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Lug 5, 2012 - musica, ricordi    4 Comments

Un cantante, mille ricordi: Claudio Baglioni (II)

Cara Lilli,

riprendo da dove ho lasciato ieri, cioè con altri pensieri sparsi sulle canzoni che più mi emozionano di uno dei miei cantanti “del cuore”, un cantante cioè che mi ha accompagnato assiduamente nell’adolescenza e poi anche nella giovinezza: Claudio Baglioni.

 

I vecchi : Ecco qua. Questa è forse l’unica canzone che io non sono assolutamente in grado di cantare senza piangere, specie nel finale. Dire che questo testo mi commuove è poco. Non si tratta di occhi lucidi, parlo proprio di pianto! Posso ascoltarla e “limitare i danni” ma a cantarla non sono mai riuscita ad arrivare fino in fondo senza fare un “lago”! La realtà dei vecchi mi ha sempre toccato il cuore in modo incredibile così come quella dell’infanzia, per motivi diversi ma comunque forti e sentiti profondamente.

 

Fotografie : Canzone “viva” e palpitante. Ascolto le parole e mi sembra di vederle davanti agli occhi quelle fotografie!  Bella davvero. Mi piace moltissimo cantarla.

 

Ora che ho te : Tutte sono belle, tutte mi piacciono, mi emozionano, ma….ma questa qui forse posso metterla un “gradino” più su delle altre. Testo e musica stupendi.  Non so dare un motivo specifico, la adoro e basta.

 

L’album “La vita è adesso” : Tutto intero, così com’è, è in assoluto l’album che preferisco. Non c’è una sola canzone tra quelle 10 che non mi piace o che mi piace un po’ meno.  Bellissimo.

 

Dagli il via : Canzone piena di vita vissuta, con ricordi di Claudio raccontati con un ritmo incalzante e accattivante.  Mi è piaciuta fin dal primo ascolto.

 

Mille giorni di te e di me :Bellissima. Canzone d’amore che resterà nella storia.

 

Qui Dio non c’è : Strana canzone, diversa dalle altre per il tipo di testo ed anche musicalmente parlando, ma sa trasmettermi molta emozione.

 

Io sono qui : Esempio tipico di  ritmo e testo molto orecchiabili. E’ cantabilissima e mi dà l’idea di spazio, di libertà.  Bella sul serio.

 

Le vie dei colori Suoni e parole che ricordano i cavalieri medievali e le loro imprese.  Mi ha colpito subito e mi piace soprattutto da cantare.

 

Bolero : Incredibili testo e musica! Estremamente originale, oserei dire sorprendente. Un piccolo capolavoro.

 

Fammi andar via :   Straziante, ma bellissima. Mi stringe sempre un po’ il cuore per le emozioni  che trasmette, ma ne vale la pena.

 

Cuore di alianteAncor più di “Io sono qui” questa canzone dà aria ai polmoni e nuovi orizzonti alla mente.  Mi piace tantissimo.

 

 

Sono io  Molto in linea con le canzoni “di punta” dei suoi ultimi album. E’ proprio bella, coinvolgente per il testo ma anche dal punto di vista musicale.

 

Mai più come teMi piace molto ascoltarla, specie se c’è silenzio intorno. Ha quella triste dolcezza di chi soffre per amore. Claudio sa cogliere proprio tutte le sfumature dei sentimenti e sa tradurle in parole e musica come pochi altri sanno fare.

 

 

 

Ecco tutto, Lilli. Ho voluto condividere questi brevi pensieri con te e con chi

passa di qui a leggermi…se no a che serve avere un blog, ti pare?

😉

 

Lug 4, 2012 - musica, ricordi    7 Comments

Un cantante, mille ricordi: Claudio Baglioni (I)

Cara Lilli,

ci sono tanti cantanti italiani e stranieri che seguo da più o meno tempo e che mi piacciono molto, ma tra quelli che mi hanno accompagnata fin dalla primissima adolescenza devo dare un posto d’onore a Claudio Baglioni.

Quando nel 1985 uscì il suo bellissimo LP (c’erano ancora i dischi in vinile, allora!) La Vita è Adesso io avevo solo 12 anni e lo apprezzai tantissimo, grazie anche a mio fratello maggiore che lo acquistò e lo metteva su dalla mattina alla sera 😉

Sempre con l’aiuto fondamentale di mio fratello cominciai ad ascoltare anche le canzoni più vecchie di Baglioni, quelle degli anni ’70 e dell’81, che praticamente prima di allora non avevo mai ascoltato: il risultato fu che mi ammalai di baglionite 🙂

Alcuni anni fa mi sono trovata a scrivere a mio cognato (anche lui fan di Baglioni) piccoli pensieri sui brani del nostro cantante tanto amato che più di altri avevano (e ancora hanno) un posto speciale nel mio cuore per un motivo o per un altro.

Allora ho pensato di ricopiarti un pò alla volta questi pensieri, così da condividerli con te e con chi si trova a passare di qui.

Chi lo sa, magari ci sono altre persone che amano Claudio Baglioni e che hanno ricordi legati a sue canzoni e farà loro piacere leggere le mie note

Naturalmente si inizia dalle canzoni più vecchie e poi pian piano si va avanti negli anni:

 

Un favola blu: Canzoncina forse un po’ banale, ma mi intenerisce il cuore ogni volta che l’ascolto perché mi fa rivivere nella mente e nel cuore le emozioni delle estati della mia adolescenza, sensazioni che sono un misto di rimpianto, felicità, dispiacere e nostalgia e che non ritorneranno mai più perché si vivono solo a quell’età.

 

 

Se casomai:    Testo e musica di grande effetto drammatico. Era la canzone che mi faceva sentire “grande” quando ero ancora una ragazzina ma credevo di provare già sentimenti da adulta. La ascoltavo tutta attenta e con un nodo allo stomaco che pensavo fosse sintomo di vero amore…!

 

 

Io ti prendo come mia sposa:      Sono passati anni e anni dalla prima volta che ho ascoltato questa breve e poetica canzone  ma non è cambiato niente, è sempre e comunque l’unica e sola che mi fa venire i brividi sognando che quelle parole siano rivolte a me.

 

 

Amore bello:    La classica canzone d’amore che ha un testo intramontabile. Mi è sempre  piaciuta, molto più di “Questo piccolo grande amore” e “Sabato pomeriggio”.  Non so perché ma è così!

 

 

E tu :   Stesso discorso fatto sopra per “Amore bello”.

 

 

Carillon Canzoncina dolcissima e malinconicamente triste.  Mi ha sempre fatto venire un po’ gli occhi lucidi, perché mi sono sempre immedesimata in quella vecchina che apre il suo carillon, guarda una fotografia ingiallita e commovendosi si tuffa nei ricordi…

 

 

2 1 X : Che allegria e  spensieratezza! Troppo simpatica questa canzone! La canticchio sempre volentieri.  A volte i testi possono essere anche poco “impegnati”, no?

 

 

Duecento lire di castagne:  Tenerissima.

 

 

Romano male malissimo:   Vedi  “2 1 X”.

 

 

Il pivot: Questa è una di quelle canzoni che, come “Carillon”, mi inumidiscono gli occhi per l’emozione perché mi immedesimo nella situazione del protagonista.  Claudio sa creare atmosfere molto reali e “vive”.

 

 

Giorni di neve:  Questa canzone mi faceva battere il cuore quando ero una ragazzina di 13/14 anni che voleva essere capita e che voleva essere considerata ormai grande.  Mi ritrovavo molto in questo testo.

 

 

Loro sono là  Commovente. L’immagine di questi due innamorati in tempo di guerra che vivono e muoiono amandosi mi ha sempre fatto sognare.

 

 

…continua…

 

Giu 26, 2012 - pensieri sparsi, ricordi    23 Comments

Quel che resta di una vita

Cara Lilli,

ho pensato e ripensato cento volte a come scrivere questo post nei giorni scorsi. Mi sembrava sempre un discorso retorico, o troppo frettoloso o al contrario troppo approfondito…insomma, non sapevo da dove comnciare nè dove andare a finire.

Adesso mi sono decisa a scriverti e vuoi saperlo? Non starò qui a spiegarti cosa sia stato per me vedere per giorni e giorni il caos indescrivibile dentro casa dei miei genitori, con gli armadi e i cassetti vuoti e i vestiti sparsi sui letti, le librerie spoglie e i libri negli scatoloni, e poi cose di ogni genere per terra, lampadari staccati dal soffitto, cartoni, rotoli di nastro da imballaggio e forbici in ogni stanza…quando invece per più di un anno tutto era rimasto fermo, intatto.

Non starò qui a dirti che poi inaspettatamente mi ha fatto meno male del caos precedente entrare giovedì scorso e vedere quella casa ad un tratto completamente vuota, con l’eco nelle stanze: forse perchè mi ha dato come l’idea di pace, di un nuovo inizio, con il giovane acquirente che al momento della consegna delle chiavi, lì sul posto, mi ha spiegato che modifiche intende apportare all’appartamento e come vuole sistemarlo per sè e la sua famiglia (ha moglie e un figlioletto di 20 mesi).

Voglio piuttosto dirti che ho capito una cosa forse banale, ma che mi ha colpito molto: certo io e mio fratello abbiamo conservato alcuni mobili dei miei genitori, parte dei libri, delle stoviglie, dei capi di biancheria per la casa praticamente nuovi e io ho pure tenuto per me dei capi di abbigliamento di mia madre che mi faceva piacere indossare già quando lei era in vita e me li prestava. Dicevo, certo abbiamo queste cose che ci ricorderanno sempre dei nostri genitori.

Ma sai quali sono le cose che più mi sono e mi saranno care e che più li rappresentano? Cose piccole, cose ritrovate quasi per caso (come già mi era successo qualche tempo fa) nei tanti cassetti e cassettini, nelle scatole conservate negli stanzini…

Mia madre è lì, nei foglietti a volte tagliati belli diritti, più spesso un pò strappati lungo i bordi, su cui ci sono vecchi elenchi delle persone a cui spedire gli auguri di Natale e Capodanno, oppure qualche nota della spesa sfuggita chissà perchè al cestinamento, o brevi pensieri sparsi densi di emozioni…ed è anche nelle decine e decine di fogli e buste da lettere pronte ad essere usate, biglietti per le più svariate occasioni, francobolli non timbrati staccati pazientemente da missive ricevute e in attesa magari di essere riciclati…

Mio padre è lì, nei suoi racconti battuti con la vecchia macchina da scrivere che non avevo mai letto prima, ricchi di sentimenti delicati…ed è anche  nei disegni con colori a cera mai incorniciati e negli schizzi fatti col carboncino su fogli anche “di fortuna”…

E tutti e due i miei genitori sono lì, nelle ricevute di tanti vaglia fatti persone (amici o parenti) in difficoltà economiche…e sono anche nelle ricevute dei pacchi di dolci tipici campani spediti ogni anno per Natale ad amici del Nord che aspettavano questo dono oramai consueto con trepidazione…

Quello che resta di mamma e papà va ben al di là dei soldi ricavati dalla vendita del loro appartamento, va al di là dei mobili e delle altre cose: quello che resta della loro vita è l’affetto per le persone care, la generosità verso tutti, la sensibilità.

Quel che resta di una vita intera sono i ricordi intrisi di sentimenti e valori veri e genuini.

Ciò non toglie che ora mi manca mettere la mano nella mia borsa cercando le chiavi dell’auto o di casa mia e non trovarmi più sotto le dita la lunga chiave della casa di mamma e papà…

 

Giu 19, 2012 - ricordi, sport    14 Comments

Il calcio che ricordo io

Cara Lilli,

gli Europei di Calcio di Polonia e Ucraina (a proposito….siamo passati per il rotto della cuffia, eh?) mi hanno dato una volta di più l’occasione di riflettere su come io mi sia allontanata un bel pò dal mondo del calcio da alcuni anni a questa parte.

Tu sei la mia confidente da quando ero solo una bambina di 9 anni, tu quindi hai vissuto in diretta il mio colpo di fulmine per il calcio quando di anni ne avevo 13…o forse dovrei dire il mio colpo di fulmine per Paolo Maldini 🙂 che nel febbraio del 1987 mi ha spalancato le porte del tifo sfegatato (Milan, naturalmente, seguendo il mio idolo!) che man mano ha perso la connotazione della passione per il singolo calciatore per acquisire quella dell’amante del calcio in generale…campionato, nazionale, coppe internazionali e chi ne ha più ne metta.

Eh si, ero piuttosto ferrata in materia calcistica quando ero un’adolescente o poco più: lo posso dire senza falsa modestia, ne sapevo molto e ne capivo anche un bel pò.

Ho ricordi meravigliosi di anni e anni trascorsi a seguire questo sport che unisce (e divide) tutti, grandi e piccini, che mi ha a lungo regalato emozioni forti e indimenticabili.

Ma il calcio che ricordo io non è quello che vedo oggi, Lilli.

Sarò nostalgica (ma questo è cosa nota),  sarò arretrata: mettila come ti pare.

Il mio calcio era quello con le magliette dei giocatori in campo numerate  dall’1 all’11 e non esistevano le maglie 46, 60, 73 o addirittura 99…e i nove undicesimi e poi gli otto undicesimi dei giocatori delle squadre italiane erano italiani (se no che campionato italiano era, no?).

Il mio calcio era quello in cui si giocava il campionato la domenica pomeriggio e le coppe il mercoledì sera e non dovevi star dietro ai diritti televisivi e a partite praticamente ogni giorno della settimana.

Il mio calcio era quello in cui le scarpe dei giocatori erano tutte uguali e non di mille colori a seconda degli sponsor dei singoli atleti.

Potrei tirarla a lungo ma non lo farò, Lilli: volevo semplicemente farti capire che il calcio attuale, caotico, in cui perdi il conto delle partite, questo mondo fatto di cifre gigantesche sui contratti dei giocatori e su quelli con gli sponsor e con le emittenti televisive che lottano per accaparrarsi le esclusive…si, questo calcio di oggi non mi piace più tanto e allora lo seguo di meno, molto di meno.

E ti dirò, non ne sento neppure troppo la mancanza. Vivo benissimo anche senza. Mentre del mio calcio, quello che ricordo io, sento una mancanza tremenda….

Ciò non toglie che la nazionale e la sua sorte agli Europei mi sta comunque a cuore e che farò un gran tifo per gli azzurri, sperando che la seconda fase del torneo ci riservi belle soddisfazioni, anche se confesso di essere un pò scettica a riguardo.

Ah….se ci fosse ancora il mio mitico Paolino Maldini lì con la fascia di capitano al braccio….bei tempi quelli 🙂

 

Giu 12, 2012 - musica, ricordi    14 Comments

Una canzone, un ricordo: MARE MARE

Cara Lilli,

come ho scritto in risposta ai commenti che mi hanno lasciato tanti amici al post precedente, sono alle prese con lo sgombero della casa dei miei genitori e anche qui a casa mia ho da fare varie cose, per cui il tempo da dedicare al blog è poco. Però oggi voglio scrivere questo post perchè qualche ora fa mi è capitato di accendere la radio e stavano trasmettendo una canzone che non ascoltavo forse da da anni, nonostante sia molto famosa.

Si tratta di MARE MARE di Luca Carboni.

Mi ha fatto un effetto strano risentirla proprio in questo momento, quando ho la sensazione che quasi tutto sia pesante da affrontare e che il tempo è tiranno e che ci sia poco spazio per la spensieratezza. Si sa, sono periodi della vita molto naturali, direi che si tratta un pò di “corsi e ricorsi storici” nell’esistenza di ognuno, con alti e bassi dovuti ai più disparati motivi.

Questa canzone mi suscita ricordi non tanto di una situazione in particolare, quanto di una sensazione, di uno stato mentale. L’anno in cui fu pubblicata (il 1992) l’ascoltavamo spessissimo io e mio fratello ed era in una compilation estiva che avevamo nell’autoradio durante il viaggio verso la mèta delle nostre vacanze: ecco…riascoltarla oggi mi ha ricordato come mi sentivo durante quel viaggio, Lilli. Ho ripensato a quella sensazione di libertà, di leggerezza, di voglia di divertirsi e rilassarsi in allegra compagnia.

Ecco perchè questa canzone mi ha regalato una breve, inaspettata e per questo ancora più gradita parentesi di spensieratezza stamattina, Lilli. E mi ci voleva proprio!

 MARE MARE (Luca Carboni) – 1992

 

Ho comprato anche la moto

usata ma tenuta bene

ho fatto il pieno e in autostrada

prendo l’aria sulla faccia  

Olè tengo il ritmo prendo un caffè

lo so questa notte ti troverò

 

Son partito da Bologna  

con le luci della sera

forse tu mi stai aspettando  

mentre io attraverso il mondo

Alè questa notte mi porta via

olè questa vita mi porta via…

mi porta al mare

 

Mare, mare, mare

ma che voglia di arrivare lì da te, da te  

sto accelerando e adesso ormai ti prendo

mare, mare, mare

ma sai che ognuno c’ha il suo mare dentro al cuore sì

e che ogni tanto gli fa sentire l’onda

mare, mare, mare

ma sai che ognuno c’ha i suoi sogni da inseguire sì

per stare a galla e non affondare no, no

 

Ma son finito qui sul molo

a parlare all’infinito

le ragazze che sghignazzano

e mi fan sentire solo

sì ma cosa son venuto a fare

ho già un sonno da morire

Va beh, cameriere un altro caffè

per piacere

alè tengo il ritmo e ballo con me

 

Mare, mare, mare

cosa son venuto a fare se non ci sei tu

no, non voglio restarci più no, no, no,

mare, mare, mare

cosa son venuto a fare se non ci sei tu

no, non voglio restarci più no, no, no,

mare, mare, mare

avevo voglia di abbracciare tutte quante voi

ragazze belle del mare, mare,

mare, mare, mare

poi lo so che torno sempre a naufragare qui..

 

 

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