Mag 16, 2010 - pensieri sparsi    8 Comments

Pensieri sulla pioggia

Cara Lilli,

la pioggia insistente di questi giorni mi ha fatto ripensare a una riflessione che io ho scritto anni fa proprio riguardo alle gocce di pioggia. Te la voglio far leggere: 

<<Stavo osservando le gocce di pioggia sul vetro della finestra.

Si affollano una dopo l’altra e vedono arrivare sempre nuove gocce.

Secondo me sono spaventate: tutte penseranno “Eccone una proprio qui vicino e una qui sopra e poi qui sotto… Mi vorranno eliminare, prenderanno tutto lo spazio possibile!! Come salvarmi?”

Dev’essere un attimo bruttissimo di incertezza totale. Ma poi ognuna dice a se stessa che è necessario ‘inglobare’ quante più altre gocce si può, per poter diventare più grande e forte, resistere e vincere la lotta per la sopravvivenza.

Lo trovo estremamente triste: ogni lotta è triste, in fondo.  Ma tutto questo mi fa anche tenerezza. Si, mi intenerisce l’ingenuità delle gocce… Si illudono di aver escogitato il piano perfetto, ma invece non si rendono conto che scendendo pian piano lungo il vetro, ‘inglobando’ altre gocce di pioggia e quindi ingrossandosi sempre più, finiscono per appesantirsi e prendono velocità.

In men che non si dica si ritrovano tali da non potersi più fermare e occupare definitivamente uno spazio: anzi, confluiscono alla base del vetro con tutte le altre innumerevoli gocce ‘cresciute’ e scivolano via rapidamente in un rivolo, in una pozzetta o qualcosa del genere, perdendo ogni individualità, annullandosi…>> 

 

 

Comunque, Lilli, a parte tutto questo…ma quando arriva la bella stagione? Sarebbe proprio ora!

 

Ad ogni modo, buona domenica!

 

Mag 14, 2010 - libri e fumetti    4 Comments

Il venerdì del libro (2°): Il buio e il miele

Cara Lilli,

ecco arrivato il secondo appuntamento con “il venerdì del libro”, idea lanciata da Paola di HomeMadeMamma.

Oggi voglio proporti un libro sicuramente meno noto di quello della scorsa settimana (Il Signore degli Anelli) ma altrettanto bello, che ho letto più di una volta e ho molto amato: IL BUIO E IL MIELE di Giovanni Arpino.

Da questo romanzo sono stati tratti i film “Profumo di donna” (1974) di Dino Risi con Vittorio Gassman, Alessandro Momo e Agostina Belli, e l’americano “Scent of a woman” (1992) con Al Pacino e Chris O’Donnell (che però rispecchia molto meno la storia originale).

Come mi accade quasi sempre il libro mi è piaciuto più dei film. E’ un romanzo dal linguaggio piuttosto scarno, che arriva al cuore del lettore senza giri di parole, ma descrivendo in modo anche crudo i sentimenti dei personaggi.

Il protagonista, un capitano dell’esercito invalido di guerra (è cieco), parte per un viaggio incontro ad una morte voluta, architettata nei minimi particolari, accompagnato da un ignaro soldato semplice da lui soprannominato Ciccio (che è il narratore della storia). Alla fine del viaggio ci sarà una giovane donna, Sara, da sempre innamorata del capitano, che avrà un ruolo determinante nella storia e farà intravedere uno spiraglio di speranza…

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 Ci vuole amore per ottenere e crescere amore. Questo Sara m’ha insegnato, sia pure inconsciamente con la sua intelligenza selvatica. […]  Dall’altra parte c’è lui, ombra buia… Forse non era soltanto la sua disgrazia, forse non era solo la sua disperazione che lo spingevano a morire.  Forse lui chiamava morte un appuntamento decisivo con se stesso, l’ultimo rendiconto.  Perchè esiste anche l’uomo che soltanto morendo riesce a spiegarsi.  Ma se invece lui è qui vicino o altrove, e malgrado la nera prigionia che lo stringe da anni seguita a far scattare l’accendino, frusta l’aria con la canna di bambù, irride e offende e beve – con Sara al fianco – allora anche la più difficile condizione di vivere è pur sempre vivere. […]  E ancora non è morte lo spazio bianco che segue.”

 

Mag 12, 2010 - ricordi    2 Comments

Luna di miele: OPATIJA (Croazia)

Cara Lilli,

ti ho lasciato col racconto della mia luna di miele sulla laguna di Venezia… Ora proseguo con la seconda tappa, quella più lunga (una settimana): Opatija, in Croazia.

Abbiamo raggiunto in treno Trieste (da sottolineare che si trattava stavolta non di un Eurostar bensì di un semplice Interregionale senza aria condizionata, con fuori almeno 40 gradi…) dove abbiamo solo sostato per un’oretta in attesa di prendere il pullman che ci avrebbe poi condotto ad Opatija. 

Sai una cosa? Partendo da Trieste abbiamo varcato nel giro di mezz’ora circa  2 confini! Trieste, infatti è a pochi chilometri dal confine con la Slovenia, mentre dopo un altro quarto d’ora di tragitto si passa il confine con la Croazia.  

Opatija è stata la nostra “casa” per una settimana, come ti accenavo prima, e credimi se ti dico che lì abbiamo vissuto davvero giornate d’incanto. Non tanto per ciò che abbiamo fatto (nulla di particolare, la classica vita da mare) quanto per il clima rilassato e piacevolissimo che abbiamo riscontrato in quel luogo.

A cominciare dall’albergo in cui abbiamo alloggiato facendo la mezza pensione: affacciato sul mare, grande, imponente…eppure molto “familiare”.  Nella spaziosa sala ristorante sembrava di stare quasi a casa propria: ogni settore aveva un cameriere che serviva ai tavoli (sempre lo stesso ogni sera) il che giorno dopo giorno ti permetteva di conoscerlo meglio:  noi in particolare avevamo una cameriera, Sonia….la mitica Sonia! Anche adesso se ci penso mi viene nostalgia del suo fare allegro e confidenziale quanto bastava per metterci a nostro agio ma allo stesso tempo attento e professionale. Aveva imparato i nostri gusti e gli ultimi giorni ci faceva trovare già sul tavolo le nostre bibite preferite! E poi cercava di parlare un pò di italiano (come molti del luogo) e questo ce la rendeva ancora più simpatica.

Il mare di Opatija ha una caratteristica: a parte la limpidezza, è gelato! Si, anche a tarda mattinata, sotto un sole che picchia in testa, ti tuffi e per i primi minuti hai l’impressione di trasformarti in un cubetto di ghiaccio 😀 …solo dopo un pò cominci ad avvertire un senso di benessere tonificante.

I pomeriggi li abbiamo dedicati al riposo e poi ad una bella passeggiata… Due minuti ed eravamo sul lungomare, tra gente festosa ma non chiassosa, tra alberghi tutti in fila, tra aiuole e fiori.

Opatija ti dà l’impressione della cittadina che vive di turismo, che si è “aperta” all’occidente per così dire con quel pò di modernità che serve ad attirare i villeggianti, ma conserva un qualcosa di orientale (pur non essendo un paese dell’estremo est) e di antico…non so spiegarlo bene a parole…ha un tratto vagamente “retrò” che la rende affascinante. Lo ritrovi nell’architettura, nello stile dei lampioni, nelle fontane.

Un ricordo su tutti: passeggiando in un tratto più appartato del lungomare, nel sole basso del tramonto, abbiamo seguito la stradina che procede curvando e ci siamo trovati su una rotonda riparata dagli alberi che affaccia su un gruppo di scogli…su uno di questi, il più alto, si trova la statua che è il simbolo della città: la “Ragazza col gabbiano”. Il tutto è avvenuto con un suggestivo sottofondo musicale: chissà dove (io non sono riuscita a vederlo) qualcuno stava suonando un vecchio organetto…

Ecco: quello è stato un piccolo frammento di eternità, Lilli, in bilico tra passato e presente. Quello è stato forse il cuore della luna di miele.

(vedi album fotografico)

(continua)

NOTA: questo mio reportage è stato inserito nella sezione “Viaggi” del Blog Family

 

Mag 12, 2010 - Senza categoria    No Comments

02-Luna di miele-Opatija


Mag 11, 2010 - curiosità    4 Comments

Una diga da record costruita da castori

Cara Lilli,

questa te la devo assolutamente scrivere: è stata scoperta una diga costruita da castori che è destinata ad entrare nel guinnes dei primati…Infatti è talmente gigantesca da essere visibile addirittura dallo spazio (come la Muraglia Cinese) !!!

La notizia gira su internet ed ha veramente dell’incredibile: in una remota regione dell’Alberta, in Canada, un ricercatore ha scoperto questa diga che è lunga circa 850 metri e si trova lungo il margine meridionale del Parco nazionale “Wood Buffalo”. Sembra che i castori abbiano impiegato 20 anni a costruire questa struttura fatta di rocce, arbusti e fango. Praticamente Lilli, è un’opera monumentale!!

Per rendersi conto di quanto sia fuori dalla norma una cosa del genere, basti pensare che in media le dighe dei castori in Canada variano dai 10 ai 100 metri circa di lunghezza e molto raramente sono più grandi…pensa tu, Lilli!

I biologi si sono serviti di immagini satellitari, tramite strumenti come Google Earth, per individuare la diga.

Ed eccoti qui questo capolavoro dei roditori canadesi: