Mag 21, 2010 - libri e fumetti    7 Comments

Il venerdì del libro (3°): LA NOTTE DEI DESIDERI

Cara Lilli,

terzo appuntamento con l’iniziativa di Paola di Homemademamma e terzo libro che propongo a te e a chiunque passerà da qui a leggermi: stavolta voglio attingere alla vasta produzione di uno dei miei autori preferiti, Michael Ende.  Saranno molti i testi che segnalerò di questo geniale scrittore che ci ha lasciato purtroppo troppo presto, ma ho pensato di cominciare con “LA NOTTE DEI DESIDERI – ovvero il satanarchibugiardinfernalcolico Grog di Magog”.

Ho ricevuto questo libro da mio fratello la vigilia di Natale del 1990 (ti ho già accennato alla tradizione di ricevere in dono un romanzo di genere fantasy ogni anno) e la sera stessa, una volta a letto, decisi di iniziare a leggere le prime pagine tanto per avere un’idea… Ebbene, Lilli, quella notte ho spento la luce sul comodino solo all’alba, dopo aver divorato tutto il libro!!!

E’ un racconto avvincente, una lotta contro il tempo che vede da una parte i “cattivi” (il Consigliere dell’affatturazione Belzebù Malospirito e sua zia Tirannia Vampiria) e dall’altra i “buoni” (il vecchio corvo Jacopo Gracchi e il gatto Maurice de Saint Maure, inviati dal Gran Consiglio degli Animali), come sempre accade nelle storie di Ende.

Colpisce il sottile umorismo dell’autore, dietro cui si celano verità inquietanti riguardanti specialmente i temi ecologici tanto cari ad Ende e che ricorrono anche in altri suoi lavori.

E’ la tipica favola moderna che appassiona senz’altro i ragazzini ma anche i grandi.

 

La notte dei desideri.jpg

 <<La pendola appesa sopra la mensola del camino fece scattare con rumore di ferraglia gli ingranaggi della sua artistica suoneria. Si trattava di una specie di orologio a cucù, solo che al posto dell’uccellino aveva un martello che batteva su un pollice dolorante. “Ahia!”fece. “Ahia! Ahia! Ahia! Ahia!” Dunque erano le cinque. In circosatnze normali sentir battere quell’orologio metteva decisamente di buon umore il Consigliere dell’Affatturazione Belzebù Malospirito, ma quella sera di San Silvestro egli lanciò alla pendola uno sguardo piuttosto corrucciato. Con un gesto stanco le fece cenno di lasciar perdere e si avvolse nel fumo della pipa. Poi, con la fronte rannuvolata, rimase a rimuginare tra sè e sè. Sapeva che lo aspettavano grosse seccature, molto presto per giunta, al più tardi a mezzanotte, allo scadere dell’anno….>>

 

Mag 19, 2010 - ricordi    6 Comments

Luna di miele: TRIESTE

Cara Lilli,

la partenza in pullman da Opatija, in Croazia, la ricordo davvero triste: ci lasciavamo alle spalle una settimana incantevole… Ma il viaggio continuava e la tappa successiva è stata la città nella quale avevamo soltanto sostato un’oretta andando da Venezia ad Opatija, ossia la bellissima Trieste.

Stavolta ci siamo fermati lì per 2 giorni, alloggiando in un piccolo alberghetto situato al secondo piano di un antico palazzo al centro della città e trovato da me su internet, un due stelle però confortevole e pulito, dove la prima colazione non aveva niente a che vedere con il ricchissimo buffet dolce e salato dell’albergo di Opatija, ma era servita in una stanza in cui, insieme ai pochi tavolini, c’era una credenza “della nonna” che ci dava l’impressione di stare in famiglia, gustando ciambelle e biscotti fatti in casa.

Trieste è una tipica città mediterranea, dove comprendi (sembra strano, ma è così) che ti trovi in un posto di mare anche se sei in una strada dell’interno da dove il mare non si vede.  Lo comprendi dall’architettura, dalla gente aperta e ospitale, dall’aria che si respira.

Questo tipo di città, come anche Napoli ad esempio, ti fa sentire a casa tua anche se non sei di lì. Sono città del mondo, città di tutti… il mare le rende aperte, le arricchisce di possibilità….

Piazza dell’Unità d’Italia toglie il fiato per quanto è bella e per quanto è immensa: spalancata sul mare, circondata da palazzi antichi e meravigliosi, la sera si illumina e se è possibile diventa ancora più suggestiva.

Entrambe le sere abbiamo mangiato una pizza (buona devo dire) e passeggiato a lungo, in un tepore piacevole fino a tarda ora.

Poco lontano da Trieste, raggiungibile comodamente con un autobus di città, c’è il Castello di Miramare, situato su un costone di roccia a picco sul mare, con alle spalle un parco verdeggiante e molto curato: desideravo tanto visitarlo e con mio marito abbiamo trascorso un’intera mattinata in questo posto da favola.

C’era anche un angolo di parco dedicato agli animali e alle piante tropicali, davvero interessantissimo.

La tappa è stata breve, ma intensa. Doveva essere l’ultima, ma invece c’è stato un cambiamento, un prolungamento non previsto…e così ci siamo preparati per prendere l’ennesimo treno che ci ha poi condotto a Spoleto dai miei zii!

(album fotografico)

(continua…)

NOTA: questo mio reportage è stato inserito nella sezione “Viaggi” del Blog Family

Mag 19, 2010 - Senza categoria    No Comments

03-Luna di miele-Trieste


Mag 19, 2010 - varie    5 Comments

Piccole grandi soddisfazioni di una neo-blogger

Cara Lilli,

non so fino a che punto possa interessare a te e a quanti passano da qui a farmi visita, ma lasciami gioire per una cosa che ho scoperto, collegandomi al blog stamattina: “Cara Lilli…” è stato segnalato come “BLOG DEL GIORNO” su Myblog.it!!!

Lo so, lo so….non è mica il “Premio Strega”, ma mi sono sentita felice: felice perchè il mio “lavoro”, cioè quello che ho scritto finora, evidentemente è piaciuto a qualcuno e questa è la cosa più bella che possa succedere ad una persona che ama esprimersi tramite la scrittura!

Eh si…sono queste le piccole grandi soddisfazioni di una neo-blogger come me 😀 !!!

 

Mag 17, 2010 - pensieri sparsi    8 Comments

L’amore o è gratuito o non è amore

Cara Lilli,

ho trovato questa “storia” (se la vogliamo definire tale) sul simpaticissimo blog di Mammagiovane,  che a sua volta l’ha pescata nel mare di internet.

Mi ha colpito molto, certo perchè sono mamma anche io, ma a prescindere da questo credo sia una riflessione bellissima per tutti.  Quindi te la riporto:

<<Una sera, mentre la mamma preparava la cena, il figlio undicenne si presentò in cucina con un foglietto in mano. 

Con aria stranamente ufficiale il bambino porse il pezzo di carta alla mamma, che si asciugò le mani con il grembiule e lesse quanto vi era scritto: 

 

“Per aver strappato le erbacce dal vialetto: 1 Euro. Per aver riordinato la mia cameretta: 1,50 Euro. Per essere andato a comprare il latte: 0,50 Euro. Per aver badato alla sorellina (tre pomeriggi): 3 Euro. Per ever preso due volte “ottimo” a scuola: 2 Euro. Per aver portato fuori l’immondizia tutte le sere: 1 Euro. Totale: 9 Euro”.

La mamma fissò il figlio negli occhi teneramente. La sua mente si affollò di ricordi. Prese una biro e, sul retro del foglietto, scrisse:

 

“Per averti portato in grembo 9 mesi: 0 Euro. Per tutte le notti passate a vegliarti quando eri ammalato: 0 Euro. Per tutte le volte che ti ho cullato quando eri triste: 0 Euro. Per tutte le volte che ho asciugato le tue lacrime: 0 Euro. Per tutto quello che ti ho insegnato giorno dopo giorno: 0 Euro. Per tutte le colazioni, i pranzi, le merende, le cene, e i panini che ti ho preparato: 0 Euro. Per la vita che ti do ogni giorno: 0 Euro”. 

 

Quando ebbe terminato, sorridendo la mamma diede il foglietto al figlio. Quando il bambino ebbe finito di leggere ciò che la mamma aveva scritto, due lacrimoni fecero capolino nei suoi occhi. Girò il foglio e sul suo conto scrisse:

 

“Pagato”.

 

Poi saltò al collo della madre e la sommerse di baci.

 

Quando nei rapporti personali e famigliari si cominciano a fare i conti, è tutto finito. L’amore o è gratuito o non è amore.>>

L’amore materno è senza dubbio inarrivabile, Lilli, ma comunque come ti dicevo prima credo che questo che ti ho riportato sia un pensiero estendibile ad ogni persona, perchè l’amore in generale è un sentimento gratuito per definizione ed ha un senso solo così.

Forse troppo spesso si cerca di quantificare i sentimenti, come se fossero delle merci di scambio, però è evidente che quando lo si fa non ci si trova di fronte a sentimenti veri, ma soltanto a pallide imitazioni…