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Feb 26, 2012 - pensieri sparsi    28 Comments

Aggiungi un posto a tavola, anzi due…meglio tre

Cara Lilli,

nel titolo del post mi sono fermata a tre, ma avrei potuto continuare con quattro, cinque, sei…

Vorrai sapere di chi sto parlando immagino! Ebbene, ti ricordi del mio amico pettirosso….vero? Te ne ho parlato anche una seconda volta mostrandoti perfino le sue fotografie, qui.

Da quando ha nevicato tanto da sommergere tutto e tutti diciamo che la nostra famigliola si è allargata, cioè abbiamo “adottato” vari altri piccoli amici oltre al pettirosso di cui sopra 🙂

Sarà stata la mancanza di cibo col freddo intenso, quindi il bisogno urgente di trovare mezzi di sopravvivenza….tutto è cominciato con una coppia di uccellini neri e bianchi che alternandosi al pettirosso hanno preso l’abitudine di passare dal mio terrazzo pieno di neve a beccare briciole di fette biscottate e molliche di pane, per poi proseguire con l’arrivo dopo un pò di giorni anche di un gruppetto di passerotti marroncini screziati di nero (ne ho contati un massimo sei contemporaneamente).

Io ho preso l’abitudine di rifornire il “punto di ristoro” sul mio terrazzo con cibo fresco più volte al giorno, dall’alba fino al tramonto. Loro, i nostri “clienti”, di solito mai tutti insieme, cioè o solo il pettirosso o solo la coppia di uccellini o solo il gruppo più o meno numeroso di passerotti, hanno sempre finito tutto fino all’ultima briciola!!

Adesso con la pioggia dei giorni scorsi e col sole di ieri e di stamane la neve è diminuita tantissimo, restano solo i montoni accumulati ai lati delle strade e nei campi, però l’abitudine di passare da me a fare colazione, pranzo, merenda e cena gli amici volatili non l’hanno persa…quindi il mio “punto di ristoro” continua ad essere in piena attività, Lilli.

La monella adora questa cosa. Io le dico: “Adesso portiamo il mangiare agli uccellini” e mi faccio aiutare a mettere fuori una manciata di briciole e molliche e poi lei, quando li vede arrivare a beccare tutto allegramente, li indica ed esclama: “Pappa!”

🙂

 

Feb 19, 2012 - pensieri sparsi    26 Comments

Di solitudine e d’ombra…

Cara Lilli,

è già pò di tempo che volevo scrivere questo post per condividere con te e con chi mi legge una riflessione su me stessa, ma poi lo rimandavo. 

Invece mi sono trovata da venerdì scorso a condividere un dolore, una grossa delusione che forse non pensavo sarebbe stata così coinvolgente per me… Pur non riguardandomi personalmente mi tocca da vicino perchè chi sta soffrendo è una persona a cui voglio bene da mesi e mesi (un anno proprio in questi giorni appena passati, adesso che faccio due conti…) e che merita invece tanta felicità e serenità. Questa situazione mi ha portato a riflettere una volta di più su una cosa che mi ronza in testa da tanto, forse da sempre.

Sai cos’è, Lilli….Ok, sarò strana (chi mi conosce davvero bene più o meno lo sa) ma posso dire che io alla fin fine sento di vivere appieno e “assaporare” più attimi di dolore o se non proprio di dolore direi di malinconia e tristezza che non attimi di gioia…
A volte me li vado proprio a cercare quegli attimi di solitudine e di ombra….riascolto le canzoni che mi fanno ricordare cose che vorrei dimenticare, rivedo vecchi film che mi fanno piangere….masochismo all’ennesima potenza non lo nego!
Ma sarà che paradossalmente sono gli eventi dolorosi e tristi quelli che segnano maggiormente la nostra esistenza, colpendoci come lo scalpello fa con il marmo e modellandoci fino a farci diventare la statua che siamo nel presente…
Le gioie vere e pure sono poche, davvero poche nella vita, troppo poche…è una convinzione che mi porto dentro da un bel pò e che trova continue conferme. E mi sa che non si riescono mai ad assaporare fino in fondo, almeno non nel momento in cui le si vive, perchè c’è troppa euforia che offusca le mille sfumature che andrebbero apprezzate.

Ecco qui…mi sono messa a esaminare tutto, anche i miei sentimenti, con un occhio che scruta e studia e vuole darsi spiegazione di ogni cosa.

Probabilmente è uno dei miei peggiori difetti l’essere a volte di una razionalità spaventosa, ma sono fatta così: cuore e cervello mi funzionano alternandosi…e io alterno momenti di gioia e tenerezza a momenti di grande tristezza consapevole e in qualche modo “fredda”.

Perdona il discorso un pò contorto e non esattamente leggero, Lilli…è inutile, io quasi sempre risulto essere simpatica e di solito tutti mi dicono che sono una compagnia divertente e allegra, ma nell’anima, proprio in fondo all’anima sono fondamentalmente solitaria e malinconica.

…E poi…e poi si volta pagina e magari c’è un bel sorriso…magari quello di mia figlia che vuole scherzare facendosi dire che è brutta per rispondere “Dooooo!”  (la enne proprio non le vuol uscire!!) ed esclamare tutta felice “Beeeeella!!!” 🙂

 

San Valentino…oggi come allora!

Cara Lilli,

oggi è la festa degli innamorati. Non voglio badare al lato puramente ed esageratamente consumistico della ricorrenza (lato che, tra parentesi, non ha mai interessato nè me nè il mio tesoro, che abbiamo fatto sempre le cose in piccolo, simbolicamente). Io voglio invece ricordare il primo San Valentino insieme, giunto dopo poche settimane dallo sbocciare del nostro amore: emozione, un lieve, tenero imbarazzo, felicità allo stato puro.

E un biglietto, con su disegnato un paesaggio notturno, con il cielo stellato e una “licenza” artistica: non una sola, ma tante falci di luna. C’era poi una figura maschile che ammirava il cielo e una scritta che diceva : “L’incantatore di lune“.

Lo scelsi con cura per il mio lui non per doverci accompagnare chissà che regalo, ma solo un pensierino, e già immaginavo cosa ci avrei scritto all’interno…

 

L’INCANTATORE DI LUNE

Il nostro amore è un cielo,

tesoro mio,

limpido e sconfinato

in cui ogni notte sorgono,

una dopo l’altra,

dieci, venti, cento falci di luna

sottili e luminose.

Ritornano sempre,

non mancano mai

perchè tu le hai incantate

con i tuoi occhi intensi

che esprimono solo amore.

Con quegli occhi hai incantato anche me

fin dal primo momento.

Come le falci di luna

anche io non so resistere al tuo richiamo.

Resterò con te per sempre.

(14/02/2000)

 

E oggi come allora, Lilli, il mio incantatore di lune è ancora all’opera ed io non so resistere al suo richiamo….

 

Feb 7, 2012 - Figli, pensieri sparsi    38 Comments

Quando “palla” non è solo una parola

Cara Lilli,

c’è un concetto che io ho sempre amato esprimere: tutto è relativo. Si, di assoluto c’è ben poco, ne sono fermamente convinta. Ci sono cose che hanno significati e valori diversi a seconda di chi le vive, se si tratta di esperienze o avvenimenti, e a seconda di chi le dice, se si tratta di parole.

E in questo caso ti voglio portare l’esempio di una parola, una semplice parola di uso comune che tu diresti: che altro senso può avere se non quello che tutti le attribuiscono? Prendi la parola “palla” e dimmi: cosa potrebbe mai indicare se non un oggetto sferico che può essere di grandezza e materiali diversi ma che comunque resta sempre un oggetto di forma sferica che rotola?

Ebbene, se questa semplice parola la pronuncia un qualsiasi bambino di 4 anni e mezzo circa la sua mamma neppure ci fa caso, è normale così. Ma se la pronuncia una bambina di 4 anni e mezzo circa che fino ad un attimo prima avevo detto solo stentatamente “mamma” e “papà” e ripetuto le vocali e qualche sillaba come “ba-be-bi-bo-bu” o “ta-te-ti-to-tu”…beh, assume tutto un altro valore e significa: “Ecco, forse ho trovato la chiave per aprire la simbolica porta della comunicazione verbale e adesso inizia una nuova epoca per me!”.

Va bene, Lilli….te l’ho portata un pò a lungo, perdonami, ma ciò che voglio farti sapere in realtà è che la mia monella riccioluta ha proununciato distintamente la parola PALLA!!! Si, hai letto bene!!! A dire il vero è accaduto una ventina di giorni fa ma ho voluto aspettare di vedere come si evolveva la situazione prima di darti la notizia, questa notizia che desideravo darti non sai da quanto tempo e che in certi momenti di sfiducia ho temuto che non avrei mai potuto darti…

Ebbene ora non solo posso raccontarti di come l’ha detto una volta, poi due, tre, poi tantissime volte, ma anche di come a “palla” sono seguite nel giro di pochi giorni altre parole: “latte”, “auto”, “pera”, “pipì”, “pappa”, “Lella” (alla domanda: come ti chiami?), “si” (adesso davvero deciso) e “do” per no e poi accenni di parole (“agua” che sarebbe acqua, “totto” per biscotto, “tao” per ciao, “Atotio” alla domanda: come si chiama il fratellino?) che per adesso sono solo tentativi  ma che dimostrano come lei ora, FINALMENTE, desideri imparare a parlare.

Lo aveva detto già da molte settimane la logopedista che la comprensione era davvero buona, che era alta la soglia di attenzione durante le sedute di terapia e che prima o poi tutto ciò che “entrava” in qualche modo sarebbe anche “uscito”, quando la monella avrebbe sentito dentro di sè lo stimolo, il desiderio di parlare per davvero, di esprimersi, di farsi capire dagli altri non più a gesti o con i capricci e i pianti.

E sai la cosa troppo carina? Molte delle parole che cerca di pronunciare sono i nomi dei suoi pupazzi preferiti!!

Fa un suono buffo che non so riprodurre per iscritto per indicare “Tinky Winky”, poi dice “Pippi” per indicare Dipsy, “Lala” e “Po” li dice bene (sono troppo facili!) e poi non può mancare all’appello Winnie The Pooh, per lei solo “Pu”, e naturalmente l’amata gattina che da Hello Kitty nella sua lingua attuale diventa “Alo Titti” 🙂

E quando le canto “Tanti auguri…” e mi fermo, lei sorride con tutta la dentiera (!!) e continua dicendo”…a te!” e andiamo avanti con tutta la strofetta e alla fine batte le mani felicissima 🙂

Ecco, è questo il punto importante: la mia monella è felice! E’ orgogliosa di sentirsi dire che è stata brava, è contenta di provare a dire varie cose anche se non ci riesce ancora….ma lei ora si butta, sbaglia, storpia le parole e ne ride, proprio come fanno normalmente i bambini ad un anno e mezzo/due  o poco più….e il fatto che lei di anni ne abbia quasi 4 e mezzo la rende mille volte più tenera.

Credimi, Lilli, è commovente vederla sforzarsi per pronunciare quei suoni che sono una vera e propria conquista per lei. Ed io, che sono la sua mamma e che non ci ho dormito la notte pensando che forse non avrebbe mai parlato, ora non posso che sciogliermi letteralmente davanti a questo piccolo-grande miracolo.

So che questo è soltanto l’inizio, che di lavoro a da fare ce n’è tanto, che parlare non è la sola cosa che deve imparare a fare bene, ci sono altri problemi da affrontare e da risolvere. Ma siamo sulla buona strada, ora ne ho la conferma.

Amore della mamma sono tanto orgogliosa di te!!!

La frenesia: invito alle “campane”!

Cara Lilli,

leggi un pò qui:

Proposta alle blogger campane

Ehi voi,
belle meridionali che ingrossate le fila del mommyblogging,
quante sono le campane? (Nel senso di regione non di cosa che suona sopra le chiese).
Chiunque voi siate e di qualunque argomento vi occupiate la mia proposta, già raccolta da alcune di voi, è:

LUNEDI 6 FEBBRAIO

Pubblica anche tu un post sulla Frenesia!

Quella bella e quella brutta!

Dopodichè linka il tuo post nei commenti a tutte noi partecipanti.

Contiamoci e Con-dividiamoci.
Non si vince una mazza,
ma un pò di rete si fa!

 

Questa è l’iniziativa lanciata da Mammaspettacolare ed io, da brava “campana”, ho pensato di scampanellare…pardon, di aderire eheheh 🙂

Se devo essere sincera io ritengo di essere una persona frenetica, ma solo nella mia testa.

Ok, mi spiego: sono il tipo che pensa a cento cose contemporaneamente, mi faccio un sacco di problemi mentali, mi faccio prendere dal panico perchè ho tante cose da fare e il tempo è poco, mi ricordo sempre di nuove cose da aggiungere a quelle che avevo già in mente….e il tutto in condizioni non ottimali, ossia con due monelli piccoli e…monelli, appunto!!

Certo io non lavoro, ma lo stesso mi sembra che il tempo sia insufficiente per tutto. Se lavorassi credo che potrebbe anche venirmi un “infarto mentale” per coniare un neologismo medico 🙂

Eh si, perchè a livello mentale, come dicevo all’inizio, io sono la frenesia in persona. Però…però accade spesso e volentieri una cosa strana: quando poi devo passare all’azione gran parte di quella frenesia si attutisce, si smussa, diventa accettabile.  Normalmente riesco a fare le cose necessarie, mi organizzo meglio possibile e a volte ci scappa pure il superfluo, quello che credevo proprio di non poter fare. Normalmente, ho detto. Perchè capita anche che non ci riesca, neppure per il necessario…e allora pazienza! Sono umana, non un robot!

Le paranoie me le faccio venire solitamente di notte e la mattina presto (complici le alzatacce che i miei adoraaaaaabili e insonni pargoli mi fanno fare) e mi sfogo spesso con il mio amato e pazieeeeeeente marito appena si sveglia anche lui, ma poi mi “pento” e mi calmo, venendo a più miti consigli.

Per dirla tutta un pò di frenesia “positiva” ce l’ho per ciò che riguarda la blogosfera, perchè da quando mi sono lanciata all’avventura nel web questa attività che è tutta mia, di svago e di sfogo, mi mette addosso un pò di “sana elettricità”! <<Cosa scriverò nei prossimi post? Quanti giorni sono che non pubblico qualcosa? Ho fatto il mio solito giro tra i blog amici?>>… ecco cosa mi frulla per la testa nei momenti di pausa tra una faccenda domestica e l’altra, tra una pappa e un cambio di pannolino. o cose simili. E in questo caso non mi lamento per le energie mentali che se ne vanno…anzi, sono contenta così!

Poi comunque, quando capitano giorni come questi ultimi, per quanto si possa essere presi dalla frenesia, è Madre Natura che detta i tempi e sono tutt’altro che frenetici, anzi….tutto va inevitabilmente al rallentatore quando, come me stamattina, ci si alza  e ci si trova davanti uno scenario simile…

 

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 🙂

 

“Campane” che partecipano all’iniziativa:

 

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