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I venerdì del libro (93°): STORIE DI CINEMA A VENEZIA

Cara Lilli,

ero troppo curiosa e così ho subito letto il libro che mi ha spedito in regalo Monica:), alias Unconventional Mom (che ringrazio anaocra!) e oggi te ne parlo per seguire come sempre l’iniziativa di HomeMadeMamma.

Il libro è STORIE DI CINEMA A VENEZIA di Irene Bignardi (critico cinematografico), edito dal Consorzio Venezia Nuova, e in 20 capitoli racconta 20 diverse storie di film che hanno un legame con la città lagunare, perchè vi sono ambientati dal vivo o tramite ricostruzione sul set.

E’ stato interessante scoprire aneddoti e curiosità varie sulla stesura della sceneggiatura, sulla scelta degli attori, sulle difficoltà delle riprese o della distribuzione… Insomma, dietro le quinte che magari non sono noti al grande pubblico e che invece hanno segnato il destino dei film citati.

Si parla di film come “Senso” di Luchino Visconti, “Il Mercante di Venezia” di Michael Radford, “Anonimo Veneziano” di Enrico Maria Salerno, “Pane e tulipani” di Silvio Soldini, giusto per fare qualche titolo.

Una lettura originale, che mi è piaciuta. Solo in due o tre casi, forse perchè si parlava di film che non ho mai visto e che neppure conoscevo di nome (come ad esempio “Eva” di Joseph Losey) ho trovato meno scorrevole il capitolo.

Una cosa positiva di questo libro, poi, è che, essendo i capitoli totalmente staccati l’uno dall’altro e piuttosto brevi, se si ha poco tempo a disposizione si può leggere tranquillamente un pò alla volta senza doversi interrompere nel bel mezzo di una storia :-)

Quello che però non so è dove sia possibile trovarlo, perchè non credo sia in vendita presso le classiche librerie…

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<<Alla ricerca di un mondo diverso, che fosse estraneo alla dimenticata Rosalba, un mondo di cui la casalinga di Pescara non sospettasse neppure l’esistenza, la prima idea che vennea Soldini fu di girare a Marghera. Ma Marghera si rivelò molto diversa da come la pensavano il regista e la sua sceneggiatrice. Poi entrò in campo Mestre. Altra pista falsa. Solo dopo un giro di una settimana nelle zone segrete di Venezia, condotto per mano da uno scrittore veneziano, Roberto Ferrucci, [...] Silvio Soldini scoprì la sua Venezia.E “Pane e tulipani” prese forma.>>

 

I venerdì del libro su altri blog:

 

Un graditissimo pacco-regalo!

Cara Lilli,

venerdì il postino ha recapitato a casa mia un pacchetto molto speciale proveniente da Venezia che ha rallegrato la giornata non solo a me ma anche alla mia monellina riccioluta. Il mittente era la carissima Monica:), alias Unconventional Mom, che ha voluto omaggiarci di due cose molto belle!  Eccole: 

 

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Questo libro ha fatto felice me! Lo leggerò presto e lo recensirò per il Venerdì del Libro prossimamente ;-) deve essere molto interessante, racconta aneddoti e retroscena di film girati a Venezia o che hanno comunque riferimenti alla città lagunare.

 

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E questa deliziosa t-shirt (fotografata fronte-retro!) ha fatto felice la monella, naturalmente! Ha guardato il disegno e ha subito detto “Farfalla!”

E la cosa più bella è che la realizzazione di questa maglietta è stata curata “a sei mani” perchè oltre a Monica:) hanno collaborato attivamente le sue due figliolette, chi prestando le proprie manine per le impronte che fanno da ali alla farfalla, chi prestando le dita per il corpo della farfalla e per scrivere la frase “I belive I can fly” davvero incoraggiante e bellissima!

La ciliegina sulla torta è stata ricevere insieme ai regali una lunga lettera di Monica:)….che gioia!! Che belle le lettere cartacee, che nostalgia!! Io come la mia cara Unconventional Mom sono una grafomane incallita e ho sempre intrattenuto scambi epistolari fin da piccola con amici e parenti lontani da me, ma anche con persone che potevo vedere facilmente ma a cui magari volevo comunicare cose intime e delicate, che poi restassero, fossero in qualche modo tangibili (verba volant, scripta manent….si sa!).

Insomma…se ne sentono di cotte e di crude sui pericoli di intenet, ma per fortuna a volte il web può essere proprio un bel posto, Lilli! Si possono fare incontri importanti, interessanti, creare legami sinceri, alimentando amicizie e affetti pur se da lontano e non conoscendosi di persona.

Monica:) è uno di questi incontri…e sono tanto felice di questo!

Grazie a lei, grazie alle sue bellissime bimbe…GRAZIE DI CUORE!!!

 

Nota aggiunta il 17/07/2012: ma si è capito che la t-shirt è per la monella? E’ un regalino creato espressamente per la mia cucciola, ora che andremo a mare farà faville con questa magliettina!!!

 

Vent’anni (23 maggio 1992-2012)

Cara Lilli,

ieri sera, dopo la visione del film-TV “I 57 giorni” con un Luca Zingaretti straordinario come e più di sempre nel ruolo del giudice Paolo Borsellino, mi sono coricata con uno strano sentimento nell’anima come mi capita spesso quando vedo cose del genere.

Un sentimento molto contraddittorio.

Avevo come un vuoto dentro…la netta percezione di quanto si è impotenti davanti a tragedie come quelle narrate nel film.  Il lato umano di quelle vicende (il figlio di Borsellino che davanti alla bara di Falcone prega affinchè suo padre non faccia la stessa fine, la figlia Lucia che va a dare un esame all’università due giorni dopo l’attentato di Via D’Amelio sapendo che suo padre diceva che ognuno deve fare la sua parte…) mi ha come sempre colpito, come uno schiaffo in pieno viso che lascia il segno.

Ma avevo anche come un senso di consolazione, incredibile a dirsi. Esistono uomini così. Ecco. Fino a quando esisteranno uomini (e per uomini intendo persone, indipendentemente dal sesso) di questa levatura morale, di questa integrità, con questa voglia di crederci, di cambiare le cose, uomini che amano la Vita tanto da mettere in gioco la propria di vita…fino a che esisteranno uomini così c’è ancora speranza.

E oggi sono 20 anni dalla strage di Capaci. 

Di Giovanni Falcone, altro uomo di immenso valore, amico prima ancora che collega di Borsellino, si trovano tante immagini in rete, ma ce n’è una che non conoscevo e che ho notato oggi su qualche blog qua e là.

Questo sorriso buca il monitor. Questo sorriso è probabilmente uno dei più belli e veri che io abbia mai visto. Fatto da un uomo come Falcone, nelle sue condizioni estreme di difensore della legalità con sulle spalle il peso di una risaputa condanna morte da parte della mafia, è un sorriso che non può non trasmettere speranza.

Grazie, giudice Falcone, per averci regalato questo sorriso che parla al cuore e alla coscienza di ognuno.

 

ott 11, 2011 - cinema e tv, ricordi    8 Comments

Un film, un ricordo: Staying Alive

Cara Lilli,

oggi non è di una canzone che voglio parlarti, ma bensì di un film che suscita in me molti ricordi. Si tratta di “STAYING ALIVE” (1983) con Jonh Travolta ancora nei panni del ballerino in cerca di fama Tony Manero, dopo il mega successo di “La febbre del sabato sera” (1977).

In questo secondo film Tony finalmente entra a far parte di un corpo di ballo per un musical a Brodway e da ballerino di fila riesce pian piano a farsi notare dal regista e a diventare coprotagonista con la prima ballerina, Laura. Quest’ultima, bravissima ma presuntuosa e con la puzza sotto al naso, gli fa perdere per un pò la testa, facendogli rovinare il rapporto con la dolce e innamoratissima Jackie, ballerina di fila anche lei nel musical in questione. Ma tutto si ricompone verso la fine, con Tony e Jackie che tornano insieme e con la rivincita che lui si prende sulla spocchiosa Laura.

Forse qualcuno non lo sa e potrebbe anche stupirsene, ma la regia di questo film è di Silvester Stallone (che appare anche per un momento in una scena per strada, tra la folla).

Non è che sia questo grande capolavoro, lo ammetto Lilli (e per di più il personaggio di Tony Manero mi è pure antipatico per certi versi!) però, come spesso accade, le cose acquistano valore per le sensazioni, le emozioni e le memorie che ci suscitano.

Le mie memorie legate a questa pellicola sono di due tipi: ricordo che la prima volta l’ho visto con mio fratello ed è anche stato uno dei primi film che abbiamo registrato insieme, col nostro primissimo videoregistratore nel lontano 1988, trasmesso da Italia 1 (ricordo anche il canale perchè mio fratello conserva ancora quella cassetta!).

E poi ricordo tutte le volte (e sono taaaaante) che l’ho rivisto con la mia simpaticissima compagna di banco delle superiori, ballerina di danza moderna, quando avevamo finito di studiare (e certe volte anche prima di iniziare…eheheh!).

A dire il vero l’intera colonna sonora del film è straordinaria, a partire dai mitici Beegees, e già da sola vale il film, Lilli, ma comunque ci sono secondo me due scene che vale la pena di vedere perchè corredate da musiche bellissime.

La prima è quella in cui Tony prova con Laura per la parte di coprotagonista sulle note di “Dance so close to the fire” e poi parte l’incalzante “Far From Over” di Frank Stallone (il fratello di Sly) che accompagna i vari momenti delle prove fino alla sera della prima a teatro:

 (mi dispiace ma di questa scena ho trovato solo versioni sottotitolate in spagnolo…!!!)

 

E la seconda è quella del finale del musical (sulle note di The winning end” di Joe Esposito) proprio la sera del debutto a Brodway: la premessa è che Laura dietro le quinte ha proposto a Tony di vedersi dopo lo spettacolo, lui rifiuta e lei (gelosa del ritrovato rapporto tra lui e Jackie) gli ha detto acida più che mai: “Non sei nessuno!”. Ebbene, il buon Tony Manero le fa un bello scherzetto una volta sul palco….non lo svelo per non rovinare la sorpresa a chi non ha visto il film ;-)

(anche qui sottotitoli in spagnolo….)

 

Ihihih….forte, eh? L’espressione scioccata e inebetita di Laura  mi ha fatto sempre un gran piacere :-)

Ah, che cosa sono i ricordi, Lilli…ci fanno vagare con la mente  fino a tempi andati e ci fanno velare l’anima di malinconia…

 

I figli sono figli (‘E figlie so’ ffiglie)

Cara Lilli,

sai cosa pensavo poco fa? Quando guardo i miei figli ancora oggi a volte stento a credere che siano miei….cioè, capiscimi: non è che io non li “senta” miei, no, assolutamente! E’ che il miracolo della Vita è talmente immenso, incomprensibile e impenetrabile che a volte stento a credere di aver avuto l’incommensurabile onore e l’altissima responsabilità di questo dono, non una ma bensì due volte (facciamo anche tre, considerando il piccolino/a che purtroppo non è mai nato/a…).

I figli….che cosa incredibile! Che cosa indefinibile, direi…perchè come si possono definire i figli? Tesori, angeli, pezzi di cuore… si, tutte belle parole, ma che non rendono fino in fondo l’idea di cosa siano veramente i figli.

Ed è perdendomi tra queste considerazioni che mi è balenata alla mente una delle frasi più celebri del teatro del Grande Eduardo (De Filippo, per chi non lo sapesse, ma credo siano in pochissimi!) tratta dalla sua commedia Filumena Marturano: “‘E figlie so’ ffiglie“. Punto e basta. Anzi, non basta….perchè in un secondo momento si dirà anche che “so’ tutt’eguale ” (“sono tutti uguali “).

Filumena Marturano è secondo me il più grande capolavoro di Eduardo ed io la conosco praticamente a memoria.

I figli sono figli “. Appunto. Com’è semplice dire questa cosa eppure come è immenso il significato di quest’ affermazione, Lilli! Eduardo in Filumena Marturano ha racchiuso alcune tra le più grandi verità sulla vita e sull’animo umano.

Uno dei momenti più commoventi e straordinari dell’opera è senza dubbio il monologo (uno dei vari, andrebbero citati tutti) di Filumena quando racconta a Domenico Soriano perchè non aveva abortito quando aveva scoperto di essere incinta per la prima volta, quando aveva parlato con la Madonnina delle Rose in un piccolo vicolo di Napoli… Mi vengono i brividi ogni volta che lo riascolto o che lo rileggo, Lilli, credimi…

 

<< Erano ‘e tre dopo mezanotte.
P’ ‘a strada cammenavo io sola. D’ ‘a casa mia già me n’ero iuta ‘a sei mise.
(Alludendo alla sua prima sensazione di maternità) Era ‘a primma vota! E che ffaccio? A chi ‘o ddico?

Sentevo ncapo a me ‘e voce d’ ‘e ccumpagne meie: «A che aspetti! Ti togli il pensiero! Io cunosco a uno molto bravo..».

Senza vulé, cammenanno cammenanno, me truvaie dint’ o vico mio, nnanz’ all’altarino d’ ‘a Madonna d’ ‘e rrose. L’affruntaie accussì (Punta i pugni sui fianchi e solleva lo sguardo verso  una immaginaria effige, come per parlare alla Vergine da donna a donna):

«C’aggi’ ‘a fa’? Tu saie tutto… Saie pure pecchè me trovo int’ ‘o peccato. C’aggi’ ‘a fa’? » Ma essa zitto, nun rispunneva.

(Eccitata) «E accussì ffaie, è ove’? Cchiù nun parle e cchiù  ‘a gente te crede?… Sto parlanno cu’ te! (Con arroganza vibrante) Rispunne!».
(Rifacendo macchinalmente il tono di voce di qualcuno a lei sconosciuto che, in quel momento, parlò da ignota provenienza) «’E figlie so’ ffiglie!».

Me gelaie. Rummanette accussì, ferma.
(S’irrigidisce fissando l’effige immaginaria) Forse si m’avutavo avarria visto o capito ‘a do’ veneva ‘a voce: ‘a dint’ a na casa c’ ‘o balcone apierto, d’ ‘o vico appriesso, ‘a copp’ a na fenesta… Ma penzaie: «E pecchè proprio a chistu mumento? Che ne sape ‘a ggente d’ ‘e fatte mieie? E’ stata Essa, allora… È stata ‘a Madonna! S’è vista affrontata a tu per tu, e m’ha vuluto parlà… Ma, allora, ‘a Madonna pe’ parlà se serve ‘e nuie… E quanno m’hanno ditto: “Ti togli il pensiero!”, è stata pur’essa ca m’ ‘ha dditto, pe’ me mettere ‘a prova!… E nun saccio si fuie io o ‘a Madonna d’ ‘e rrose ca facette c’ ‘a capa accussì! (Fa un cenno col capo come dire: “Si, ho compreso”) ‘E figlie so’ ffiglie!» E giuraie.>>

 

<< Erano le tre dopo mezzanotte.
Camminavo da sola per la strada. Ero già andata via da casa da sei mesi.
(Alludendo alla sua prima sensazione di maternità) Era la prima volta. E che faccio? A chi chiedo un consiglio?

Mi tornavano in mente i consigli delle mie amiche: “Cosa aspetti! Ti togli il pensiero! Io conosco uno molto bravo…”

Per combinazione, camminando camminando, mi ritrovai nel mio vicolo, davanti all’altarino della Madonna delle rose. L’affrontai così (Punta i pugni sui fianchi e solleva lo sguardo verso  una immaginaria effige, come per parlare alla Vergine da donna a donna):

“Cosa devo fare? Tu sai tutto…Sai pure perchè ho peccato. Cosa devo fare?”. Ma Lei zitta, non rispondeva.

(Eccitata) “Tu fai così, è vero? Più non parli e più la gente ti crede?…Sto parlando con te! (Con arroganza vibrante) Rispondi!”.
(Rifacendo macchinalmente il tono di voce di qualcuno a lei sconosciuto che, in quel momento, parlò da ignota provenienza) «’E figlie so’ ffiglie!».

Mi bloccai. Rimasi così, ferma.
(S’irrigidisce fissando l’effige immaginaria) Forse se mi giravo avrei visto o capito da dove veniva la voce: da una casa con un balcone lasciato aperto, dal vicolo vicino, da una finestra…Ma pensai: “E perchè proprio in questo momento? Che ne sa la gente dei miei problemi? E’stata Lei, allora…E’stata la Madonna! Si è vista affrontata di faccia e ha voluto parlare…Ma, allora, la Madonna per parlare si serve di noi…E quando qualcuno mi ha detto: “Ti togli il pensiero!”, era sempre lei a parlare, per mettermi alla prova! …E non so se fui io o la Madonna delle Rose a fare così con la testa! (Fa un cenno col capo come dire: “Si, ho compreso”) ‘E figlie so’ ffiglie!» E giurai solennemente.>>

 

Questa è arte, Lilli. Questa è Filumena Marturano. Questo è Eduardo.

Se qualcuno ancora non conosce questa commedia sarà bene che colmi la lacuna al più presto. Magari lo aiuterò io con qualche altro post…

 

NOTA: avrei voluto inserire un video con l’interpretazione della grande Titina, sorella di Eduardo, per la quale lui aveva appositamente creato il personaggio di Filumena, ma questo passaggio qui non l’ho trovato…Comunque Regina Bianchi è una degnissima sostituta.

 

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