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Set 19, 2010 - pensieri sparsi, ricordi    9 Comments

Un pò di romanticismo

Cara Lilli,

oggi mi sento romantica…e così mi sono messa a rileggere un pò dei diari cartacei che ti ho scritto negli anni scorsi e mi sono soffermata su alcuni passaggi relativi al mio rapporto con quel ragazzo timido e tenero (oggi mio marito!!!) che ha conquistato il mio cuore pian piano fino a farmi innamorare profondamente e a desiderare di costruire la mia vita “da grande” insieme a lui!

Ho scritto tante poesie sul nostro amore: molte le ho sempre ricordate bene, ma confesso che alcune invece le avevo dimenticate, non rileggendole da anni. Oggi le ho come “riscoperte” e mi sono emozionata nel ritrovarle…

Una di queste, scritta dopo poco più di un anno di fidanzamento, recita così:

 

<< IL NOSTRO ALBERO

Ho chiuso gli occhi,

ho respirato piano

ed ho visto nella mia mente,

nitida e viva,

l’immagine del nostro amore:

è un giovane albero,

ha radici nel profondo del cuore

e rami protesi verso il cielo dell’anima.

Passeranno gli anni, angelo mio,

e il nostro albero vedrà il susseguirsi delle stagioni:

avrà teneri germogli verdi e boccioli a primavera,

matureranno i frutti sotto il sole dell’estate,

si tingerà dei colori dell’autunno,

resterà spoglio con le intemperie dell’inverno.

Ma, se rimarremo uniti,

dolce amore mio,

per il nostro albero tornerà sempre a fiorire la primavera.>>

(14/03/2001)

 

Ed è proprio così, Lilli…quell’albero è ancora e sempre lì, più robusto e più bello che mai!!!

Ago 26, 2010 - pensieri sparsi, ricordi    9 Comments

Le filastrocche della nonna

Cara Lilli,

leggendo un post sui giochi e i ricordi d’infanzia di Mamma Claudia mi sono tornate in mente tutte le ore trascorse a giocare con la mia nonna materna quando ero piccola: la mia adorata nonnina Bianca, che, essendo rimasta vedova, ha vissuto con noi all’incirca da quando io sono nata fino a quando non è volata in Cielo, nel 1988 (io avevo 14 anni e mezzo).

Le lunghe mattinate finchè non sono andata all’asilo e poi comunque i pomeriggi casalinghi erano resi allegri dalla presenza della mia nonna, che mi intratteneva con le sue favole e le sue filastrocche, tutte “datate” (cioè risalenti alla sua infanzia) e con giochi semplici e fantasiosi.

Ricordo che era felice quando riuscivo ad imparare a memoria una filastrocca o quando, ripetendo ad altri una favola che mi aveva insegnato lei, adoperavo esattamente i termini a metà tra il dialetto napoletano e l’italiano o comunque desueti che adoperava lei!

Ho perfino una registrazione su audio cassetta (ora trasferita sul pc da mio marito) fatta dal mio papà un giorno in cui ero a letto con la febbre: in quel nastro ho 4 anni appena compiuti e racconto la favola delle due sorelle, una dolce e ubbidiente e l’altra indisponente e sfaticata, che andavano a turno ad aiutare una vecchina sola e malata…..naturalmente alla fine della storia la sorella buona veniva ricompensata per i suoi modi gentili con tanti anelli colorati, uno per ogni dito delle due mani; mentre la sorella cattiva veniva punita per il comportamento poco educato e si ritrovava le mani tutte incrostate di “sporcizia di cavallo” (così mi diceva la nonna ed io non lo sapevo neppure ripetere bene e lo storpiavo in “sporcchiccia” :-D).  Nella registrazione, poi, quando io finisco di raccontare la favola, si sente la voce di mia nonna che esclama: “Brava! E tu quando vai a scuola prendi 10!”

La filastrocca che più mi è rimasta impressa desidero trascrivertela, Lilli, così qualcuno che passerà di qui a leggerla può darsi che la riconosca perchè magari da piccolo la sentiva ripetere a sua volta dalla sua nonna….

<< L’altro giorno il mio nonnino

portò a casa un panierino:

esclamai con gran piacere

“Saran pomi? Saran mele?”

Non appena aperto fu

un musetto saltò su,

un musetto birichino…

era quello di un gattino!

Corre qua e là,

va a dormire sul sofà.

Ha acchiappato già un topino

quel furbo del mio gattino!>>

 

Ago 23, 2010 - ricordi    8 Comments

Un tristissimo novembre…

Cara Lilli,

finora, ripercorrendo gli eventi più importanti di questi ultimi anni, ho avuto sempre belle storie da raccontarti: il matrimonio, il viaggio di nozze, la nascita di mia figlia….. Ma si sa, la vita è segnata non solo da gioie: il dolore è sempre dietro l’angolo e, purtroppo, non lo si può evitare. A volte, poi, il destino avverso si accanisce per qualche oscuro motivo e ci travolge con più eventi tristi uno dopo l’altro.

E’ dura affrontare questo argomento, ma sento di doverti dire anche ciò che è accaduto nel novembre del 2009, ossia non molti mesi fa: lo faccio per completezza e perchè, ripeto, anche queste cose fanno parte dell’esistenza di ognuno di noi… 

La vita ho un inizio e anche una fine, purtroppo, e la fine può sopraggiungere ad 80 anni così come a poche settimane dal suo annuncio, Lilli. 

Io ho vissuto 2 esperienze tremende nel giro di 14 giorni: il 2 novembre ho perso il bimbo che avevo saputo di aspettare da sole 2 settimane e il 15 novembre se ne è andato per sempre il mio papà, che era malato da anni e ma si era aggravato realmente dal mese di ottobre.

La gravidanza si era annunciata già con qualche problema, a dire il vero: il test fatto a casa, nonostante fossi al 3° giorno di ritardo, fu appena appena positivo, nel senso che la lineetta rosa era proprio pallidissima e le beta HCG fatte il giorno seguente erano bassissime. Ho ripetuto i dosaggi altre 2 volte a distanza di alcuni giorni e crescevano molto poco e ciò era segno di qualcosa che già non andava come avrebbe dovuto… Chissà, lo stress, con papà ricoverato in ospedale in condizioni gravi, o proprio un fatto “fisico”, un annidamento non perfetto nell’utero…. Insomma: il 31 ottobre sera sono cominciate le perdite e il 2 mattina ho espulso tutto naturalmente…

Che dirti, Lilli: so che almeno mi è andata bene nel senso che ho evitato il raschiamento (anche perchè ero solo alla sesta settimana) ma capirai che è stato comunque un qualcosa di orribile. Non ho parole per descrivere ciò che si sente quando capisci che quella piccola vita che si era formata dentro di te non c’è più, che tu non hai potuto fare nulla per trattenerla… Quella che arriva magari dopo, non andrà mai a “sostituire” quella che hai perso. Quella lì sarà una ferita che ti porterai dentro per sempre, anche se il tempo aiuta a lenire il dolore in qualche modo.

Preferisco non dilungarmi oltre, scusa, ma ad ogni modo ti dico che pian piano le perdite sono andate diminuendo e tutto è tornato alla normalità. Se così si può dire…. Non ho fatto in tempo a sentirmi fisicamente meglio (psicologicamente ovviamente non è stata così rapida la cosa…) che è precipitata la situazione di mio padre. Una tragedia, insomma.

Ma non te ne parlo adesso. Non voglio rattristarti così tanto tutto in una volta. Faccio una pausa.

E poi sento che al mio papà devo dedicare un post apposito, perchè è giusto così e perchè ho delle cose da dirgli e forse scriverle a te, Lilli, sarà un pò come farle sapere anche a lui…  

Lug 26, 2010 - Figli, ricordi    6 Comments

Le prime vacanze in tre

Cara Lilli,

oggi sono contenta perchè mia suocera è stata dimessa dall’ospedale ed è in buona ripresa. Questo vuol dire anche che io, mio marito, la nostra bimba ed il pancino (!!!) possiamo con tranquillità partire sabato prossimo per la settimana di vacanza al mare che avevamo prenotato già da tempo.

Per il terzo anno consecutivo andremo a Capaccio Scalo, vicino Paestum, a poco più di un’ora da casa nostra: alloggeremo in un albergo tranquillo che affaccia su una bella pineta, attraversata la quale ci si trova direttamente sulla spiaggia, con gli ombrelloni e le sdraio offerti dall’albergo stesso ai suoi clienti.

Le prime due vacanze sono andate bene, anche se nel 2008, quando mia figlia aveva 11 mesi, ci sono state un pò di difficoltà pratiche dovute, ad esempio, al fatto che non camminava e che avevamo il passeggino piuttosto pesante da portare avanti e indietro dall’albergo alla spiaggia, passando per il terreno disagevole della pineta. Ma alla fine nulla di tragico!

Quell’anno, poi, una volta in spiaggia, sistemavamo la pargoletta nella piscina gonfiabile, senza acqua, usandola tipo “recinto” in modo che stesse al sole (o all’ombra) con i suoi giochini e poi al momento del bagnetto riempivamo la piscinetta con l’acqua di mare e lei poteva sguazzare tranquillamente!

Il secondo anno, invece, la piccola furfantella camminava eccome…anzi correva! Quindi, se da una parte non avevamo più il problema di trasportarla in braccio o nel passeggino su e giù più volte al giorno, dall’altra temevamo che sulla spiaggia ci avrebbe fatto sudare 100 camice per rincorrerla tra gli ombrelloni e sul bagnasciuga, senza tregua.

E invece…abbiamo avuto un aiuto insperato dalla sabbia. Si si, Lilli, proprio dalla sabbia!! E sai perchè? Abbiamo scoperto che la pupetta non sopportava neppure un momento di camminarci sopra! Le dava così fastidio che, appena finiva la pineta e cominciava la spiaggia, nonostante lei indossasse le ciabattine di gomma (carinissime, con Topolino e Minnie!), si fermava e non voleva continuare, attendendo di essere presa in braccio per gli ultimi passi fino all’ombrellone! Solo dopo i primi giorni si convinse a proseguire da sola, sempre con cautela e di mala voglia però.

Una volta sotto l’ombrellone, poi, bastava stendere un grosso telo da mare sulla sabbia: lei ci si sistemava sopra e giocava tutta felice, sporgendosi verso la sabbia solo per usare un pò le formine o la paletta. Se poi si alzava in piedi, al massimo arrivava al bordo del telo, senza mai oltrepassarlo: insomma, sembrava stesse in una sorta di “recinto virtuale”, invisibile all’occhio umano!!

Il bagnetto direttamente in mare, invece, le piaceva da morire: la mettevamo nella sua “ciambellona” gialla con la seduta incorporata e con tanto di poggia schiena e lei sarebbe rimasta in acqua anche ore se non l’avessimo fatta uscire noi ad un certo punto!

Quest’anno non so se il “trucchetto” del recinto virtuale funzionerà più….ma in fin dei conti mi auguro che non funzioni perchè, anche se potrà essere più stancante starle dietro, sarebbe bello se si sentisse più libera in spiaggia ora che è più grandicella.

Ti farò sapere, Lilli.

Lug 12, 2010 - ricordi    10 Comments

Una corsa nella notte…verso un fiocco rosa!

Cara Lilli,

riprendendo da dove ho lasciato nel post sul trasloco…nel momento in cui ho avvertito la prima contrazione ho immediatamente chiamato il mio ginecologo, anche se era passata mezzanotte (mi aveva detto di chiamarlo a qualsiasi ora): lui mi ha chiesto se avessi altri sintomi e alla mia risposta negativa mi ha consigliato di attendere un’oretta e di richiamarlo se avessi avuto altre contrazioni.

Per non svegliare il mio povero ed esausto marito, me ne sono andata zitta zitta in soggiorno a fare le parole crociate sul divano, con l’orologio alla mano. Nel giro di una mezz’ora ecco una seconda contrazione. Poi un’altra mezz’oretta e una terza contrazione mi ha fatto sobbalzare….Forse era il caso di avvertire il medico!! Infatti lui mi ha dato appuntamento in clinica ad Avellino.

Ho dovuto a quel punto per forza svegliare mio marito, che si è buttato giù dal letto tutto in fermento e allo stesso tempo tutto intorpidito….difficile descriverlo a parole!

Mi sentivo tutto sommato bene: ci siamo vestiti in un baleno, ho afferrato la piccola valigia che avevo preparto da un mese con l’occorrente per me e per la bimba in clinica e siamo partiti in macchina per Avellino.

Ebbene, allora è successo ciò che non era preventivato: da quando mio marito ha messo in moto, le contrazioni sono diventate improvvisamente ravvicinatissime, Lilli! Abbiamo temuto davvero che avrei finito col partorire in macchina!!! 

Il tempo di arrivare in clinica (22 minuti cronometrati) e di scendere al pronto soccorso, dove 2 ostetriche mi hanno visitato e hanno allertato l’anestesista (rimproverandomi anche: “Ma che aspettava, signora, a venire qui? Voleva partorire a casa?”) e  da lì in poi un susseguirsi di cose nell’incredibile spazio di poco più di un quarto d’ora: la rottura delle acque, l’epidurale (che alla fine è stata pressochè inutile vista la velocità degli eventi), l’arrivo del mio medico e mio marito che è stato fatto entrare in sala parto giusto in tempo per assistere alla nascita della nostra cucciola!!!

Lilli, credo di non aver MAI nella mia vita vissuto un’emozione più profonda, sconvolgente e indescrivibile di quella provata nel brevissimo momento in  mi hanno fatto vedere mia figlia, prima di portarla al nido per essere lavata e visitata. E’ proprio vero, non è un modo di dire che certe cose le puoi immaginare, si, ma non le puoi realmente comprendere se non le provi in prima persona…

Non ricordo più cosa siano stati quei momenti (assai brevi, per fortuna) in cui ho sentito dolore per le contrazioni prima di arrivare in clinica, li ho come dimenticati nell’istante stesso in cui la mia bambina ha emesso il suo primo vagito e il mio cuore si è sciolto…

 

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