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Apr 20, 2012 - libri e fumetti    16 Comments

I venerdì del libro (81°): YOLANDA LA BUGIARDA

Cara Lilli,

eccoci ad un nuovo appuntamento con HomeMadeMamma e quindi con la lettura.

Oggi ti parlo di un libro che mi è molto piaciuto, comprato dalla sottoscritta per l’irrisoria cifra di € 0,60…proprio così! Giuro!! E’ edito dalla Giunti, fa parte della collana Astrea Pocket, è stato stampato nel 1999 e conta 316 pagine. Dove l’ho preso? Su Amazon.it c’è una sezione dedicata ai libri in vendita con sconti del 55%: si tratta delle Offerte Remainders, ossialibri nuovi ma provenienti dalle eccedenze di magazzino o dagli stock di copie invendute dagli editori che potrebbero presentare segni di vecchiaia sulla copertina”. Fantastico, no? Il mio acquisto era in buone condizioni, devo dire.

Premesso questo, ti dico che il romanzo in questione è YOLANDA LA BUGIARDA di Julia Alvarez, autrice di origine dominicana, trapiantata negli USA che non avevo mai sentito nominare, nella mia somma ignoranza!

E’ un romanzo piuttosto singolare: la protagonista, Yolanda, detta Yo (che guarda un pò è una scrittrice nata nella Repubblica Dominicana e poi trasferitasi negli Stati Uniti con la famiglia, in fuga dal regime dittatoriale) ci viene presentata da più voci narranti. 

Tutto parte dalla pubblicazione di un suo romanzo che manda su tutte le furie i suoi familiari che si riconoscono nei personaggi della storia, esposti alla curiosità e ai commenti della gente.

Come “vendicarsi” di questa parente sfacciata? Ecco che madre, sorelle, cugine, ma poi anche ex fidanzati, amiche, domestici, decidono di dire la loro, di raccontare aneddoti di vario genere su Yolanda, la quale si porta dietro fin da bambina l’etichetta di “bugiarda” perchè ha sempre avuto il pallino di inventarsi storie.

Il risultato è il ritratto di una donna originale, generosa, testarda ma anche sensibile, insicura, con un’irrequitezza interiore che viene a galla periodicamente.

Il capitolo più bello per me è stato quello finale, in cui Yolanda viene “raccontata” da suo padre, che è la persona che si mostra forse più comprensiva e più vicina con l’animo alla figlia, dandole una sorta di benedizione che sembra riabilitare, ovemai ce ne fosse bisogno, la figura di questa donna così particolare.

Questo romanzo l’ho letto senza fretta, in alcuni giorni, gustandomi uno ad uno i vari capitoli che hanno il pregio di essere collegati tra loro da un filo conduttore (Yo) e allo stesso tempo sono anche un pò racconti “finiti”, sono storie nella storia insomma.

 

 

 <<Di tutte le mie figlie, quella che ho sempre sentito più vicina è Yo. Mia moglie dice che è perchè siamo molto simili, e quando lo dic esi piccha il pugno sulla testa. Ma non è per questo che io mi sento più vicino a Yo. Lei mi guarda, e so che mi può vedere indietro nel tempo, da quando ero un ragazzino in pantaloni corti e alzavo la mano in quella scuola fatta di legno di palma. […] Perchè ho avuto la grazia – e a volte la disgrazia – di avere una bambina che capisce i segreti che serbo in fondo al cuore. Non dovrei dire più bambina, perchè è una donna adulta che comincia già a preparasi. Adesso quando mi guarda riesce a vedere la buca scavata di fresco nel cimitero di montagna vicino al villaggio dove sono nato, il baluginio del fiume fra gli alberi.>>

 

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Apr 13, 2012 - libri e fumetti    30 Comments

I venerdi’ del libro (80°): IL GUSTO PROIBITO DELLA CANNELLA

Cara Lilli,

la giornata del venerdì, si sa, sul mio blog come su tanti altri è quella dedicata alla lettura e ai libri, grazie all’iniziativa lanciata da HomeMadeMamma.

E allora eccomi a parlarti di un romanzo letto da poco, IL GUSTO PROIBITO DELLA CANNELLA – Segreti e bugie di madri e figlie, di una scrittrice, Monica Pradhan, figlia di immigrati indiani negli Stati Uniti.

Come un pò mi è capitato per Le amiche del venerdì sera di Kate Jacobs, questo libro mi è piaciuto per lo stile moderno, diretto, scorrevole e per degli spunti interessanti nella storia, narrata tra l’altro nel caso della Pradhan in modo originale perchè i vari capitoli sono scritti in prima persona come se a raccontare fossero, alternandosi, le varie protagoniste.

E le protagoniste sono sei donne, tre madri e tre figlie (le prime immigrate indiane negli Stati Uniti, le seconde nate e cresciute in America) legate tra loro da vincoli di amicizia.

Ma, sempre come per il romanzo della Jacobs, questo libro mi ha leggermente deluso perchè mi aspettavo forse un pò di più date le premesse. Non che pensassi ad un capolavoro, però forse ho trovato un pò scontate alcune vicende e questo quindi ha fatto a tratti perdere mordente alla storia. Ma nel complesso è stata una lettura piacevole, che mi ha impegnato per alcune giornate (o meglio, per alcune ore di alcune giornate!!) svagandomi e mi ha fatto conoscere anche qualche tradizione indiana, perfino culinaria.

E questa è una nota positiva del libro, Lilli: ci sono alla fine di ogni capitolo delle ricette indiane molto stuzzicanti! Carina come idea, no?

Ti riporto ciò che è scritto sulla quarta di copertina:

Da decenni sono inseparabili. Fiere delle loro origini, cucinano piatti tradizionali, amano la lingua, i cibi, i profumi indiani. Compilano lunghi ricettari da tramandare alle nuove generazioni e con coraggio e caparbietà difendono il loro mondo. La memoria per loro sa di curry e cannella. Ma le figlie di queste donne decise e appassionate non ne possono più: nel circolo Hindi-Bindi – così le ragazze chiamano l’affiatato gruppo delle madri – non entreranno mai. Preity, Kiran e Rani si sentono e sono americane fino in fondo: combattono le antiche convinzioni per affermare le proprie, provano a dimenticare i colori e i suoni dell’India per cercarne di nuovi. Ma il legame tra una madre e una figlia non si può recidere, il gusto e il sapore di quella terra non si possono cancellare. Dopo aver fatto le proprie scelte e aver vissuto delusioni e successi, le figlie dovranno affrontare il passato per vivere un nuovo presente. Cercando come le madri di proteggere i propri sogni e di continuare ad avere un cuore pieno d’amore.”

Questa è una di quelle storie che si prestano secondo me ad essere trasposte in un film.

 

 

Trascrivo qui una delle ricette indiane del libro, scelta tra le più corte perchè se no ci impiegavo una vita a copiarla 😉

KOSHIMBIR DI POMODORI

Ingredienti per 4 porzioni:

– 2 tazze di pomodoro a dadini

– 1 tazza di cipolla gialla tritata

– 3/4 di tazza di coriandolo fresco, tritato e diviso in 1/2 e 1/4

– 1/4 di tazza di panna acida o yogurt bianco

– 2 cucchiaini di zucchero

– 1/2 cucchiaino di sale

Mettere tutti gli ingredienti in una scodella, eccetto 1/4 di tazza di coriandolo fresco. Mescolate bene.

Si può servire subito o far raffreddare per un’ora.

Prima di servire guarnire con il coriandolo fresco rimasto.

 

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Apr 6, 2012 - libri e fumetti    26 Comments

I venerdì del libro (79°): QUIZ BOX “ANIMALI”

Cara Lilli,

in questo Venerdì Santo torna l’appuntamento con HomeMadeMamma e la sua iniziativa, però io stavolta non ho molto tempo da dedicare a recensioni più aprofondite e dunque mi limito a segnalare un simpatico, piccolo dono che ho fatto tempo fa a mio nipote che lo gradì molto: una delle scatole di latta con schede illustrate e domande a risposta multipla della Giunti Junior, collana Quiz Box, con protagonisti in questo caso gli animali.

Già Stefania di Libri ed Emozioni alcuni venerdì fa parlò di questo tipo di scatoline con schede anche se nel suo caso erano di un’altra collana, la Chef Box.

Per ciò che riguarda la “Quiz Box – Animali”, che è quella che io conosco personalmente, si tratta di schede ben fatte, adatte a bambini dei primi anni delle scuole elementari (infatti la Giunti le consiglia per i 6-8 anni) ma che possono senz’altro interessare anche i più grandi, perchè le risposte non sono sempre così scontate.

Con mio nipote abbiamo passato molto tempo a giocare, a sfidarci in una battaglia di domande e risposte con gran divertimento di entrambi devo ammettere 🙂 

Inoltre il prezzo è contenuto (€ 4,90) e questo non guasta.

Animali

<<In quale deserto vive il fennec? Di che colore è l’ermellino in inverno? 50 coloratissime carte con 100 domande e 100 risposte sugli animali del mondo. Qual è la risposta giusta? Gira la carta e controlla! Un formidabile gioco per imparare e divertirsi da soli o in compagnia, con gli amici o in famiglia.>>

 

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Mar 30, 2012 - libri e fumetti    24 Comments

I venerdì del libro (78°): LA VALIGIA DEL SIGNOR BUDISHOWSKY

Cara Lilli,

per questo nuovo appuntamento con la lettura creato da HomeMadeMamma oggi ti parlo di un breve romanzo di un’autrice italiana per me nuova, Isabella Bossi Fedrigotti: LA VALIGIA DEL SIGNOR BUDISHOWSKY.

L’ho letto un paio di giorni fa, in un pomeriggio (stranamente) più tranquillo del solito. Basta davvero poco per finire questo libro: sono solo 151 pagine (comprese quelle con i titoli dei vari capitoli-racconti che compongono la storia) scritte a caratteri piuttosto grandi.

E la storia è molto semplice, familiare…nel vero senso della parola: cioè, descrive la fanciullezza e l’adolescenza di quattro fratelli (due maschi e due femmine, di cui una è la voce narrante) attraverso aneddoti sulle vacanze al mare o in montagna, sul collegio e sulle discussioni in famiglia.

A fare da “collante” tra i racconti (pretesto narrativo, come lo definisce la quarta di copertina) è la valigia del titolo: una grossa, vecchia, un pò malandata valigia che porta il nome del pellettiere boemo che l’ha fabbricata. Una valigia adoperata per i viaggi dei ragazzi o per le minacce (senza reale seguito) di andar via di casa del papà. Una valigia sopravvissuta negli anni a tante traversie, a macchie d’olio o di brodo, a trasporti movimentati e che alla fine del libro ritroviamo ancora nella soffitta della vecchia casa in cui la figlia-voce narrante torna da adulta.

Lo stile scorrevole e le vicende molto normali che l’autrice racconta hanno fatto si che questa lettura mi risultasse gradevole, pur senza entusiasmarmi tanto da gridare al capolavoro.

E’ un libro minimalista che consiglio a chi desidera rilassarsi per un paio d’ore e perdersi in quella sensazione di malinconia dolce-amara inevitabile nel ripensare alla propria infanzia e alla propria adolescenza…

 

<<Finita la scuola, noi bambini dovevamo partire subito, a precipizio, per il mare, probabilmente per non perdere i buoni prezzi della bassa stagione. I genitori naturalmente restavano a casa. […] Partivamo con la nostra minuscola tata che, uno dopo l’altro, intorno ai dodici anni, avremmo superato in altezza. […] Pesantissima anche vuota era questa valigia, di cuoio vecchio, indurito, pieno di macchie e di segni scuri simili a lividi; nel lessico familiare si chiamava – e ancora si chiama perchè tuttora esiste – “Budishowsky”, dal nome del pellettiere boemo di Brno, che negli anni Venti l’aveva realizzata per nostro padre bambino e per suo fratello e per sua sorella.>>

 

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Mar 23, 2012 - libri e fumetti    32 Comments

I venerdì del libro (77°): TRIPLO

Cara Lilli,

riecco la rubrica del venerdì con cui seguo la scia di HomeMadeMamma. Stavolta ti propongo una lettura thriller fatta il mese scorso: TRIPLO di Ken Follet.

E’ stato per me il secondo libro di questo stimato autore, dopo L’uomo di Pietroburgo. Il protagonista è un agente segreto israeliano alle prese con una missione quasi impossibile e la storia è ambientata nel 1968. 

Devo essere sincera? Dopo un inizio che mi ha intrigato abbastanza, c’è stato un momento in cui ho temuto di annoiarmi. Eh si…mi sono un pò persa tra le vicende politiche, tra i nomi dei vari servizi segreti e degli agenti, tra i meccanismi che mi sembravano lenti e a tratti poco chiari.

Poi però c’è stata una svolta: nell’intreccio politico-militare si è inserito l’elemento “storia d’amore”. Detto così potrebbe sembrare banale, potrebbe far pensare ad uno svilimento del genere thriller, ridotto a romanzo rosa. Ma ti assicuro che l’innesto sentimentale è stato fatto in modo originale e coinvolgente e non ha tolto nulla, anzi semmai ha aggiunto vigore e suspance alla vicenda principale.

Vicenda principale che vede il suddetto protagonista, Nat Dickstein (ebreo sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti) organizzare un furto di uranio per impedire che l’Egitto, supportato dall’Unione Sovietica, appronti un arsenale di ordigni nucleari che potrebbe condurre Israele ad una fine prematura.

Lottando contro KGB, servizi segreti egiziani e Fedayn (terroristi palestinesi), Dickstein si districa tra mille difficoltà e trova l’amore di una giovane donna per metà inglese e per metà araba che lo metterà in crisi e che sarà una delle sue armi vincenti.

Non posso dire altro…se no toglierei ogni gusto a chi volesse leggere questo romanzo che, dopo il breve momento di “stasi”, mi ha tenuta incollata alle pagine degli ultimi capitoli.

<<Ci fu una volta, soltanto una volta, in cui si trovarono tutti insieme. Si incontrarono molti anni fa, quando erano molto giovani, prima che tutto questo accadesse; ma l’ombra di quell’incontro si proiettò ben oltre attraverso gli anni. Accadde la prima domenica di novembre del 1947, per essere precisi; e ciascuno di loro incontrò tutti gli altri – anzi per pochi minuti si trovarono tutti in una stanza.>>

 

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