Giu 4, 2010 - libri e fumetti    4 Comments

I venerdì del libro (5°): Sognavo l’Africa

Cara Lilli,

è arrivato il nuovo appuntamento con l’iniziativa di Paola del blog HomeMadeMamma.

Oggi ti propongo un libro che mi ha emozionato e mi ha fatto amare ancora di più un continente che ho sempre adorato: l’Africa. L‘atmosfera di un posto così diverso dal nostro, gli scenari, i panorami, le tradizioni….tutto mi affascina!

Il libro di cui parlo è “SOGNAVO L’AFRICA” di Kuki Gallmann, un’italiana che vive in Kenya dal 1972, e che nel romanzo descrive il suo amore per il continente nero e le vicissitudini della sua esistenza in quel mondo: eventi meravigliosi, un sentimento profondo e totale per un uomo, ma anche una doppia tragedia che l’ha segnata per sempre.

Anche da questo libro è stato tratto un film, ma io non l’ho mai visto perciò non posso esprimere un giudizio su quanto rispecchi il testo.

 

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 << Non eravamo i soli ad amare l’Africa. Le persone di origine europea che vivevano nel Kenya per loro scelta e non per motivi di carriera, come i diplomatici o i dirigenti d’aziende internazionali, formavano una comunità molto unita. Erano nati da famiglie di pionieri e di immigrati e avevano deciso di restare; oppure avevano scelto il Kenya perchè se ne erano innamorati, come noi. Era questa la base comune del nostro legame; non avremmo saputo essere veramente felici altrove; eravamo affascinati da quella terra, e in modi diversi sentivamo chee dovevamo meritare il privilegio di essere lì. >>

 

 

Giu 3, 2010 - dolce attesa, Figli    9 Comments

Il “figlio della pizza”!!!

Cara Lilli,

scusa se in questi ultimi giorni ti sto trascurando un pò…ma tra il sentirmi poco bene e vari impegni non ho avuto molto tempo a disposizione.

Eh si…le nausee e i disturbi distomaco continuano, anche se a volte un pò meno forti della scorsa settimana ad essere sincera. Cioè: ho un pò di tregua ogni tanto, per fortuna!!

Comunque mi sono dovuta inventare una dieta “ad hoc”, ossia ho studiato gli alimenti che digerisco meglio e quelli che non tollero affatto in questo periodo, ho visto quali sono gli orari migliori in cui mangiare con meno fastidi…. Insomma, ho dovuto fare di necessità virtù e stravolgere un pò le mie abitudini alimentari.

Ti faccio un esempio: non mi sarei mai sognata di mangiare pasta al pomodoro alle 11 del mattino o di fare merenda alle 16 con una fettina di petto di pollo alla piastra, eppure mi sono ritrovata a farlo ultimamente!!

Tra gli “alimenti-no” (cioè che mi nauseano) ci sono purtroppo i miei amati yogurt, i formaggi, i dolci in generale, la lattuga, il tonno….solo per citarne alcuni; tra quelli “si” invece ci sono il pane, la pasta, i crackers, il petto di pollo o tacchino, l’uovo, le mele, le zucchine.

Ma c’è in particolare una cosa che la sta facendo da padrone in questo periodo: la pizza!! Si, Lilli, proprio così: la pizza (margherita o semplice con  pomodoro e origano) la sto mangiando spessissimo. Mio marito ad esempio ne compra una la sera, tutta bella tagliata a spicchietti, ed io me la mangio un pò alla volta la sera stessa, la mattina dopo e anche a pranzo! Addirittura me ne sono mangiata uno spicchio anche alle 2 di notte una volta!! E poi se sono fuori casa vado nei bar a prendermi una pizzetta o un trancio.

E’ per questo motivo che, come mio fratello fu chiamato il “figlio della carota” dato che mia madre aveva mangiato quintali di carote in gravidanza, mi sa che, andando di questo passo, il mio bimbo sarà ribattezzato il “figlio della pizza“!!!

 

Mag 29, 2010 - dolce attesa, Figli    11 Comments

L’annuncio di una nuova vita

Cara Lilli,

succede così… in piena notte… sei da sola in bagno e tremando fissi alternativamente l’orologio e le finestrelle di uno stick… la prima linea rosa appare subito, la seconda arriva bella evidente già dopo un solo minuto…. e ti vengono su le lacrime: è l’annuncio di una nuova vita!!!

Si, Lilli: aspetto un altro bimbo! Ciò che ti ho decritto un attimo fa a dire il vero è accaduto il 6 maggio scorso e ti chiedo perdono se non te l’ho fatto sapere subito, ma, un pò per scaramanzia forse, ho preferito attendere le prime analisi, la prima visita, la prima ecografia (col cuoricino pulsante in bella evidenza!!)… ed ora sono qui a condividere questa immensa gioia con te!

 In realtà quando ho fatto il test ero già convinta di essere incinta perchè il ritardo era consistente (6 giorni) e anche mio marito ormai se lo aspettava; così quando al mattino l’ho svegliato gli ho semplicemente detto con dolcezza: “Amore, il bimbo c’è!” e lui mi ha abbracciato forte…

Desideravamo tanto un fratellino o una sorellina per la nostra piccola, non volevamo assolutamente che lei restasse sola e dunque adesso siamo felicissimi!

Il pupetto in arrivo dovrebbe fare capolino nel mondo esterno il 9 gennaio 2011, stando ai calcoli del ginecologo: ecco, magari potendo scegliere avrei preferito non partorire in pieno inverno, ma sai…. queste cose non vengono a comando, ti puoi fare dei calcoli, puoi cercare di “pilotare” l’inizio della nuova vita, ma non sempre la Natura è d’accordo con te! Quindi a questo punto con mio marito ci siamo detti (lui soprattutto sosteneva questa tesi) che era meglio provare e basta…quando sarebbe arrivato sarebbe arrivato!!

L‘unica nota dolente sono le mie nausee e i disturbi di stomaco che mi tormentano da 2 settimane oramai giorno e notte… Quando aspettavo la mia prima bimba avevo un pò di nausea al mattino e tutto finiva lì, potevo mangiare regolarmente. Allo scadere del terzo mese poi mi passò anche quel piccolo disturbo mattutino. Stavolta è un disastro invece… mangio pochissimo, dormo pochissimo e sto sempre male e pensare che devo attendere ancora almeno un mese per sperare in un miglioramneto mi sconforta non poco…

Ma dopotutto se decidi di aprirti alla vita devi mettere in conto di avere dei problemi e di fare dei sacrifici fin dall’inizio, Lilli. Io sapevo che poteva succedere, quindi ora devo solo pazientare e stringere i denti.

Sicuramente ne vale la pena, no?

 

Mag 28, 2010 - libri e fumetti    3 Comments

I venerdì del libro (4°): Dieci Piccoli Indiani

Cara Lilli,

siamo di nuovo arrivati al venerdì e quindi all’appuntamento con l’iniziativa di Paola di Homemademamma . Stavolta ti propongo un romanzo di un altro dei miei miti, ossia la grande scrittrice di libri gialli Agatha Christie: “DIECI PICCOLI INDIANI”.

E’ un romanzo davvero straordinario per la sua originalità e per come avvince il lettore, trascinandolo su quell’isola dove tutto è mistero e suspance, con una serie inspiegabile di morti fino al finale della storia che fa restare letteralmente a bocca aperta.

Ne sono stati tratti vari film, tutti più o meno validi dal punto di vista della recitazione, ma con la grandissima pecca di aver modificato qualche personaggio, o l’ambientazione o addirittura la conclusione (cosa che davvero non tollero!) pur di arrivare ad un lieto fine.

Il filo conduttore dello svolgersi degli eventi è una filastrocca alquanto inquietante, che in realtà parla di dieci piccoli “negretti” ed infatti il romanzo fu inizialmente pubblicato nel 1939 in Inghilterra col titolo “Ten little nigger ” ma in seguito questo fu modificato in “Ten little indians ” quando fu pubblicato anche negli Stati Uniti per evitare di offendere la popolazione di colore.

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La filastrocca:

“Dieci poveri negretti
Se ne andarono a mangiar:
uno fece indigestione,
solo nove ne restar.

Nove poveri negretti
fino a notte alta vegliar:
uno cadde addormentato,
otto soli ne restar.

Otto poveri negretti
Se ne vanno a passeggiar:
uno, ahimè, è rimasto indietro, solo sette ne restar.

Sette poveri negretti
legna andarono a spaccar:
un di lor s’infranse a mezzo, e sei soli ne restar.

I sei poveri negretti
giocan con un alvear:
da una vespa uno fu punto, solo cinque ne restar.

Cinque poveri negretti
un giudizio han da sbrigar:
un lo ferma il tribunale, quattro soli ne restar.

Quattro poveri negretti
salpan verso l’alto mar:
uno un granchio se lo prende, e tre soli ne restar.

I tre poveri negretti
allo zoo vollero andar:
uno l’orso ne abbrancò
e due soli ne restar.

I due poveri negretti
stanno al sole per un po’:
un si fuse come cera e uno solo ne restò.

Solo, il povero negretto
in un bosco se ne andò:
ad un pino s’impiccò,
e nessuno ne restò.”

Mag 24, 2010 - curiosità    3 Comments

Targhe moooolto costose!

Cara Lilli,

questa notizia curiosa è di ieri e davvero si resta interdetti nel leggerla:

(ANSA) – SHANGHAI, 23 MAG – Continua a salire il prezzo delle targhe automobilistiche a Shanghai, arrivate a costare l’equivalente di 5.000 euro l’una. Per limitare l’acquisto e quindi l’uso di auto, la municipalita’, dalla fine degli anni 90, mette all’asta le targhe. All’inizio erano solo un centinaio al mese, pochissime rispetto alla richiesta e al numero esorbitante di auto che circolano sulle strade di Shanghai: per questo, man mano il numero delle targhe all’asta e’ aumentato ma anche il loro prezzo.

Allora: che dire a riguardo? Questo provvedimento all’apparenza bizzarro del comune di Shanghai ha un fondamento nella tutela ambientale e certo in Paesi come la Cina, sovrapopolati come tutti sappiamo e con livelli di inquinamento da brivido, è ovvio che qualcosa si debba pur fare per cercare di arginare il fenomeno.

Ma anche in occidente non è che scherziamo in quanto a problemi di inquinamento… Che dici, Lilli, arriveremo anche noi a dover sborsare un sacco di euro per poter immatricolare un’automobile? Con tutti prezzi che lievitano, questo delle targhe sarebbe davvero uno vera “mazzata”…ma se bastasse a migliorare effettivamente la qualità della vita…boh, non è che io ne sia così convinta..

Comunque spero che non ci si debba mai arrivare anche qui da noi, perchè almeno vorrebbe dire che si è riusciti a fare qualcosa già di sufficientemente positivo per l’ambiente senza dover mettere all’asta le targhe delle auto!