Browsing "libri e fumetti"
Mag 25, 2012 - libri e fumetti    14 Comments

I venerdì del libro (86°): STORIE DI SOGNI E DI ASSASSINI

Cara Lilli,

il libro di cui voglio parlare oggi per partecipare all’iniziativa di HomeMadeMamma l’ho finito ieri pomeriggio. Si tratta di STORIE DI SOGNI E DI ASSASSINI di Malika Mokeddem, un breve romanzo d’ispirazione autobiografica che mi è molto piaciuto.

La storia è quella di Kenza, una donna algerina nata nel 1962, anno dell’indipendenza del suo Paese dal colionalismo francese.

Dopo la separazione forzata da sua madre, esiliata in Francia, quando aveva solo pochi mesi ad opera di un padre dispotico, rozzo e, come lo definisce la protagonista stessa, “malato di sesso”, la vita di Kenza è un continuo vivere vessata dai propri familiari (oltre al padre i fratellastri, tranne uno che si rivela essere più simile a lei) fino a quando trova rifugio in un collegio, grazie ad una borsa di studio.

Verrà a sapere che sua madre, ancor giovane, è morta: seguiranno anni passati tra grandi disagi a rivendicare il suo diritto all’autodeterminazione e all’emancipazione, proseguendo gli studi, laureandosi in Lettere fino ad arrivare alla nomina ad un posto di professore, mentre l’Ageria precipita nel totalitarismo più duro e in un clima di terrore.

Abbandonata dal fidanzato, sentendosi continuamente minacciata dal regime per le sue idee “democratiche”, Kenza decide di partire per la Francia in cerca della donna che le aveva anni prima comunicato la tragica fine di sua madre, per cercare la verità e trovare libertà e pace.

Un libro forte, ma non nel modo più classico del termine. Non ci sono racconti dettegliati e cruenti delle persecuzioni ai dissidenti, nè delle violenze sulle donne e così via. E’ una storia forte per i pensieri pesanti che assillano la mente di Kenza (che è poi la voce narrante della sua stessa storia) e che fanno da specchio alla società spietata ma allo stesso tempo allo sbando in cui si trova a vivere, è forte per il suo essere in cerca di un’identità, è forte per il suo amore-odio verso una patria che l’attrae e la respinge…

L’autrice è brava a creare due figure che saranno in qualche modo compagne di Kenza da piccola e da adulta e che a me sono sembrate essere l’una quasi un completamento dell’altra: Alilu, un bimbo del deserto, il solo amico della sua misera infanzia, sognatore, impertinente, allegro, scomparso nel nulla senza spiegazioni quando aveva nove anni; e Slim, un adolescente “mezzo del Mali, mezzo algerino e mezzo francese” (come si presenterà lui stesso) che Kenza conosce il giorno stesso del suo arrivo in Francia, altrettanto impertinente, intelligente e simpatico, sempre in skateboard o sui pattini a rotelle, che saprà comprenderla e che le sarà insperatamente di aiuto.

Un libro che io ho scelto di scaglionare in più giorni, forse perchè ho avvertito la necessità di fare miei i pensieri di Kenza, il suo sentire, con un pò di calma, a piccole dosi. Ma è una cosa molto personale, credo che ci sarà chi l’ha letto o lo leggerà tutto di un fiato, preso dalla storia.

Non esiste il modo giusto di leggere un libro, dopo tutto.

 

Storia di sogni e di assassini

 

<<Amare è farsi forti di due volontà per affrontare le orde dell’intolleranza. Sapere è inebriarsi la mente di luci e comprendere che l’oscurantismo ci avvilisce tutti. E’ riappropriarsi della vita, imparare a difenderla, a denunciare. E a dire no.>> 

 

I venerdì del libro su altri blog:

 

Mag 18, 2012 - libri e fumetti    18 Comments

I venerdì del libro (85°): IL DELITTO DI COMPARE BONIFACE

Cara Lilli,

pochi giorni fa mio marito ha fatto un ordine su Amazon, io a mia volta ho messo in lista alcuni libri economici ma interessanti (di cui ti parlerò man mano che li avrò letti!) e poi ho scoperto che il suddetto maritino aveva aggiunto all’ultimo momento un altro titolo, dovendo arrontondare la cifra totale per godere di uno sconto o qualcosa del genere.

La scelta l’ha fatta da solo cercando tra i Remainders che costassero circa un euro (io dormivo già quando ha completato l’ordine).

E così mi sono trovata ad avere un piccolo libretto del famoso Guy de  Maupassant, IL DELITTO DI COMPARE BONIFACE. L’ho letto subito e te ne parlo oggi per partecipare all’iniziativa di HomeMadeMamma.

Mio marito in verità lo ha scelto in fretta e furia semplicemente perchè il titolo gli sembrava quello di un giallo (genere che lui sa che mi piace molto) ma se avesse fatto una minima ricerca avrebbe scoperto che si tratta in realtà di una raccolta di 9 brevi racconti che sono accomunati dall’avere ad oggetto situazioni un pò piccantine.

Le pagine di ogni storia scorrono veloci. Lo stile è lieve e piacevole, lasciando spazio a dei sorrisi, in alcuni racconti (come “La serra” o “Il delitto di compare Boniface”) ma passa a toni più mesti e drammatici in altri (come “I Baffi” o “Il letto 29”) fino ai toni più cupi che narrano la tragicità della follia in “La Chioma”.

La capacità di catturare l’attenzione del lettore è certo una nota a favore di questo libretto, che a me è piaciuto proprio perchè Maupassant ha saputo creare figure ben delineate e situazioni originali senza scadere nella volgarità gratuita e per di più nello spazio di poche pagine (spesso non più di 8).

Insomma: lo consiglio per un’ora di lettura un pò insolita.

 

 

Dal racconto I BAFFI:

<<Oh! mia cara Lucie, non lasciarti mai baciare da un uomo senza baffi. I suoi baci non hanno nessun gusto, nessuno, nessuno! Non c’è più il fascino, la morbidezza e il sapore, si, il sapore di un vero bacio. Sono i baffi a renderlo piacevole.>>

 

I venerdì del libro su altri blog:

Mag 11, 2012 - libri e fumetti    22 Comments

I venerdì del libro (84°): LA MIA FAMIGLIA E ALTRI ANIMALI

Cara Lilli,

seguo volentieri anche questo venerdì HomeMadeMamma e lo faccio segnalando un libro che in realtà già è stato proposto nell’ambito di questa iniziativa, tanto è vero che io l’ho acquistato proprio dopo aver letto la recensione entusiasta di Tamara (seguita dopo un pò da un’altra recensione positiva di Aliceland): si tratta di LA MIA FAMIGLIA E ALTRI ANIMALI di Gerald Durrell.

E’ un testo che mi è piaciuto tantissimo e che narra la storia vera della famiglia Durrell negli anni trascorsi sull’isola greca di Corfù, quando Gerald era solo un ragazzino. Un ragazzino vivace e curioso, amante già a quell’età della natura e degli animali in modo spasmodico, tanto che da adulto è diventato un importante zoologo.

La particolarità del libro non sta tanto nelle parentesi sulla fauna locale (a volte un tantino troppo dettagliate per chi non è particolarmente appassionato), quanto nel modo in cui tutto viene raccontato e soprattutto nella bizzarra natura dei componenti della famiglia Durrell (madre e 4 figli: Larry, Leslie, Margo e Gerald) e dei personaggi che ruotano intorno a loro durante la permanenza a Corfù.

L’autore fa sfoggio di una vena umoristica notevole, il libro a tratti è esilarante, con siparietti degni quasi del miglior Jerome K. Jerome di Tre uomini in barca (che sai io amo alla follia!).

Un libro che nel complesso fa dunque sorridere e divertire, ma anche un pò sognare.

Un libro che dipinge un quadro bucolico e interessante di come era Corfù negli Anni ’30 e che fa innamorare di quei tramonti sul mare cristallino, di quelle colline con i vigneti, di quelle case colorate (i Durrell abitarono in tre ville diverse: una color rosa fragola, una color giallo narciso e l’altra color bianco neve).

L’ho letto in pochissimi giorni e mi sono ritrovata ad affezionarmi ai protagonisti, a ripensare a loro anche quando non leggevo, segno inequivocabile del mio alto indice di gradimento.

Dalla prefazione dell’autore:

«Questa è la storia dei cinque anni che ho trascorso da ragazzo, con la mia famiglia, nell’isola greca di Corfù. In origine doveva essere un resoconto blandamente nostalgico della storia naturale dell’isola, ma ho commesso il grave errore di infilare la mia famiglia nel primo capitolo del libro. Non appena si sono trovati sulla pagina non ne hanno più voluto sapere di levarsi di torno, e hanno persino invitato i vari amici a dividere i capitoli con loro».

 

 I venerdì del libro su altri blog:

 

Mag 4, 2012 - libri e fumetti    14 Comments

I venerdì del libro (83°): IL DANDY DELLA REGGENZA

Cara Lilli,

oggi arrivo un po’ tardi a postare per il consueto appuntamento del venerdì con l’iniziativa di HomeMadeMamma, ho poco tempo e ci si è messo pure Myblog a darmi problemi di registrazione…ma almeno brevemente ti voglio parlare del libro che ho letto nel mese di Aprile con il Gruppo di Lettura Bryce’s House: IL DANDY DELLA REGGENZA di Georgette Heyer.

Dopo aver letto già quasi tutti i romanzi di Jane Austen sempre col GdL (manca solo Persuasione e lo stiamo leggendo adesso), è arrivato questo romanzo di un’autrice del Novecento che non conoscevo affatto e che certo ricalca le storie della sua collega più celebre, tanto è vero che è ambientato nell’Inghilterra dell’Ottocento.

Della Austen poi ti parlerò più in là con un post dedicato a lei, mentre ora per ciò che concerne Il Dandy della Reggenza mi rifaccio a quanto ho scritto nel commentarlo sul blog del GdL: il libro parla di due giovani, Judith e Peregrine Taverner, che alla morte del padre scoprono dal testamento di essere stati affidati alla tutela di Lord Worth, un personaggio che si rivelerà ben diverso da come i due giovani in questione si sono figurati. Questo porterà ad un cambiamento delle loro abitudini e del loro stile di vita…

Ho gradito abbastanza la venatura “gialla” nelle tinte rosa della storia, con gli intrecci che si sono creati è stato abbastanza facile leggere il libro, i personaggi sono risultati piuttosto ben delineati anche se un po’ scontati a mio avviso. In definitiva non posso dire che questo tipo di romanzo sia proprio il mio genere, c’è sempre un “non so che” che mi lascia un pò scontenta, non pienamente soddisfatta. Sarà lo stile un pò antico, sarà il genere di mondo di cui si parla…non so.

Però questo non toglie nulla al fatto che grazie al Gruppo di Lettura sto ampliando le mie conoscenze letterarie ed è un’ottima cosa!

 

 

<< Era una bella e giovane donna, la signorina Taverner, di statura superiore alla media, abituata negli ultimi quattro anni a sentirsi definire una fanciulla di notevole bellezza; ma lei non ammirava affatto la propria bellezza, di un genere che era propensa a tenere in spregio. Avrebbe voluto avere i capelli neri: le pareva che il colore dorato dei suoi riccioli fosse insipido, ed era una fortuna che avesse almeno le ciglia e le sopracciglia scure, mentre gli occhi, di un azzurro stupefacente (come una bambola di cera, aveva detto una volta a suo fratello), avevano uno sguardo diretto e pieno di vita che dava carattere a tutto il viso. A prima vista, la si poteva giudicare una bambola di porcellana, ma un’occhiata più attenta non avrebbe potuto non notare l’intelligenza dello sguardo e la piega risoluta delle labbra.>>

 

I venerdì del libro su altri blog (elenco stavolta copiato da HomeMadeMamma!)

Apr 27, 2012 - libri e fumetti    18 Comments

I venerdì del libro (82°): IL MULINO DEI DODICI CORVI

Cara Lilli,

oggi, seguendo l’iniziativa di HomeMadeMamma, voglio tornare a parlarti di un genere letterario che amo moltissimo, il fantasy, con un romanzo di Otfried Preussel: IL MULINO DEI DODICI CORVI.

Lo ebbi in dono per Natale nel 1989 da mio fratello (già sai della tradizione per cui lui mi regala un libro ogni Natale, no?) e dopo averlo letteralmente divorato all’epoca non lo avevo più letto fino a qualche tempo fa. Ebbene, rileggerlo a distanza di più di vent’anni è stato davvero bello, Lilli, l’ho come “riscoperto”.

La storia, ambientata in Sassonia, è quella di un ragazzo orfano, Krabat, che arriva quasi come per un destino prestabilito in un mulino nella palude di Kosel dove cercano un lavorante. Egli capirà ben presto che non si tratta di un mulino come tutti gli altri, qui accadono cose strane e inspiegabili.

Krabat, insieme ad altri 11 garzoni, vivrà giorni di duro lavoro in un’atmosfera particolare, fino ad arrivare a scoprire che il mulino non è altro che una scuola di magia nera, dove il rude mugnaio insegna “l’arte delle arti” che consente a chi la sa usare di acquisire un potere immenso.

L’amicizia sincera con alcuni degli altri garzoni, il sentimento d’amore nascente per la Kantorka, una ragazza del coro del paese vicino, il rapporto conflittuale col mugnaio-maestro scandiranno il dipanarsi della vicenda, con un Krabat che prenderà sempre più coscienza dell’importanza della libertà e dei sentimenti puri e genuini, al di là di ogni potere e ricchezza materiale.

La classica lotta tra il Bene e il Male, si: come accade spesso anche nei romanzi di Ende, autore che sai amo tanto, tutto ruota intorno a questa contrapposizione. 

Preussel scrive in modo lineare e incisivo, ti fa sentire parte della storia. E infatti nella quarta di copertina si legge: “dopo aver immerso il lettore nella cupa atmosfera della magia usata a scopi malvagi, lo fa riemergere alla luminosità del sentimento”.

Un romanzo davvero bello che consiglio non solo ai ragazzi ma anche agli adulti che come me amano perdersi in un mondo un pò fantastico ma comunque in qualche modo specchio della realtà, con insegnamenti e valori senza tempo.

 

 

 <<Quanto più si avvicinava l’inverno, tanto più i giorni e le notti passavano lentamente, almeno così sembrava a Krabat. Dalla metà di novembre aveva spesso la sensazione che il tempo si fosse fermato. Di tanto in tanto, quando non c’era nessuno nelle vicinanze, si assicurava di avere ancora l’anello di capelli che gli aveva regalato la Kantorka. Non appena lo toccava nella tasca interna della sua camicia, sentiva nascere in sè una grande fiducia. “Andrà tutto bene”, si diceva allora. “Andrà tutto bene.”>>

 

I venerdì del libro su altri blog:

  

Pagine:«1234567...23»