Giu 8, 2012 - pensieri sparsi    28 Comments

Quanto è difficile essere “quella che c’è”…

Cara Lilli,

oggi è venerdì ma niente appuntamento con i libri stavolta, sono giorni un pò caotici e non facili, ieri lo è stato in modo particolare più che altro dal punto di vista psicologico.

Devi sapere che specie negli ultimi anni nell’ambito della mia famiglia stretta di origine (quella formata da mamma, papà, mio fratello e me) mi è capitato (non sempre e non solo per mia scelta) di essere “quella che c’è“. Mi riferisco alle occasioni particolarmente dure da affrontare, quelle importanti quanto difficili, quelle che non riguardano una persona soltanto, ma che alla fine vedono quella persona esserci. E quella persona sono io.

Ti faccio qualche esempio, per darti un’idea di che cosa sto parlando: mamma e mio fratello non se la sentirono di assistere alla chiusura della bara di mio padre, mentre io c’ero; e c’ero io dietro alla macchina che dalla chiesa portò papà al cimitero; e c’ero sempre io quando la bara venne tumulata. Io, senza mamma e mio fratello.

Quando dopo soli 17 mesi è venuta a mancare anche mamma, mio fratello non se l’è sentita di affrontare quelle stesse “tappe” che aveva già evitato di affrontare alla morte di papà, e allora alla chiusura, al trasporto e alla tumulazione della bara c’ero sempre e comunque io.

Vedi, Lilli, non pensare che sia stato facile per me, io che sono un’emotiva, io che mi faccio travolgere dai sentimenti…l’ho fatto piangendo, l’ho fatto col dolore che mi spaccava il cuore, ma l’ho fatto perchè mi sembrava troppo assurdo che prima il mio papà e poi la mia mamma non fossero accompagnati in quell’ultimo tragitto terreno da almeno uno dei figli. E non ne sto facendo una colpa a mio fratello, credimi, perchè so che non ce la faceva proprio (e che ancora oggi non riesce ad affrontare la morte di mamma e papà in modo meno traumatico di allora). Sto solo dicendo che ho sentito di fare così, viste che le circostanze.

Ricordo che un’amica di famiglia, mentre stavo aiutando i signori delle pompe funebri a sistemare mamma (mi chiedevano ora una cosa, ora un’altra…), mi domandò :”Ce la fai?” e io le risposi d’istinto: “Si, ce la faccio. Io ce la faccio sempre”. E non lo dissi con presunzione, Lilli, ti assicuro. Lo dissi perchè sentii così, nel senso che sentivo che ce l’avrei fatta nonostante la sofferenza, nonostante le lacrime che scendevano copiose (quanto ho pianto in quei giorni!).  Non perchè fossi chissà quanto forte, ma perchè avevo scelto di superarmi per i miei genitori, per rendergli quello che sentivo esser loro in qualche modo dovuto.

E giusto ieri un altro evento importante, un altro momento psicologicamente complesso: ieri mattina mio fratello non poteva (stavolta non per sua scelta) assolutamente mancare al lavoro, per cui ha dovuto nominarmi sua procuratrice, cosicchè la firma sull’atto notarile con cui abbiamo venduto la casa dei nostri genitori è solo la mia. Anche in questa occasione io sono stata quella che c’è.

Avrò modo poi di parlarti nuovamente della casa oramai venduta ma da finire ancora di sgombrare, Lilli.

Ma voglio chiudere questo post dicendoti che se è vero che è difficile essere quella che c’è, è pur vero che lo è di meno quando accanto a me c’è una persona che non è della mia famiglia stretta di origine ma che è parte fondamentale, imprescindibile della mia vita: accanto alle bare dei miei genitori, dietro a quei carri funebri, al cimitero e davanti al notaio, c’è stata una mano che mi ha sostenuto con amore, quella di mio marito. Mi ritengo davvero fortunata per questo e lo ringrazio perchè lui PER ME è quello che c’è. Sempre.

 

Quanto è difficile essere “quella che c’è”…ultima modifica: 2012-06-08T18:16:00+02:00da maris-73
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28 Commenti

  • Cara Lilli, io come te ci sono sempre e so cosa significhi portare quel peso… ma sappi che ci sono nella vita momenti in cui potrai decidere di non esserci, dovrai portare il peso di non esserci stata, ma … qualche volta è necessario assentarsi, stare dietro le quinte e non sempre ai posti di regia.
    Un abbraccio, moni

    • Ci sono stati e ancora ci saranno senza dubbio momenti così, come tu dici, in cui sono stata e starò dietro le quinte, Monica….Lo so che a volte è necessario. Però la maggioranza delle volte avviene come ho scritto nel post, c’è poco da fare!

  • ognuno di noi, secondo me, ha una persona accanto che c’è sempre…tu ci sei sempre per tuo fratello, tuo marito c’è sempre per te…è una catena…per fortuna non siamo mai soli…

  • Oh Maris, esserci non è un ruolo facile… richiede una forza psicologica che non tutti possiedono.. non se ne può far loro una colpa, come dici tu.
    Sono felice che tu abbia avuto accanto tuo marito, sempre. Che lui sia quella persona che “c’è, sempre”. E tu sei forte, e ricca di sensibilità e amore…
    Ti abbraccio stretta!
    Roby

    • Grazie, Roby! Hai delle parole sempre così belle per me e io a volte sento di non meritarmele, conoscendo i miei tanti difetti che fanno purtroppo da contrappeso a quei pregi che pur so di avere… Però è una cosa bella sentirsi apprezzata ogni tanto, perciò grazie di nuovo, amica mia!
      Ricambio l’abbraccio!

  • Cara Maris, la combinazione vuole che anche io oggi non abbia partecipato per scrivere un post più personale (anche se scolastico). E anche io mi riconosco in questo tuo post, perché anche io sono quella che c’è, sempre.
    E’ difficile. Ma, come tu dici, in qualche modo è una scelta. Quella di esserci non a cuor leggero, ma per esserci.
    Ricordati che ci sono, con te, anche i tuoi amici, anche se virtuali. Un abbraccio

  • Mia cara Maris, anche io ho sempre avuto le TUE esperienze e ci sono SEMPRE stata, e tutti mi hanno sempre detto “tu sei forte” e con questa frase mi dicevano che tutto quello che dentro mi dilaniava ma lo facevo era niente ……era tutto normale……..era tutto niente. Ma oggi lo pago fisicamente e psicologicamente…………..ma allora non avevo la mano che stringeva la mia, oggi ho questa mano e ringrazio Dio e comprendo quanto è grande l’amore tra te e tuo marito. Solo avendo un amore così pieno si possono superare cose tanto forti. Però, credimi, non è giusto che tu ci sia SEMPRE…………stai attenta perchè comunque si paga e perchè così non responsabilizziamo gli altri, non credi ? Spero che tu qualche volta non ci SIA !!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Spero più che altro che non abbia mai più motivi per ESSERCI, che ne dici ?
    Ti abbraccio e oggi sono particolarmente con te……………..

    • Elena, ieri già ci siamo dette tante cose al telefono e quindi già sai tutto: grazie davvero, perchè comprendi e per l’augurio che mi hai fatto….spero anche io di non doverci essere sempre (magari non ci fossero più occasioni!) di poter evitare qualche volta un peso e farmi un attimo da parte, responsabilizzando anche gli altri. Non è semplice, ma spero che sia così ogni tanto.
      Un bacione e buon fine settimana a te e Gigi (io sto per cominciare questa due giorni di fuoco…)…CIAO!

  • Ciao Maris, ti sono davvero tanto vicina, perché anch’io come te sono sempre stata “quella che c’è…” già da quando ero solo una bambina a causa della malattia di mia mamma.
    E’ dura, a volte durissima soprattutto quando “l’esserci” vuol dire rinunciare a cose importanti (come la spensieratezza e la leggerezza di essere bambina) ne si sente il peso anche a distanza di anni…
    Se pero’ sono quella che sono( e tu sei quella che sei) é anche per questo “esserci” e di questo ne sono contenta e fiera!
    Inoltre come dici tu: se noi siamo “quelle che ci sono…” i nostri mariti lo sono per noi e questo mi fa capire come é importante “esserci”. Un discorso un po’ troppo arziggolato 😀 ma spero si capisca!
    Un bacione grande grande come sempre

  • Mia cara amica,
    sono stata un po’ lontana dal mondo virtuale in questi mesi ma al mio rientro ho cercato subito il tuo blog, certa di trovarvi argomenti interessanti, trattati con la stessa sensibilità di sempre ed infatti è stato proprio così.
    Che posso dirti? So quanto sia difficile essere quella che c’è sempre e comunque anche quando il dolore sembra troppo grande, so cosa vuol dire sentirsi dire tu sei forte quando dentro ti senti tutto fuorchè forte, e anche dire sì ce la faccio anche se nel profondo un pochino se ne dubita…. e so anche che avere al fianco una persona speciale che sta vicino e che c’è sempre è un tesoro di valore inestimabile più grande di qualsiasi altro.
    Ti abbraccio mia cara e a presto
    Elrien

  • So cosa vuol dire esserci sempre e quindi posso capire quello che provi. Meno male che non siamo mai sole, ma accanto a noi ci sono degli uomini meravigliosi.

  • ciao Maris,
    nella tua storia c’è un pò della mia storia: da sempre considerato il più debole e protetto della famiglia, ho assistito, solitario, alla morte di mio padre in ospedale e dopo qualche anno alla morte di mio fratello, sempre in ospedale, con il conforto della vicinanza di mia moglie. Nessuna critica verso mia madre che in entrambi i casi ho voluto proteggere con pietose bugie sulle singole gravità. Come hai fatto tu nel tuo grande dolore, per esserci, basta seguire se stessi.

    Abbraccio a tutti. robi

  • Ohhh sì sei fortunatissima e ti “invidio” un pochettino, posso? :o)))
    abbraccione!
    cri

  • Cara Maris, anche io nel novero di quelle che “ci sono”.
    Nell’occasione della sepoltura di due miei nonni (di famiglie diverse, ma morti di un male simile, a breve distanza) mi sono guadagnata anche un affettuoso appellativo di “esperta” nelle relazioni con le pompe funebri. Io c’ero e sono stata contenta di aiutare una volta mia madre, l’altra mio padre, che ovviamente c’erano ma avevano anche necessità di esserci per altri familiari o altre incombenze, o anche *solo* per elaborare, e quindi sulle questioni pratiche sono subentrata io. Anche io vedo la bellezza di questa catena di supporto, di amore 🙂 di solidarietà virtuosa (e questo post è una bella dichiarazione d’amore per tuo marito, è bello leggerti quando parli del vostro Amore che ti conforta nei momenti difficili). So che per te deve esser stato terribile, io ho perso dei nonni e ho visto lo strazio dei miei che stavano perdendo dei genitori, immagino il tuo, ma esserci ci da anche modo di sentirci a posteriori sereni, in pace con la nostra coscienza, anche se richiede sforzo. Un abbraccio solidale, quoto ‘povna e ti sono vicina.

  • Io forse non sono prettamente quella che c’è, ma sono quella che sa ascoltare,quella allegra che non può permettersi di essere triste,quindi in un certo senso ti capisco.Se ti si affibia l’etichetta di quella che c’è sempre non puoi sfatare il mito.
    Per fortuna accanto a te hai una persona meravigliosa
    TI abbraccio

  • tesoro sei una mamma e una mamma ce la fà sempre contro tutti e tutto! un abbraccio forte forte, sappi che qualsiasi cosa dovesse succederti, ce la farai ancora

  • Devi essere una donna molto forte e molto coraggiosa…ti ammiro molto!
    E’ importante avere accanto a se una persona che ti stia accanto sempre e che ti capisca…sei fortunata ad avere un marito così!
    Ti abbraccio forte dolce Maris

  • fiondo qui per caso…ho veramente sonno…momentaneamente non ho la testa di leggere…però voglio passaredi qua aleggere ciò che scrivi, mi piace questo blog…a presto ciao tata

  • @ TUTTI: Amici carissimi GRAZIE per il conforto e la sensibilità, GRAZIE soprattutto per aver voluto condividere un pezzettino della vostra esperienza molto spesso analoga alla mia e GRAZIE per “esserci” seppur virtualmente 🙂
    Vorrei rispondere ad ognuno con calma ma in questi giorni corro qua e là perchè stiamo svuotando definitivamente la casa dei miei genitori perchè a breve dobbiamo consegnare le chiavi ai nuovi proprietari e quando sono qui a casa mia ho altre mille cose da fare…il tempo è tiranno!
    Scusatemi perciò se mi limito a questo ringraziamento generale ma sappiate che vi abbraccio tutti forte e vi voglio bene!

  • Cara Maris ti abbraccio stretta stretta, la vita è dura ma si devo affrontare e tu l’hai fatto benissimo. Bisogna avere sempre coraggio e farsi forza come tu…

    AMARE COSTA
    Ha il prezzo elevato più delle cose che valgono.
    Costa mantenere la pazienza e dare fiducia.
    Costa dire: “Perdonami”, e anche: “Ti perdono”.
    Costa ammettere: “E’ colpa mia” e ricominciare.
    Costa fare ciò che non piace ma che l’altro vuole.
    Costa trattenere le lacrime quando piange il cuore.
    Costa sorridere quando l’umore è a terra.
    Costa a volte impuntarsi e volte cedere
    Costa confidarsi e ricevere confidenze.
    Costa condividere i dolori e sopportare i difetti.
    Costa cancellare le piccole ombre.
    Costa lo stare insieme ma anche la lontananza.
    Costa avere opinioni differenti ma anche dire: “Si”.
    Eppure a questo prezzo si genera l’amore vero e pieno!
    Gli spiccioli non servono per amare.
    Ci vuole un legno pesante come la croce
    che conduce ad una meravigliosa Risurrezione del cuore!

    Cara amica mi dispiace se non riesco a venirti a trovare più spesso, il tempo è tirano e non me lo permette.
    Ti auguro di cuore un domani migliore, che gli auspici che ti riservi si concretizzino, che tu possa sempre scorgere la luce alla fine di ogni tunnel, che tu sappia rialzarti se sei caduta.

  • Ciao Maris,
    questo post mi ha davvero commossa…
    Sei fortunata si, davvero fortunata perchè sai che nella vita non sarai mai da sola, avrai qualcuno al tuo fianco a cui non hai bisogno di “chiedere”…ci sarà e basta…
    Ti auguro tanta serenità in questo momento sicuramente malinconico,
    con affetto
    Michela

  • Mia cara, ci siamo dette già tutto al telefono…sai quanto possa condividere questo momento…ti voglio bene
    Anna

  • Un abbraccio fortissimissimo bagnato di lacrime da… “una che c’è”.

  • @ TUTTE: Gli stessi “GRAZIE” detti agli amici che vi hanno preceduto nei commenti li scrivo a voi….è bello sentirsi compresa e appoggiata!

  • Un racconto della tua vita davvero commuovente. Essere quella che c’è sempre anche se non per scelta, ma per necessità è difficile, ma mi ha fatto piacere che non sei stata sola: hai un marito fantastico!
    baci
    terry

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