qualunque specie, anche fatta di cielo…

 

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E’ stata dura, Lilli, ma è passato anche quel periodo e alla fine le case, le camere, i letti…tutte queste cose da due sono diventate una sola 🙂 e anzi, a dire il vero i letti sono aumentati, oggi sono addirittura 3…culle comprese 😉

 

PS: grazie di vero cuore alla dolce Chani che mi ha voluto fare una bellissima sorpresa creando questa deliziosa immagine che incornicia le mie parole 🙂

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