Set 21, 2012 - libri e fumetti    14 Comments

Un dubbioso venerdì del libro (99°): I SENSI INCANTATI

Cara Lilli,

come (quasi) tutti i venerdì seguo l’iniziativa di HomeMadeMamma ma stavolta lo faccio in modo anomalo, perchè in realtà voglio parlare di un libro che ho iniziato ma non ho finito. E il fatto è che non so se lo finirò mai. Ho i miei dubbi in proposito.

Si tratta de I SENSI INCANTATI di Alberto Bevilacqua.

Allora: è il primo romanzo di questo autore che passa tra le mie mani e l’ho “ereditato” dalla libreria dei miei genitori, dove era arrivato insieme ad altri libri alcuni anni fa in seguito ad una promozione della Mondadori o qualcosa del genere.

L’ho cominciato a leggere da parecchi giorni, ma sono ferma a pag. 37 da un pò. Non mi riesce a coinvolgere, ecco tutto.

La trama  (presa da Amazon.it):

 

<< Il tema del magico, del “meraviglioso” percorre quasi tutta l’opera di Bevilacqua, incantando i lettori di tanti paesi. Ma qui il tema si traduce in una storia che avvince – oltre che per una suggestione e una suspense che si mantengono dall’inizio alla fine – per un sapore di verità: la vicenda, infatti, è stata realmente vissuta in prima persona dall’autore, messo a contatto fin da bambino con la dimensione magica. Centrale nel libro è la figura di Miriam, la giovane sensitiva che entra concretamente nella vita reale del protagonista in crisi e lo rigenera, oltre che con gli eccezionali poteri di cui è dotata, con le suggestioni naturale della sua intensa femminilità. Miriam, infatti, è dotata di una sensitività spinta all’estremo: può ottenere che i sensi altrui vengano incantati, ossia riportati alla voglia di vivere. Il romanzo acquista la portata di un messaggio piú vasto che indica modi, finora insondati, con cui è possibile essere risanati dal male degli affetti, mentre l’uomo può trovare Dio per strade diverse da quelle logorate dalla multiforme corruzione dei tempi.>>

 

Alberto Bevilacqua - I sensi incantati - NUOVO 

Sembrerebbe interessante, eppure mi ha abbastanza annoiato in questi primi capitoli. Pensieri dell’autore che non sono riusciti a farmi entrare in sintonia con lui, nessuna emozione particolare.

Si, lo so, ho letto probabilmente troppo poco per poter esprimere un giudizio, ma tant’è: dato che ora come ora non mi riesce proprio di andare avanti con la lettura, sarei curiosa almeno di sapere se c’è qualcuno tra chi passa di qui che magari ha già letto questo romanzo, che possa dirmi se gli è piaciuto e se vale la pena di non abbandonarlo.

Grata a chi vorrà darmi un consiglio spassionato, ti saluto Lilli…alla prossima!

 

I venerdì del libro su altri blog li trovi QUI

 

Set 19, 2012 - Ricette di cucina    14 Comments

Frittata di spaghetti con salame e zucchina

Cara lilli,
la frittata di spaghetti è uno dei miei piatti preferiti, tanto è vero che la mia mamma me la cucinava spesso, specie se era stata una giornata un pò difficile o viceversa per premiarmi e rendermi felice 🙂
Qualche tempo fa ho voluto prepararla (come faccio spesso da che sono sposata) però con un paio di ingredienti in più rispetto a quelli base che adoperava mia madre, ossia aggiungendo del salame napoletano e una zucchina:

– 250 gr di spaghetti
– 6 uova
– una zucchina grande
– qualche fetta di salame napoletano (io ne avevo 5)
– 2 o 3 cucchiai di latte
– 2 o 3 cucchiai di parmigiano grattugiato
– sale
– pepe
– olio evo

Innanzitutto ho lavato e tagliato la zucchina a rondelle, passandole poi in padella con un filo di olio evo e un pizzico di sale, fino a che si sono cotte e leggermente dorate.
Poi ho messo a cuocere gli spaghetti e intanto in una ciotola capiente ho sbattuto le uova, aggiungendovi il latte, il parmigiano, sale, pepe e infine le rondelle di zucchine precedentemente cotte.
Ho scolato al dente gli spaghetti, li ho versati nella ciotola e li ho mescolati con gli atri ingredienti.
Ho versato il tutto in una padella unta con un filo d’olio evo e poi rapidamente ho messo sulla sperficie le fettine di salame, spingendole un pò con una forchetta per farle entrare in parte sotto gli spaghetti e il composto di uova.
Ho coperto la padella e fatto cuocere a fuoco moderato, girando la frittata con l’aiuto del coperchio e ultimando la cottura anche dall’altro lato.

Prima di servire ho rigirato la frittata per far sì che il lato con le fette di salame in evidenza risultasse verso l’alto ma per un fatto puramente estetico, non per altro

E’ venuto un piatto unico bello saporito

 

 

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Buon appetito, Lilli!
 

PS: in realtà io ho inserito negli ingredienti e nel procedimento il latte e il parmigiano grattugiato, che ci stanno benissimo, ma quando l’ho preparata per noi non li ho usati per via di mio marito, a cui questi ingredienti specifici non piacciono

Set 17, 2012 - Figli, pensieri sparsi    38 Comments

Per ogni su c’è sempre un giù, per ogni men c’è sempre un più

Cara Lilli,

questo post lo scrivo in un certo senso a mò di promemoria per me stessa, innanzitutto, e poi anche per chi come me ha a che fare con un qualche problema diciamo “a lungo termine”.

Il disturbo della monella non è qualcosa che si risolve in quattro e quattr’otto, è una strada che si percorre a piccoli passi, con costanza, giorno dopo giorno. Noi siamo su questa strada da almeno tre anni oramai e devo dire che di risultati positivi ne abbiamo avuti eccome e tu lo sai bene, ma come dico sempre il percorso è ancora lungo. Ogni tanto capita anche un bel balzo in avanti (tipo “Palla“, o “Corriamooooo“…!!!) e allora sono gioie grandi! Ma a fronte delle belle conquiste, non sono mancati momenti meno positivi, momenti di sconforto, giorni difficili e a volte periodi difficili che si sono protratti per un pò.

Sottolineo questo non per sminuire le cose belle che ci sono state in questi anni di cammino, ma perchè mi sono accorta che quando scrivo della monella qui sul blog tendo a parlare sempre di ciò che va bene, delle sorprese positive, degli episodi simpatici o teneri.

Ecco, Lilli: in realtà voglio solo farti comprendere che non è tutto sempre rose e fiori, che dietro ai traguardi raggiunti c’è tempo speso, c’è sacrificio, ci sono delle rinunce, ci sono piccole-grandi lotte quaotidiane, ci sono pensieri che a volte hanno pesato sul cuore e che ancora pesano ogni tanto.

Il cammino devo riconoscere che da un pò di mesi a questa parte è prevalentemente (e fortunatamente direi) in discesa o quanto meno in rettilineo (senza grandi curve insomma!) rispetto al passato, però ci sono sempre i giorni-no, gli episodi che ti spengono per un attimo il sorriso e ti fanno pensare che “Noooo, non è possibile che siamo di nuovo a questo punto!!!”.

Sabato scorso, ad esempio, la monella ha praticamente passato un’ora di terapia (psicomotricità) a fare capricci, a rifiutarsi di collaborare con la terapista (con cui peraltro ha costruito nel tempo un buonissimo rapporto), a piagnucolare senza sosta come non succedeva da tanto. E poi ha continuato ad essere intrattabile anche dopo, quando eravamo a fare delle spese tutti insieme, facendoci tornare ai giorni in cui non si poteva andare nei luoghi affollati o poco conosciuti senza che lei piangesse disperata e si dimenasse fino a quando non eravamo in macchina o a casa.

Poi però c’è stata la domenica e lei è stata così brava a dirmi più volte nella giornata di sua iniziativa che doveva andare in bagno, senza che glielo ricordassi io, oppure ha mangiato tutto quello che le ho cucinato senza fare storie, oppure ha voluto giocare in modo costruttivo (cioè non solo prendendo giochi vari e poi lasciandoli a metà) scegliendo da sola il gioco (un bruco di cartone con le lettere dell’alfabeto a cui vanno agganciate al posto giusto le paroline che iniziano con le singole lettere) e portandolo a termine con successo.

E poi c’è oggi, quando le ho visto brillare una luce negli occhi quando ci hanno consegnato e montato il suo nuovo letto verde cedro (uguale identico al piccolo armadio comprato già per lei l’anno scorso). Un letto “come i bimbi grandi” in cui potrà però dormire solo tra un paio di giorni, quando le spondine di legno fatte personamente dal suo papà saranno pronte (si agita ancora troppo nel sonno, cadrebbe di sicuro!!!).

Dovresti vederla, Lilli: è lì che guarda il letto e dice tutta felice “Lettino nouvo!” [si si, nouvo 🙂 dice proprio così!] e io la mangerei di baci tanto è dolce!!!

Insomma…come diceva il buon Merlino al giovane Semola (ancor lontano dal diventare il mitico Re Artù), mentre erano in versione-pesce, <<Per ogni su, c’è sempre un giù! Per ogni men c’è sempre un più! E questo il mondo fa girar!!!>>…Ed è giusto che sia così, in modo che non ci si sieda sugli allori nè viceversa ci si abbatta troppo, a seconda dei momenti…perchè gli alti e bassi ci sono, ma è così che va la vita.

E la vita è un’avventura stupenda che vale la pena assaporare in pienezza.

 

Troppo carina, vero? 🙂

Set 14, 2012 - libri e fumetti    14 Comments

I venerdì del libro (98°): LA VALLE DELLA PAURA

Cara Lilli,

è di nuovo venerdì ed ecco che torna l’appuntamento con i libri promosso da HomeMadeMamma.

Ho riletto da non molto un giallo che era a casa dei miei genitori e che ho portato da me quando a inizio estate l’abbiamo svuotata e venduta (intendo la casa…non è che il periodo sia scritto poi in modo molto lineare!).

Stranamente non lo ricordavo ma questo è stato un bene perchè l’ho gustato come se fosse stata la prima volta. Parlo de LA VALLE DELLA PAURA di Sir Arthur Conan Dolye, con l’ineffabile Sherlock Holmes e il suo fido Watson.

Ebbene, questo romanzo mi è piaciuto davvero tanto. E’ un pò diverso da altri che ho letto con protagonista il geniale investigatore di Baker Street perchè è diviso in realtà in due parti: la prima (“La tragedia di Birlstone”), più classica, con Holmes che la fa da padrone nello svelare l’arcano (e quando mai?!); e la seconda (“I Vendicatori”), più originale, che narra l’antefatto di tutto ciò di cui si è parlato nella prima parte e dove il nostro amico investigatore non appare per niente. Ma non per questo la narrazione è meno interessante, anzi: il colpo di scena che giunge inaspettato mi ha lasciato a bocca a perta e l’ho apprezzato molto.

Conan Doyle però non vuole lasciare che il suo personaggio-simbolo non abbia un posto nelle pagini conclusive del romanzo e infatti c’è un Epilogo che riporta la storia nel salotto di Holmes e che pur in pochissime pagine regala un ulteriore piccolo colpo di scena, che però lascia l’amaro in bocca.

Ma si sa, non sempre c’è il lieto fine.

PS: mi sono resa conto, rileggendo ciò che ho scritto fino ad ora, di non aver minimamente accennato al contenuto della storia o meglio delle storie che si trovano narrate in questo romanzo. In realtà non voglio negare nessuno sfizio a chi vuole leggerlo e scoprire tutto pian piano, perciò dico solo che si parla di una morte annunciata, la cui spiegazione è collegata con una sorta di loggia che non dimentica i torti subiti, neppure a distanza di decenni…

 

 

«Sarei indotto a pensare…», dissi.
«Anche io», convenne con impazienza Sherlock Holmes.
Credo di essere uno degli uomini più tolleranti e pazienti di questo mondo; ma confesso che quella sarcastica interruzione mi diede fastidio. «Devo proprio dire, Holmes», esclamai in tono seccato, «che a volte lei è davvero irritante.»
Era troppo immerso nei suoi pensieri per controbattere subito.

 

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Set 12, 2012 - Figli    20 Comments

Monello…conservatore

Cara Lilli,

mi sono resa conto di non aver speso molte parole negli scorsi post per il mio monello che più monello non si può. Rimedio subito.

Sai cosa è capitato ultimamente spesso e volentieri? Vedi il suddetto monello girare per casa col suo amato ciuccio in bocca, poi dopo un pò ti ripassa davanti e noti che il ciuccio non c’è più.

Poco male, meglio così, pensi tu. Si, perchè a ben vedere è giunta l’ora di cominciare ad eliminare questo “aggeggio” che pure tanto ti ha aiutato facendo letteralmente da “tappo” quando lui per i più svariati motivi strepitava e piangeva con tutte le forze, specie a casa di estranei, nei negozi o peggio ancora negli uffici pubblici.

Però poi arriva l’ora della nanna e il monello cerca il “tappino gommoso” per abbandonarsi al sonno oppure anche capita che lo vedi mentre sta mordendo e succhiando (e rovinando) qualsiasi cosa gli capiti a tiro (dai propri vestiti ai vestiti degli altri, dalla tappezzeria del divano alla tenda della doccia, e via discorrendo…) e allora pensi “Ma dov’è il ciucciotto? Magari ancora un pò glielo diamo, su…”

Ok, discorso forse non proprio saggio o educativamente corretto, va beh…ma in ogni caso: me la voglio piangere io e la mia coscienza di madre degenere (!!!)…se solo lo trovassi, quel benedetto ciuccio!! Si, Lilli, perchè quando serve e soprattutto se serve con una certa urgenza non lo si trova mai! O dovrei parlare al plurale, perchè i ciucci attualmente in attività sono due, più un terzo praticamente quasi intonso, di scorta.

Il quasi sta ad indicare che qualche volta, dopo ricerche vane in tutta la casa, (sotto il divano, sotto il tavolo, sotto il box, sotto letti e culle varie…) sono ricorsa appunto al terzo ciuccio, per tamponare la situazione.

Poi capita che all’improvviso uno dei ciucci che tanto ho cercato riappaia in bocca o in mano al monello, magicamente. E io che non mi capacito!!

Ecco però che poi si svela l’arcano, perchè capita anche che io vada ad aprire uno dei cassetti dell’armadio verdino in camera della monella e che cosa spunta tra le t-shirt? Un ciuccio! Ecco dove lo aveva nascosto!

E così ora ogni volta che non si trova un ciuccio vado spedita ad aprire i vari cassetti alla portata del monello, che siano quelli dell’armadio già citato o che siano quelli in cucina o quelli della scrivania del computer, e puntualmente da uno sbuca fuori l’osso….pardon! Il ciuccio 🙂 

Eh si, perchè questa cosa che fa il monello mi sa tanto di cagnesco (o di canino) …tipo cane che sotterra l’osso, insomma!

Il mio monello è proprio un conservatore, non ti pare Lilli? Mette al sicuro il suo tesoro e lo recupera all’occorrenza 😉

 

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