Set 2, 2011 - libri e fumetti    13 Comments

I venerdì del libro (52°): IL GIORNO DELLA CIVETTA

 Cara Lilli,

per la rubrica del venerdì del libro della carissima Paola HomeMadeMamma, ho attinto ancora una volta alle mie letture dell’adolescenza, perchè è un periodo in cui sto mettendo ordine tra i libri miei e quelli di mio marito e stanno spuntando vecchi e cari ricordi.

Come questo: IL GIORNO DELLA CIVETTA  di Leonardo Sciascia.

Non certo un romanzo di svago, una lettura che all’epoca del liceo ricordo annoiò parecchi miei compagni….ma non me. A me piacque tanto. Per lo stile, per l’argomento, per la storia.

Vedi, Lilli, Sciascia, Silone, Arpino, sono scrittori che amo proprio per il loro scrivere in modo diretto, scarno, impegnato, e non parlo solo di impegno strettamente politico, ma anche di impegno sociale e morale in senso più largo.

“Il giorno della civetta” è un classico, lo conoscono tutti almeno di nome: in una terra meravigliosa e martoriata come la Sicilia un omicidio di stampo mafioso in pieno centro…la reticenza e l’omertà della gente, l’impegno del capitano dei carabinieri Bellodi, che arriva da Parma, le indagini complicate e ostacolate dalla mafia, che arriva un pò ovunque, le nuove morti….fino ad una conclusione che lascia l’amaro in bocca…

L’estratto che riporto è tra i più straordinari e più famosi di tutto il libro (e viene citato su Wikipedia, infatti) perchè vi è adoperata l’espressione “quaquaraquà”, tanto celebre da essere poi divenuta di uso comune:

 

 

« Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà… Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, chè mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini… E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi…E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito… E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, chè la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre… Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo… »

(ndr. parole dette dal capomafia Don Mariano Arena al capitano Bellodi durante l’interrogatorio)

 

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I venerdì del libro (52°): IL GIORNO DELLA CIVETTAultima modifica: 2011-09-02T16:12:00+02:00da maris-73
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13 Commenti

  • Questo è un libro che non ho ancora letto, purtroppo, anche se l’argomento sicuramente mi piace.
    Di Sciascia ho letto “La scomparsa di Majorana” e “L’affaire Moro”, entrambi molto interessanti.
    Voglio leggere da tempo (prima o poi lo farò giuro) sia questo libro da te citato sia “Il mare color del vino”…
    Ciao maris!

    • L’affare Moro non l’ho letto….o meglio, non l’ho letto ancora, perchè conto di leggerlo perchè mi interessa molto! Ma non so dire quando….ho già vari libri in attesa sul comodino 🙂

      Auguro comunque sia a me che ate buona lettura….in genere 😉

  • Ora che ci penso non ho mai letto nulla di questo autore!

  • …mi manca! ma prima o poi…. io sono lettrice onnivora, piano piano divoro libri di ogni genere… ammetto che ora sono più interessata dall’oriente, ma le storie sono simili in tutto il mondo. Ahinoi… ciao e grazie, bella recensione!

  • Confesso di non averlo letto, ma mi riprometto di rimediare quanto prima.
    E’ anche il mio genere preferito!
    Grazie del suggerimento, buon sabato!
    ciao

    • Prego Munira! Se trovi l’occasione di averlo e di leggerlo credo che ti piacerà, specie se mi dici che il genere ti è congeniale 🙂

  • Uno dei libri che ho amato e che amo ancora moltissimo…. bella recensione!

    • Sono felice che questo libro ci trovi d’accordo, Elrien 🙂
      Dopo averne parlato e aver risposto a tutti questi commenti mi è venuta voglia di rileggerlo…

  • Questo libro fa parte anche dei miei ricordi di scuola, lo leggemmo in terza media con una fantastica professoressa di lettere.
    Fu molto in gamba, invece di farcelo leggere a casa, ce lo fece leggere in classe, qualche pagina al giorno, ad alta voce commentandolo: mi è rimasto nel cuore!

    Grazie per avermelo ricordato… ci sono uomini e quaqaraquà!

    • Davvero un’insegnante in gamba la tua, hai ragione Monica:) farlo leggere in classe è stata un’idea ottima, così anche gli svogliati hanno avuto occasione di ascoltare alcune tra le più interessanti pagine della nostra letteratura!

  • Ciao Maris, purtroppo non conosco questo libro e me ne dispiace!

    Ti mando un bacio!

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