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Set 10, 2012 - pensieri sparsi, ricordi    31 Comments

Sorelle

Cara Lilli,

viviamo in un mondo e in un’epoca da far tremare le vene ai polsi spesso e volentieri. Ma per fortuna ci sono ancora cose meravigliose, cose che ti fanno guardare con occhi più sereni ciò che ti circonda.

Lo senti.

Lo senti quando, giocando a pallavolo in spiaggia, la incontri per la prima volta che tu hai 18 anni e lei solo 12,  ma la differenza di età che fa restare gli altri un pò perplessi su come possiate andare tanto d’accordo e condividere subito tutto per voi non esiste e anzi è una cosa che vi lega di più.

Lo senti quando chili di lettere e chilometri di telefonate colmano il vuoto tra un’estate e l’altra, con l’intermezzo di qualche incontro di pochi giorni da te o da lei, e fanno crescere a dismisura la confidenza.

Lo senti quando nel tuo giorno più bello, davanti all’altare, accanto a te c’è lei a testimoniare l’amore che ti lega al tuo ormai prossimo sposo, così come qualche anno più tardi è lei davanti all’altare col suo amore e tu le sei accanto, a testimoniare la stessa identica cosa.

Lo senti quando la prima persona a cui pensi di telefonare nel cuore della notte, immediatamente dopo aver saputo che tuo padre è morto, è lei, perchè non vorresti ascoltare nessun’altra voce se non la sua.

Lo senti quando al funerale di tua madre, mentre la sinistra è saldamente tra le mani di tuo marito, chi stringe forte la tua mano destra tra le sue è lei.

Lo senti quando non c’è dubbio o dolore o gioia che tu non condivida (seppur a distanza) con lei e con lei prima di tutte le altre persone, così come lei fa con te.

Lo senti quando ci sono cose di te, della tua anima, che solo lei conosce. Lei e nessun’altra persona al mondo.

Lo senti quando, come l’altro ieri, conti le ore, i minuti e i secondi che ti separano dal riabbracciarla dopo quasi un anno e mezzo e, quando finalmente accade, senti come se il cuore fosse tornato a casa dopo un lungo viaggio.

Lo senti quando, come ieri, nel momento in cui la saluti e lei esce dal tuo campo visivo senti, come sempre, le lacrime che premono per uscire dai tuoi occhi e tu non vorresti lasciarle andare come se trattenerle ti distogliesse dal pensiero che non sai quanto tempo passerà prima di poterla rivedere.

Lo senti, quando una persona non è solo un’amica, seppur cara, seppur speciale.

Tu e lei siete di più. Siete SORELLE.

E lo senti.  

 

Ago 23, 2012 - musica, ricordi    12 Comments

Una canzone, un ricordo: SENTIMENTO

Cara Lilli,

devi sapere che il mio papà, cultore di musica classica, di canzoni classiche napoletane e comunque di musica leggera della sua giovinezza, non riusciva quasi mai ad apprezzare le canzoni moderne (più o meno dagli anni ’80 in poi). Diceva che spesso e volentieri erano “rumore” e non musica e che i cantanti moderni non cantavano ma “gridavano” 🙂

Però c’erano delle eccezioni ogni tanto e capirai che essendo poche non posso non ricordarmele!

Ad esempio, rimase molto colpito dalla canzone vincitrice del Festival di Sanremo del 2000, che arrivò alla vittoria forse un pò a sorpresa perchè non era esattamente un brano nazional-popolare: parlo di SENTIMENTO della Piccola Orchestra Avion Travel.

Una canzone che devo dire piacque subito molto anche a me e che ascolto tanto volentieri anche adesso: un testo bellissimo (“Sul mare luccica la nostra barca tesa nel vento il suo nome è Sentimento…”) ,  un’arrangiamento originale, un’atmosfera particolare.

E il mio pensiero quando la riascolto va non solo a mio padre ma anche a mia madre, che pure apprezzava questo brano: ho davanti agli occhi l’immagine di lei che gira allegra per la stanza accennando una danza sulle note del meraviglioso ritornello con in braccio il suo primo nipotino (figlio di mio fratello) di pochi mesi…

Quel ritornello, ancora oggi, mi suscita tanta emozione, con la sua melodia coinvolgente e con le sue parole intense…”Sopra il mare non passa mai il tempo…tempo che non passa mai…ci cercò, ci trovò”…

 

 

SENTIMENTO (Avion Travel) (2000)

Sul mare luccica la luna in transito

biancheggia il corpo di una bestia acquamarina

ed è un incrocio tra il cielo e il fondo

cosa mai vista s’inabissa quando s’alza

maronna mia questo cos’è

Castellammare pesce non ce n’è

 

Sul mare luccica la nostra barca

tesa nel vento il suo nome è sentimento

stella d’argento sono contento

tu m’hai portato nella mano in cima al mondo

stiamo a vedere quando uscirà

con gli occhi cosa ci domanderà

 

na na na….

 

Sopra il mare non passa mai il tempo

tempo che non passa mai ci cercò ci trovò

 

Ma noi chi siamo che ci facciamo

cosa vendiamo delle cose che più amiamo

e stare soli in mezzo al mare

con la paura ogni tanto di affogare

 

Diceva Ulisse chi m’o ffafà

la strana idea che c’ho di libertà

 

na na na….

 

Sopra il mare non passa mai il tempo

tempo che non passa mai ci cercò ci trovò

 

 

Ago 5, 2012 - ricordi    24 Comments

Il periplo del lago Albano e altre storie

Cara Lilli,

eccomi rientrata alla base. Sapessi che bello poter dire che la seppur breve vacanza è andata meglio del previsto, una volta tanto!

Ma oggi non ti racconto della settimana al mare con tutta la famiglia al completo. Lo farò, ma non oggi.

Oggi lasciami ricordare un’altra vacanza, un pò in là nel tempo ma viva nella memoria. 

Castelgandolfo (Roma), 2-6 agosto 2004. Io e il mio amore, allora ancora fidanzati, ospiti di un amico della mia famiglia. Una vacanzina non programmata, venuta fuori un pò all’ultimo momento, quando sembrava che non ci saremmo mossi in alcun modo. Una vacanzina un pò fuori dall’ordinario per me, abituata al classico mare.

Una grande casa a Castelgandolfo, affacciata sul lago Albano. Una bella esperienza: quella del periplo proprio di quel lago, zainetti in spalla con il pranzo al sacco da consumare a fine gita e via! Poco più di 10 km da percorrere piuttosto agevolmente con andatura media in circa due ore e mezza, con la sensazione di aver però abbandonato la “civiltà” perchè appena inizia il percorso vero e proprio, col sentiero sterrato, ci si immerge nel verde e se si è fortunati e non si incotra nessuno si sentono solo i suoni della natura.

Ho un ricordo davvero bellissimo di quella mattinata, io e il mio amore ci godemmo ogni passo di quel percorso.

Poi il giorno dopo di nuovo sul lago Albano, ma stavolta da “bagnanti”: ci sono dei lidi ben attrezzati e io ho anche fatto per la prima (e ancora oggi unica) volta in vita mia il bagno in acqua dolce….strana sensazione, un pò come stare nella vasca di casa 🙂

E poi una gita a Roma, tra monumenti vari e villa Borghese, immensa tanto da perdersi!

E poi un’altra serata a Roma, stavolta con il nostro amico che ci accompagnò in macchina e ci portò a mangiare in un ristorante cinese di sua fiducia, convincendo (o meglio dire “costringendo”!!!) anche il mio povero fidanzato ad assaggiare piatti che non avrebbe mai toccato 😉

E una bella passeggiata per Castelgandolfo, graziosissima, con tanto di fotografia della sottoscritta vicino alla buca delle lettere più antica del mondo (si, proprio così!!) risalente al 1820.

E una serata a Marino a mangiare anche stavolta col nostro amico un gelato buonissimo sotto il cielo stellato.

Storie di giorni passati in allegria e spensieratezza, che giusto ieri ho riportato più nitidamente alla memoria dopo averne accennato per caso in un discorso con mio cognato.

Storie rese più originali e simpatiche dalla presenza dell’amico che ci ospitò: un ex alunno di mia madre, degli inizi del suo insegnamento (nella prima metà degli anni ’60), che è poi entrato quasi a far parte della famiglia; un uomo allegro, dal carattere un pò stravagante, che ha scelto la strada del sacerdozio in età matura (quando aveva più di 40 anni), non un tipo che passa inosservato, insomma. Un “pretino sprint” come lo definì scherzosamente dopo quella vacanza il mio amore perchè (almeno all’epoca) giocava a tennis per tenersi in forma, portava i bermuda, guidava la sua Yaris in modo piuttosto disinvolto e perchè aveva rivestito i sedili anteriori della suddetta Yaris non con i soliti e normali coprisedili, ma bensì con due T-shirt!! 

Una persona intelligente e sensibile, dietro quel lato un pò fuori dal comune.

Un amico affettuoso e prezioso, che quando ad aprile del 2011 ha saputo del peggioramento delle condizioni di mia madre, con cui lui aveva un rapporto molto speciale seppure da un pò di anni quasi solo telefonico, è venuto a trovarla per un ultimo saluto e ha donato a tutti noi familiari, non solo a mamma, un momento bellissimo, celebrando una breve ma intensa e commovente Messa proprio nella camera da letto dove lei giaceva sofferente. Eravamo presenti io e mio fratello con mio marito, mia cognata e tutti e quattro i nostri figli, anche il mio monellino che aveva solo 3 mesi e mezzo. Era sabato 9 aprile. All’alba dell’11 la mia mamma venne a mancare.

Che bello avere amici così, Lilli, anche se magari non si hanno rapporti frequenti. Che bello vivere momenti speciali così, come quella vacanza o come la Messa al capezzale di mia madre.

Ti racconterò presto della vacanza di quest’anno, non preoccuparti.

Oggi però questo mio post era doveroso.

Per te, Rino carissimo, “pretino sprint” che avrei chiamato di certo nei prossimi giorni avendoti nominato giusto ieri, come ho scritto prima, dato che da un pò non ti sentivo nè al telefono nè via mail (quante foto ti ho inviato dei miei monelli e tu hai sempre gioito nel riceverle!).

Invece giusto stamattina ho appreso, guarda tu le coincidenze della vita (o forse no?), che ci hai lasciato in modo piuttosto inaspettato, a 63 anni.

E io ti immagino in Cielo a portare in giro il tuo spirito stravagante e sono certa che hai ritrovato anche la mia mamma e mi piace pensarvi insieme, come quando tu eri il suo alunnetto preferito e lei la tua giovane insegnante di italiano e storia.

 

Nozze di ferro! E flashback: Il giorno più bello…

Cara Lilli,

quest’oggi io e il mio amore festeggiamo le nostre…

ossia il nostro SESTO anniversario di matrimonio! Che felicità!!!

Qui puoi trovare l’elenco di tutti gli anniversari di nozze e come si chiamano.

E per ricordare quel giorno specialissimo, ambìto traguardo e allo stesso tempo inizio di una nuova vita insieme, ho pensato di fare un flashback e riportare qui i due post che scrissi agli inizi del blog e che raccontano come si svolse “Il giorno più bello”…

 

(Prima parte, postata il 3 maggio 2010) 

<< Cara Lilli,

quante persone possono in assoluta sincerità dire, a proposito del giorno del loro matrimonio, che tutto è stato esattamente come desideravano che fosse? Io si, posso dirlo! E mi ritengo fortunata, dato che spesso ho sentito altri rammaricarsi delle cose più svariate riguardanti la cerimonia o anche tutto il “contorno” (abiti, bomboniere, banchetto, servizio fotografico…)

Il giorno del mio matrimonio è stato effettivamente il “giorno più bello”! Io e la mia dolce metà abbiamo progettato tutto da soli, seguendo i nostri gusti (che per fortuna coincidevano).

Indossavo un abito che mi donava molto, in raso color avorio con un leggero strascico e il corpetto decorato con delle perline e soprattutto col velo lungo come avevo sempre desiderato, e mio marito era davvero elegante e affascinante, in un completo nero con camicia bianca, panciotto grigio perla e cravattone dello stesso colore.

La chiesa scelta (la cripta del Duomo di Avellino) era stupenda, addobbata senza esagerare con delle bellissime rose color panna , uguali a quelle del mio bouquet.

Avevo un paggetto d’eccezione: il mio adorato nipotino, figlio di mio fratello, che all’epoca aveva 5 anni e mezzo. Immagina, Lilli, un angioletto biondo con gli occhioni azzurri, vestito di tutto punto con giacca e papillon! Aveva tre compiti speciali: aprire lo sportello dell’automobile per farmi scendere davanti alla chiesa, accompagnarmi per le scale (in discesa) che erano all’ingresso della cripta, dato che il mio povero papà già camminava a stento e non avrebbe potuto farlo, e in ultimo portare le fedi all’altare.

Però Lilli, ci tengo a dirlo, mio padre anche solo per pochi istanti mi ha accompagnato….a metà della navata ho lasciato la manina del mio paggetto e ho dato il braccio a mio padre, che, appoggiandosi al bastone, ha accennato qualche passo…e a quel punto il mio quasi marito ci è venuto incontro e lì si è avverato un mio sogno che può sembrare sciocco ma mi fa venire i brividi per l’emozione ancora adesso se ci penso: il mio tenero “lui” ha baciato mio padre sulle gaunce, poi ha sollevato la mia mano destra e l’ha sfiorata con le labbra, facendo un delicatissimo baciamano!

Ah, Lilli! Non puoi capire cosa sia stato per me! Ho sempre pensato che uno sposo che accoglie la sua sposa non debba baciarla sulle guance perchè mica è una sua amica, nè tantomeno sulla fronte perchè non è sua figlia, nè sulle labbra perchè sarebbe poco opportuno in quel momento…il baciamano invece è un gesto che racchiude in sè romanticismo, eleganza e delicatezza.

Non ero certa che lui l’avrebbe fatto, credevo si sarebbe imbarazzato…e invece mi ha reso davvero felice!!>>

 

(Seconda parte, postata il 4 maggio 2010)

<<Cara Lilli,

a chiunque parlasse con me prima del mio matrimonio dicevo con certezza che avrei pianto dal primo all’ultimo minuto della cerimonia in chiesa… Capirai: io, quella che si è sempre commossa a tutti i matrimoni a cui ha partecipato! Ed invece…incredibile a dirsi, non ho versato una sola lacrima in tutta la Messa!

Non riuscivo neppure io a crederci, ero emozionata, certo, ma il sentimento che prevaleva in me era uno solo: la felicità. Una felicità mai provata prima di allora, una felicità dirompente che mi “obbligava” a sorridere sempre, con un sorriso che ancora oggi, quando rivedo le foto o il video di quel giorno, non riesco a paragonare a nessun altro sorriso che io abbia mai fatto in tutta la mia vita.

La Messa è stata davvero bella: il sacerdote (un amico venuto appositamente da Salerno per celebrarla) ebbe parole meravigliose nella loro semplicità e chiarezza e molti invitati mi hanno poi confermato che è piaciuto tantissimo.

Lo scambio delle promesse e poi delle fedi è stato ovviamente il cuore pulsante di tutta la cerimonia ed io sono riuscita a non smettere di sorridere neppure mentre lentamente pronunciavo quelle parole che, per chi come me è profondamente credente, sono la base di tutta la vita di coppia.

Io e il mio sposo abbiamo letto anche due bellissime preghiere (scelte da noi, ovviamente) prima della benedizione finale.

Poi tutto è proseguto gioiosamente con la corsa col fotografo in una villa a Mercato San Severino (SA), poi con la cena in un grazioso ristorante (di cui eravamo venuti a conoscenza per puro caso e ci aveva immediatamente colpito) in quello stesso comune, cena con portate semplici ma squisite e abbondanti, per poi terminare con il soggiorno per me e il mio neo marito nella sobria e romantica suite messa a disposizione dai proprietari del ristorante stesso.

Per dovere di cronaca, Lilli, devo dirti che in effetti qualche lacrima l’ho versata quel giorno, al di fuori della cerimonia….Prima di uscire dalla chiesa, freschissima sposina, sono stata abbracciata forte forte da una delle mie più care amiche, che è scoppiata in lacrime e mi ha coinvolto in quel pianto. Poi al termine della cena ho fatto una soprersa alla mia testimone, un’amica di Viterbo che è come una sorella per me, regalandole il mio bouquet…lei naturalmente si è commossa e io con lei. Infine, al momento della distribuzione delle bomboniere e dei saluti, un mio carissimo amico mi ha abbracciato e, stavolta senza che lui piangesse, mi sono salite su le lacrime…non so neppure io il perchè. 

Forse non sarei stata veramente io se non avessi manifestato anche il mio lato emotivo, che mi ha sempre caratterizzato….>>

 

Che aggiungere, Lilli? Nulla…solo che sono felice di aver costruito con mio marito, l’uomo della mia vita, una famiglia proprio come desideravamo e che l’amore sempre vivo e profondo sia il nostro punto di forza!

 

Lug 12, 2012 - amore, pensieri sparsi, ricordi    4 Comments

La mèta

Cara Lilli,

oggi, in uno dei miei periodici momenti di acuto romanticismo, ho riletto (per l’ennesima volta) un pò di pensieri dedicati nel tempo all’amore della mia vita.

Mi sono soffermata su uno scritto, risalente a circa tre settimane dopo che il mio sogno di stare con lui si era avverato, che esprime la mia convinzione di aver finalmente trovato la felicità cercata affannosamente nei primi 26 anni della mia vita, dopo una breve storia adolescenziale, una strana e indefinibile storia giovanile,  una lunga storia tormentata (e unilaterale, ahimè!) a far da sfondo ad adolescenza e giovinezza, e qua e là situazioni di scarsa rilevanza, destinate a finire in un nulla di fatto già sul nascere.

Ecco cosa scrissi:

LA META

Ognuno ha una sorgente della felicità:

è nascosta in qualche angolo dell’anima.

Io l’ho trovata per caso

e ho seguito il suo corso:

ho attraversato foreste buie e spaventose,

pianure troppo piccole per scegliere di viverci,

interminabili sentieri,

tutti tristemente uguali tra di loro.

Solo ora ho scoperto la mèta luminosa del mio lungo cammino:

ho seguito il fiume della felicità per tutta la vita…

…e mi ha condotto fino a te!

(06/01/2000)

 

Riscriverei mille volte queste parole, Lilli: a distanza di 12 anni e mezzo posso dire che la mia convinzione di allora  non è stata smentita, anzi…è sempre più radicata in me!

Fortunatamente la mia “mèta” nonchè “metà” è dello stesso avviso 🙂

 

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